|  HOME | LITURGIA DOMENICA |  Archivo RIVISTA MARIA AUSILIATRICE | INFO Salesiani Don Bosco VALDOCCO  |



RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  Archivio RMA 2017

Salmo 145: La sua tenerezza si espande su tutte le creature

La misericordia di Dio per tutto il creato

Tutti sempre contempliamo la meravigliosa misericordia di Dio per tutti gli uomini, ma spesso dimentichiamo che essa si estende a tutte le creature, a tutto il mondo animale, vegetale e minerale. La nostra visione, in campo religioso, spesso è antropocentrica, ma i testi della Bibbia, pur rimarcando la speciale posizione dell'uomo nella creazione, hanno una dimensione cosmologica.

La creazione atto d'amore

La creazione del mondo intero è la prima opera di misericordia di Dio. Scrive Papa Francesco: "La creazione appartiene all'ordine dell'amore… Ogni creatura è oggetto della tenerezza del Padre, che le assegna un posto nel mondo. Perfino l'effimera vita dell'essere più insignificante è oggetto del suo amore, e in quei pochi secondi di esistenza, egli lo circonda con il suo affetto" (Laudato si', n. 77).
Dio non solo ha creato il mondo per amore, ma continuamente lo fa sussistere tramite la sua rùah, il suo Spirito (Sl 104,29-30). La natura ha un valore in sé perché è il luogo della presenza dello Spirito di Dio, che "riempie l'universo" (Sap 12,1; 1,7). Lo Spirito è ubique diffusus, transfusus et circumfusus, come dicevano i Padri della Chiesa. "In ogni creatura abita il suo Spirito vivificante" (Papa Francesco, Laudato si', n. 88). Una poesia orientale ben lo esprime: "Lo Spirito dorme nella pietra, sogna nel fiore, si sveglia nell'animale e sa di essere sveglio nell'essere umano". Siamo di fronte non a un panteismo, ma a un "pan - en - teismo", cioè alla presenza permanente dello Spirito in tutte le cose.
La Provvidenza di Dio per il creato si esplica anche nel fornire ogni giorno nutrimento a tutte le sue creature (Gb 38,39; Sl 136,25), come anche Gesù ci ricorda (Mt 6,26.28-29).

Custodire la terra

Agli uomini Dio dice: "Riempite la terra, soggiogatela (kavash), e dominate (radah)… su ogni essere vivente" (Gen 1,28-29). "Soggiogare", kavash, significa "rendere sottomessa, docile", la terra, che nella concezione antica era un luogo selvaggio e pervaso da forze misteriose. Il "dominare", radah, "governare", "pascolare", esprime l'azione del re e del pastore: Dio affida quindi all'uomo la guida e la cura del mondo. L'uomo è chiamato non solo a "custodire (shamar)", ma a "coltivare ('avad)" tutto il creato (Gen 2,15), con un lavoro responsabile: si "custodisce" una cosa che non è propria (infatti il mondo appartiene a Dio), e che si deve restituire, possibilmente migliorandola. Dunque all'uomo non è dato un potere oppressivo né di sfruttamento: egli è signore del mondo, ma solo come mandatario di Dio che vide ciò che aveva creato come buono e bello (Gen 1,25). Ecco perché nella Bibbia vi sono precise norme a tutela degli animali e delle piante (Dt 5,12-14; 22,4; 20,19).

Una salvezza per tutto il creato

L'alleanza che Dio stipula con Noè si estende a tutti gli animali (Gen 9,8-11.16). Spesso nella Scrittura gli animali sono soggetti attivi che obbediscono a Dio: così i corvi, su comando del Signore, portano il cibo al profeta Elia (1 Re 17,4), nel libro di Giona gli animali fanno penitenza per i peccati di Ninive (Gio 3,7-10), l'asina di Balaam parla ed è l'unica a vedere l'angelo del Signore (Nm 22,22-34). Molte volte, poi, nella Scrittura si parla della preghiera degli animali, delle piante, dei monti e delle colline, invitati a benedire e a lodare il Signore (Sl 104,20-21; 148,3-10; Dn 3,57-81…). Sono questi semplici antropomorfismi applicati ad animali, vegetali e regno minerale, o vi è annunciata una qualche forma di loro coscienza etica?
Il Salmista proclama: "Uomini e bestie tu salvi, Signore" (Sl 36,7). Isaia afferma che quando arriverà il Messia si avvererà la situazione paradisiaca profetizzata nella Genesi, in cui animali feroci e domestici vivranno in pace tra loro e con gli uomini (Is 11,6-8; cfr Mc 1,12-13). Sono solo modi per dire che il Messia porterà la pace cosmica, o possiamo leggere in questi brani anche una sorta di beatitudine finale per gli animali? È soprattutto Paolo che prospetta una redenzione per tutte le creature: "L'attesa impaziente (apokaradokìa) della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio…, e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio" (Rm 8,17-24).
Se l'incarnazione di Cristo compie il progetto creazionale di Dio, tutto il creato, quindi anche gli animali, le piante, le rocce, trovano in lui la redenzione: "Egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà…: il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra" (Ef 1,3-12). Talora per esprimere questo mistero si parla di "nuovi cieli e una terra nuova" (Ap 21,1). Il discorso è apertissimo. Ma parrebbe certo, sulla base delle Scritture, che tutto il creato, non solo l'umanità, e non solo il mondo animale, ma anche quello vegetale e minerale, siano raggiunti dalla salvezza che si compie in Cristo.
Sull'esempio di Dio, il credente sarà misericordioso verso tutta la creazione (Pr 12,10; Gl 1,19-20). Di Francesco d'Assisi, Tommaso da Celano scrive: "La sua carità si estendeva con cuore di fratello non solo agli uomini provati dal bisogno, ma anche agli animali senza favella, ai rettili, agli uccelli, a tutte le creature sensibili e insensibili". Stupenda è la cosiddetta preghiera di Isacco il Siro: "Che cos'è la misericordia del cuore? È l'amore bruciante per la creazione tutta, per gli uomini, per gli uccelli, per gli animali, per i demoni e per ogni essere creato"
.

Carlo MIGLIETTA


redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2017 - 2

|  HOME | LITURGIA DOMENICA |  Archivo RIVISTA MARIA AUSILIATRICE | INFO SALESIANI Don Bosco VALDOCCO  |


Visita Nr. http://counter.digits.net/wc/-d/4/scudum