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BEATO ANGELICO: Ha fatto pangere gli angeli ***

B. ANGELICO (GIOVANNI DA FIESOLE, 1400-1455)

HA FATTO PIANGERE GLI ANGELI

E' un grande della pittura italiana, noto per i suoi dipinti a Firenze, Roma, Orvieto…Ha 'mantenuto' i confratelli del suo convento con i 'diritti d'autore'. Un predicatore… con il pennello. Usando il linguaggio della bellezza… si fa capire da tutti. Un miracolo.
Tra la 'valanga' di santi fatti da Giovanni Paolo II, c' è stato uno che ha destato grande gioia negli artisti, ammirazione in milioni di turisti, e… dubbi in Vaticano. Il personaggio in questione era il Beato Angelico (il 3 ottobre 1982). Una canonizzazione atipica: dribblate regole codificate da secoli, abbattuti paletti tradizionali, non convocate sessioni di studio. Tutto inutile. Il papa (sembra) di 'testa sua' decise che fra Giovanni da Fiesole, frate domenicano, al secolo Guido di Pietro, era degno degli altari. Strano caso il suo. Era già… Beato Angelico da secoli, perché lo studioso Girolamo Borselli gli attribuì il titolo di 'Beato', mentre lo storico dell'arte Giorgio Vasari nel 1550 l'aveva chiamato 'fra Angelico'. E il miracolo? Di lui, per la verità, sono solo esistite le folle di visitatori, composte non solo da devoti cristiani ma anche da turisti moderni e post moderni dal cuore religiosamente freddo. Estasiati davanti ai suoi quadri ritornano a casa con un bagaglio fatto di gioia nel cuore, serenità incoraggiante e desideri positivi per il futuro. Anche questo è un miracolo. E che si rinnova sempre.

Un grande apostolo… con il pennello!

Predicare con l'arte? Sì, certo, si può. L'arte infatti parla un linguaggio universalmente compreso, che ci aiuta nella faticosa ricerca della verità. "Il linguaggio dell'arte è una via di conoscenza, è un ambito in cui si può attingere alla sorgente della vita e al vero, percepito come bello. La modernità aveva riservato all'arte uno spazio marginale, una specie di "seconda classe", in cui era stata relegata insieme ai sentimenti, poco considerati dalla gnoseologia. Oggi si riconosce che l'arte ha un approccio alla verità meno violento dell'argomentazione e della logica, un approccio nel segno del simbolo, del fascino, dell'attenzione e della libera adesione" (Ignazio Sanna). Come dire che l'uomo non è solo razionalità: deve imparare a superare il suo puro logo centrismo… pensando cioè che non comunichiamo solo con la ragione. E' un'esperienza di tutti i giorni: non siamo solo ragione. Pascal diceva che si può (o si deve?) conoscere se stessi e Dio anche attraverso il cuore, perché questo ha delle "ragioni" che la ragione non conosce. Nel cristianesimo non solo un bel discorso mi può parlare e portare a Dio, ma anche un fiore, un paesaggio, un bel tramonto o anche… un bel quadro di qualche artista. Anche l'arte quindi mi aiuta a conoscere Dio, a riflettere su di Lui, a ricordarmi di Lui.
Il Beato Angelico, al secolo Guido di Pietro, è nato a Fiesole, presso Firenze, nel 1400. Si è solo certi che studiò pittura e fu ammesso in una delle numerose gilde di pittori della città. Forse conobbe Masaccio e subì l'influenza di Lorenzo Monaco, un pittore (frate camaldolese) di Siena.

Verso il 1420 quando entrò nell'ordine domenicano, col nome di Fra Giovanni da Fiesole, aveva già una discreta fama di pittore. Ed in convento continuò a dipingere, sostenendo così con i diritti d'autore i suoi confratelli!
Come pittore egli rappresenta il passaggio dal Medio Evo al Rinascimento e sintetizza nelle sue opere il fervore religioso del primo con l'amore puramente estetico del bello in sé del secondo. Fu anche il primo italiano a dipingere paesaggi riconoscibili e il primo a guardare alla natura come ambiente bello e gradevole, in cui vivono e agiscono le creature di Dio. Non solo conosceva le leggi della prospettiva ma era anche abile nell'utilizzarla. Insomma "è un grande artista" (E. H. Gombrich).
Dipinse in varie città italiane, compresa Roma (due cappelle in Vaticano), destando in tutti, critici e non, grande ammirazione e sincera devozione specialmente nei frati che 'pregavano' devotamente… ammirando i suoi dipinti nel convento. "Per il Beato Angelico l'arte era un modo di meditare e di predicare: le sue opere mostravano alla gente che cosa si doveva adorare, in perfetto accordo con la tradizione catechetica domenicana" (A. Butler).

Ha fatto piangere gli angeli

Dopo la sua morte, circolò una leggenda molto carina, che cioè quando il celebre frate pittore morì, agli angeli da lui dipinti spuntò una lacrima di dolore per il loro grande amico.
Si sa che ogni pittore dipinge basandosi o ispirandosi a determinati modelli (più spesso modelle!) viventi, e questo lo faceva anche il sommo Michelangelo. Ebbene questi, vedendo i dipinti dell'Angelico, scrisse di lui: "Si deve credere che questo buon monaco abbia visitato il Paradiso e abbia avuto il permesso di scegliere là i suoi modelli". Non ci poteva essere complimento più bello e più centrato. È proprio vero. Contemplare i suoi dipinti è regalarsi un po' di aria di Paradiso, concedersi un piccolo saggio e assaggio della Realtà Ultima Futura che è Dio nella sua gloria e beatitudine (che diventerà anche la nostra). Significa elevare i propri pensieri, affinare i propri desideri, e credere che, dopo tutto, questa terra con le sue gioie e dolori (talvolta, più numerosi) non è tutto. Simili pensieri non ci faranno certamente male e, Dio sa, quanto ne abbiamo bisogno.


"Chiunque vuole dipingere Cristo, deve essere su questa terra molto vicino a Cristo". (Beato Angelico).
"Fra Giovanni decto da Fiesole anghielicho, vezoso, et divoto et di virtù ornato molto, con grande facilità dipinse in Firenze, in Roma et altrove" (A. Billi, Il Libro, 1516-30).
"La compunzione del cuore, i suoi slanci verso Dio, il rapimento estatico, il gusto anticipato della beatitudine celeste, tutto questo genere di emozioni profonde e esaltate che nessun artista può rendere senza averle prima provate, ecco quale fu il misterioso ciclo che il genio di Fra Angelico amava percorrere e che rifece daccapo dopo averlo terminato..." (A. F. Rio).

***  Tratto in forma ridotta dal volume:
                      MARIO SCUDU / Anche Dio ha i suoi campioni ! Elledici 2011

Mario SCUDU SDB / redazione.rivista@ausiliatrice.net

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