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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  RMA Archivio 2017

SAN GREGORIO DI NISSA*** :
Dio, l'infinito desiderio dell'uomo

Dio, l'infinito desiderio dell'uomo

Gregorio e Basilio: fratelli, vescovi, dottori della Chiesa, di grande cultura classica e teologica, combattenti per l'ortodossia. Due padri dell'Oriente cristiano ma veneratissimi anche in Occidente. Due grandi della Chiesa dal carattere molto diverso. Basilio: pratico e pragmatico, organizzatore e trascinatore di uomini, risoluto. Gregorio speculativo e contemplativo, indeciso e perfino ingenuo.
Gregorio nacque nel 335 nella Cappadocia , in una famiglia che profumava di santità. I suoi nonni paterni durante la persecuzione contro la fede, pur di non rinnegarla e cedere, si erano rifugiati sulle montagne per ben sette anni. In famiglia ebbe anche grandi esempi oltre che da Basilio (di cinque anni più vecchio) dalla sorella maggiore Macrina (santa). Questa aveva addirittura iniziato, in casa, una certa vita monastica. Ma nonostante l'esempio buono e santo Gregorio non la segui e guardò tutto con scetticismo e freddezza: il richiamo della cultura classica fu più forte di quello monastico. Pur non seguendo Basilio ad Atene ricevette lo stesso un'ottima formazione scolastica (filosofia e teologia), e lo dimostrerà in seguito durante le battaglie per l'ortodossia. Resistette anche ad un rimprovero di Gregorio Nazianzeno (amico di Basilio, vescovo e dottore della Chiesa anche lui!) che una volta gli rinfacciò di preferire i libri profani a quelli sacri. Gregorio lasciò cadere il rimprovero, diventò retore e prese anche moglie (che morì presto).

Un vescovo coltissimo ma ingenuo

Proprio in quegli anni infuriò la battaglia teologica: in ballo c'era la sopravvivenza dell'ortodossia cattolica, specialmente contro la perniciosissima eresia dell'Arianesmo. In sintesi: per Ario Gesù Cristo era un semplice uomo, scelto ed "elevato" da Dio, il più grande maestro di vita, eccezionale e carismatico, buono, ma non era il Figlio di Dio. Basta con il "rompicapo" della Trinità! Un'eresia molto pericolosa, mortale per il cristianesimo. Basilio raccolse la sfida e divenne il 'comandante' delle truppe anti ariane arruolando anche il fratello (di cui conosceva la cultura) e nominandolo vescovo di Nissa. Ed ecco una pagina triste dovuta anche alla sua ingenuità. Fu accusato (ingiustamente) di amministrare male i beni della Chiesa. Una calunnia "diabolica" dei nemici per arrivare al potere (in questo caso "teologico"). Il povero Gregorio fu arrestato, umiliato, imprigionato, ed infine liberato ma con il foglio di via per l'esilio. Rientrò nel 377 e fu accolto trionfalmente dai suoi fedeli.
La morte di Basilio (379) produsse una svolta in lui: fu quasi la liberazione dalla sua "ombra". Gregorio "diventò" se stesso: fu molto attivo nella diocesi e si dimostrò un vero combattente per l'ortodossia, raggiungendo, nel Concilio di Costantinopoli (381) il vertice della notorietà come teologo (tra gli applausi dei padri conciliari). Era apprezzato da tutti, anche da Teodosio imperatore.

Dio è sempre l'Oltre dei nostri pensieri

Per fortuna dei posteri le incombenze pastorali e le lotte per l'ortodossia non gli impedirono di trovare il tempo per scrivere le sue riflessioni teologiche.
Per Gregorio Dio è l'infinito desiderio dell'uomo, la meta suprema, spesso inconscia, di ogni sua aspirazione. Essendo l'uomo creato ad immagine di Dio l'impegno della vita spirituale (ascesi) è quello di restaurare questa immagine per arrivare gradualmente alla sua contemplazione. Attraverso questa l'uomo deve liberarsi dai condizionamenti della sua sensibilità e terrestrità, perché Dio si trova al di là di ogni immagine che noi ci facciamo di lui, è sempre l'Oltre di tutto ciò che l'uomo pensa di lui. La vita umana quindi deve essere un continuo cammino verso Dio, un faticoso e incessante pellegrinare verso di lui, per cui la nostra vita sarà un cercare lui nella sua totalità, un contemplarlo con gli occhi della fede per amarlo sempre di più. Se persevereremo nell'impegno ci sarà la visione beatifica e beatificante, totale e totalizzante. Il premio finale sarà il contemplarlo "faccia a faccia, così come Egli è" (1Cor 13,12). Fine della ricerca ed inizio della visione.

Chi è Cristo per Gregorio?

In sintesi: per lui la nostra fede è fede vera solo se è radicata in e su Gesù Cristo. Che cosa significano i vari titoli cristologici come "alfa e omega, pace, splendore della gloria, pietra angolare, immagine del Dio invisibile, primogenito della creazione"? Hanno pieno significato solo se Cristo è diventato il fondamento di tutta la nostra esistenza, se lui può operare nella nostra vita senza limitazioni. Ha scritto: "Vuoi sapere la causa per la quale Dio nacque tra gli uomini?... La nostra natura aveva bisogno di un medico, perché era caduta in una malattia. L'uomo caduto aveva bisogno di uno che lo rialzasse. Colui che aveva perduto la vita, aveva bisogno di colui che la dà". La vita è per Gregorio un cammino spirituale di amore a Cristo che ci porta a conoscere Dio, il desiderio profondo di ogni uomo.

**** "Vuoi sapere la causa per la quale Dio nacque tra gli uomini?... La nostra natura aveva bisogno di un medico, perché era caduta in una malattia. L'uomo caduto aveva bisogno di uno che lo rialzasse…"

*** Tratto in forma ridotta dal volume:
MARIO SCUDU, Anche Dio ha i suoi campioni. Elledici, Torino 2011


Mario SCUDU sdb / redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2017 - 3

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