Home Archivio Rivista  MARIA AUSILIARICE  | INFO Salesiani DB Valdocco 


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  |  ARCHIVIO  2016

AMICI e CAMPIONI DI DIO: S. Teresa Benedetta della Croce (Edith STEIN):
Fiera di essere ebrea e cattolica

È una grande testimone del secolo XX: ebrea, filosofa, cattolica convertita, suora carmelitana, martire ad Auschwitz. Una vita alla ricerca della verità, che lei trovò nel Cristo Crocifisso.
Il 9 agosto 1942 ad Auschwitz trovarono la morte due sorelle ebree, numeri 44.074 e 44.075, Rosa ed Edith Stein. Per i nazisti due semplici numeri, per Israele e per la Chiesa Cattolica due vittime e martiri dell'odio antisemitico e anticristiano. La seconda di esse, Edith, verrà canonizzata nel 1998, riconosciuta come martire, e proclamata compatrona d'Europa con Caterina e Brigida. Per la Chiesa sarà santa Teresa Benedetta della Croce. Dirà Giovanni Paolo II: "Eminente figlia di Israele e figlia della Chiesa". In effetti Edith davanti ai cattolici era fiera di essere ebrea, davanti agli ebrei fiera di essere cattolica. Non era semplice orgoglio, ma gioia di aver conosciuto tutte e due le facce della medaglia e di essere arrivata a Cristo Verità.

Die kluge Edith

Edith è nata a Breslavia il 12 ottobre 1891, in una famiglia ebrea. Era di intelligente brillante e vivace, infatti tutti la chiamavano die kluge, cioè l'intelligente. Fece tutti i suoi studi con ottimi risultati, a tutti i livelli, fino a diventare, all'università di Gottinga, assistente del filosofo Husserl, fondatore della fenomenologia. Questi inculcava ai suoi allievi di "andare alle cose e a domandare loro ciò che dicono di se stesse, per ottenere certezze che non risultino minimamente da teorie preconcette e da pregiudizi non sottoposti a verifica". Lo stesso Husserl dirà: "In Edith Stein c'è sempre stato qualcosa di assoluto…".
Edith sarà alla ricerca della verità, interrogherà le "cose", verificherà le risposte degli altri, ne formulerà di proprie, fino a trovarla, dopo un lungo e non facile travaglio, in Gesù Cristo. Lo studio incessante per lei era preghiera, perché era ricerca di Dio fatta per amore. E Dio è Amore e Verità. Lei stessa diceva: "Dio è verità e chi cerca la verità cerca Dio, che lo sappia o no".
All'età di 12 anni - raccontò lei stessa - abbandonò la fede "per affermarsi come un essere autonomo". A 21 anni si dichiarò agnostica: "Mi sento incapace di credere all'esistenza di Dio". Poi l'incontro con Husserl. Questi sarà una tappa importante del suo cammino, ma non decisiva. Questo amore alla verità la farà andare da Husserl fino al suo secondo maestro, Tommaso d'Aquino. Lei passerà dallo sguardo sulle cose e dalla percezione spassionata ed "empatica" del reale e delle certezze immediate, alla riflessione sull'essere in generale e sull'Essere che è il fondamento di tutto l'essere, di ogni essere. Questo Essere lei lo trovò nel Dio Tri Personale cristiano, nella Trinità rivelata da Gesù Cristo. L'uomo stesso è "immagine della Trinità", ma non solo lui. Edith metterà in luce le "vestigia" della Trinità nascoste in seno alle cose. Edith quindi, gradualmente, di ricerca in ricerca, era passata dalla fenomenologia alla metafisica. Un lungo viaggio fatto per amore. Aveva trovato la verità, ora era decisa a vivere e morire per Cristo Verità.

Da Edith Stein a suor Teresa Benedetta della Croce

Edith Stein ha cercato sempre finché non ha trovato. È interessante il suo itinerario spirituale di conversione e di incontro con la Croce di Cristo.
Due piccole tappe. La prima: la visita alla giovane vedova di un suo collega filosofo morto in guerra. Invitata a casa, Edith si aspettava una donna in preda alla disperazione. La trovò invece addolorata certo ma serena: era una donna sostenuta dalla fede. Scriverà: "Fu il mio primo incontro con la Croce, la mia prima esperienza della forza divina che dalla Croce emana e si comunica a quelli che l'abbracciano...".
Seconda esperienza. In casa di amici, estate 1921, nella biblioteca. Scrisse lei stessa: "Senza scegliere, presi il primo libro che mi capitò sotto mano: era un grosso volume che portava il titolo "Vita di S. Teresa scritta da lei medesima". Ne cominciai la lettura e non l'interruppi fino alla fine. Quando lo chiusi, dovetti confessare a me stessa: "Questa è la verità"". Un mese dopo ricevette il battesimo, diventando cattolica. Ma sarà solo nel 1933 che Edith entrerà nel Carmelo di Colonia. Scelse il nome: Teresa Benedetta. Come "cognome" programmatico aggiunse "della Croce".

Trovata la Verità, vivere fino a morire per essa

La Verità Edith l'aveva trovata. Scriverà lei stessa: "Gesù Cristo è il centro della mia vita". Gesù Cristo, e questo Crocifisso. Il Signore Gesù, il Signore della gloria che ci salva nella sofferenza, nel dolore, nell'obbrobrio della Croce. Non una sofferenza sopportata e bestemmiata, maledetta e respinta, ma accettata, trasformata e diventata strumento di amore riparatore e redentivo. La fede nel Crocifisso, la fede viva accompagnata dalla dedizione amorosa, è per noi l'accesso alla vita e l'inizio della futura gloria. "La croce non è fine a se stessa... è l'arma potente di Cristo" scriverà lei stessa. L'amore senza verità e la verità senza amore sono la negazione totale della verità. Ma la prova suprema dell'amore deve passare attraverso l'esperienza dell'abbandono del Getsemani e del Calvario.
Un' ultima annotazione. In una conferenza parlando dell'arricchimento spirituale della donna, Edith affermava che questa doveva raggiungere la sua santificazione personale, come madre o come professionista impegnata, guardando a Maria di Nazaret, diventando come lei disponibilità totale a Dio e al prossimo.
E questa disponibilità totale a Dio e alla Croce di Cristo, insieme a Maria, e in unione a Lui per la salvezza del mondo lei stessa la ebbe fino a quel 9 agosto 1942.

Pensieri di Edith Stein
Gli occhi del Crocifisso ti fissano interrogandoti, interpellandoti. Vuoi stringere con ogni serietà l'alleanza con lui? Quale sarà la tua risposta?

Chi appartiene a Cristo deve vivere intera la vita di Cristo: deve raggiungere la maturità di Cristo, deve finalmente incamminarsi per la via della Croce...

Il cammino del genere umano è un cammino da Cristo a Cristo

Dio stesso ci educa ad avanzare con la mano nella sua mano

Maria è il simbolo più perfetto della Chiesa perché ne è il prototipo e l'origine


Mario SCUDU sdb / scudum@tiscali.it

**** Tratto in forma ridotta dal volume:
MARIO SCUDU, Anche Dio ha i suoi campioni. Elledici, Torino 2011


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2016 - 4 

Home Archivio Rivista  MARIA AUSILIARICE  | INFO Salesiani DB Valdocco


Visita Nr.