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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE | ARCHIVIO 2016
AMICI CAMPIONI DI DIO: San Policarpo: Molti frutti per Dio ***
Policarpo significa "molti frutti", offerti alla sua comunità e a Dio, con il martirio. È un anello importante che ci collega agli Apostoli di Cristo e alla Tradizione della Chiesa.
Il XX secolo fu definito un "secolo di martiri". Vero, e gli altri no? Penso che ogni secolo, sia stato un secolo di martiri. La differenza è che oggi con tutti i sistemi di informazione, di calcolo, di registrazione siamo più aggiornati sui numeri delle persone che muoiono per la loro fede in Cristo Gesù. Ma la missione cristiana, la evangelizzazione, il semplice vivere da cristiani non sono mai stati sempre una semplice passeggiata, senza rischi. L'ambente circostante molto spesso è stato indifferente, altre volte ostile ma non aggressivo, di tanto in tanto non solo aggressivo ma anche distruttivo. Ecco i martiri. La loro presenza è segno di questa lotta e della presenza delle forze antagoniste del male, guidate dal Diavolo, l'antico e moderno "Avversario" di Dio.

Perché meravigliarci?
I cristiani si ispirano a Cristo e vogliono seguirlo? Ma che cosa ci ha detto Lui? Dal Vangelo: "Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi. Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome" (Gv 15,20).
Quindi persecuzione e martirio sono realtà non eliminabili dalla vita dei cristiani. Anzi "la presenza del martirio nella vita della Chiesa significa allora, nonostante tutte le miserie e debolezze, che la Chiesa è la Chiesa di Gesù Cristo: il martirio cioè è un argomento a favore della perennità storica della Chiesa. Significa ancora che la Chiesa continua nella storia umana la missione di Gesù." (Da La Civiltà Cattolica). In tutti i secoli i martiri hanno sempre avuto la coscienza di seguire Gesù Cristo, di portare la croce come Lui e dietro di Lui, di continuare la sua passione per la salvezza del mondo.

Ma chi è il martire?
Anche quello di Policarpo é stato un secolo di persecuzioni.
Ma chi è il martire? Ecco una definizione: "Il martirio è la suprema testimonianza resa alla verità della fede; il martire è un testimone che arriva fino alla morte. Egli rende testimonianza a Cristo, morto e risorto, al quale è unito dalla carità. Rende testimonianza alla verità della fede e della dottrina cristiana. Affronta la morte con un atto di fortezza" (Catechismo Chiesa Cattolica, n. 2473).
Bernanos ha scritto che certi uomini, per vivere, vogliono "delle verità rassicuranti. Ma la verità non rassicura nessuno: la verità impegna". I martiri hanno sentito forte questo desiderio di morire piuttosto che rinnegare la fede in Cristo. I martiri sono stati uomini e donne che hanno cercato tutta la vita Dio e la sua verità, il Cristo. E una volta trovatala non hanno esitato a testimoniarla fino al sangue. "Chi cerca la Verità dev'essere pronto a sacrificare tutto per la verità" (Gandhi).

"Martires non poena facit sed causa"
Una premessa importante: non sono le sofferenze che fanno il martire, ma la causa per cui sono sopportate (S. Agostino). Nel caso dei martiri cristiani la causa è Cristo.
Sant'Ireneo: "Policarpo fu istruito nella fede da quelli che avevano visto il Signore" e "fu dagli Apostoli stessi posto vescovo per l'Asia nella Chiesa di Smirne". Lo "sponsor" per questo incarico sembra che sia stato l'apostolo Giovanni. Diventato vescovo verso l'anno 100 fu spettatore di un evento straordinario. Nel 107 passò nella sua città il vescovo di Antiochia, Ignazio, in viaggio per Roma dove subirà il martirio. Policarpo ne fu santamente impressionato.
Ireneo di Lione, da giovane, aveva visto l'anziano vescovo Policarpo predicare alle sue pecorelle, con molta pazienza e ne conosceva la carità verso vedove e schiavi. Queste alcune caratteristiche peculiari della sua personalità. Qualità però che non gli impedirono di essere duro contro coloro che attentavano all'unità e all'integrità della verità trasmessa dagli Apostoli. Questo suo coraggio e determinazione Policarpo li dimostrò contro contro l'eretico Marcione che lui definì pubblicamente "primogenito di Satana".
Policarpo è importante nella storia della Chiesa dei primi secoli perché agì da cerniera tra gli Apostoli e gli altri vescovi delle prime chiese anche se non li conobbe personalmente. Scrive ancora Ireneo in "Contro le eresie" mettendo in risalto questo suo ruolo: "Policarpo non solo fu ammaestrato dagli Apostoli... ma appunto dagli Apostoli fu stabilito come vescovo per l'Asia nella chiesa di Smirne. Ora, egli insegnò sempre quello che aveva appreso dagli Apostoli…". Questo suo carattere dolce non gli impedì di essere risoluto davanti al governatore romano che voleva salvare l'anziano vescovo: "Tu fingi di ignorare chi io sia. Ebbene ascolta francamente: io sono cristiano". Dando così un esempio di coraggio e di testimonianza a Cristo Verità, davanti alla comunità cristiana e a tutti noi, a distanza di secoli.


"Mentre Policarpo entrava nello stadio, si udì una voce da cielo: "Sii forte, o Policarpo, e comportati da valoroso". Nessuno vide chi aveva parlato… Il proconsole… cercò di indurlo a rinnegare Cristo dicendogli. "Abbi riguardo alla tua età…"… ed insisteva dicendo: "Giura e ti rilascio: insulta il Cristo". Rispose Policarpo: "Sono ottantasei anni che lo servo, e non mi ha mai fatto alcun torto; come potrei quindi bestemmiare il mio Re e Salvatore?"". (Dal "Martirio di Policarpo").


Mario SCUDU sdb / scudum@tiscali.it

**** Tratto in forma ridotta dal volume:
MARIO SCUDU, Anche Dio ha i suoi campioni. Elledici, Torino 2011


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2016 - 1 

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