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Rivista Maria Ausiliatrice  |  RMA Archivio 2018

ADMA PRIMARIA | "QUESTA E' LA MIA CASA, DA QUI LA MIA GLORIA! (2)


"Questa è la mia casa, da qui la mia gloria!"
Storia della costruzione della Basilica di Maria Ausiliatrice (seconda parte)

Celebrando il 150° di consacrazione della Basilica di Maria Ausiliatrice (8 giugno 2018)

Progetto

I cinque progetti per la nuova chiesa, firmati da don Bosco e dall'ingegnere Antonio Spezia, furono presentati all'ufficio comunale competente con data 14 maggio 1864: si trattava della "Pianta di una Chiesa dedicata a Maria Auxilium Christianorum da erigersi in Valdocco di Torino con oblazioni di divoti". Il prospetto della chiesa di Maria Ausiliatrice fa riferimento alla basilica veneziana di San Giorgio Maggiore (1566) dell'architetto veneto Andrea Palladio (1508-1580). Gli obiettivi di don Bosco nell'affrontare l'impresa dell'edificazione erano chiari: voleva una chiesa grandiosa che fosse un monumento alla Vergine Maria, segno chiaro della sua presenza a sostegno della Chiesa, come al tempo di Lepanto o durante la prigionia di Pio VII. Incaricando l'ingegnere Antonio Spezia del progetto don Bosco voleva che "fosse in tali proporzioni che potesse accogliere un gran numero di devoti, e render l'onore dovuto all'Augusta Regina del Cielo". I lavori di costruzione, affidati all'impresa del capomastro Carlo Buzzetti, iniziarono nell'autunno del 1863. Terminati gli scavi, nell'aprile del 1864, don Bosco disse al Buzzetti: "Ti voglio dare subito un acconto per i grandi lavori". Così dicendo tirò fuori il borsellino, l'aprì e versò nelle mani di Buzzetti quanto conteneva: otto soldi, nemmeno mezza lira. "Sta' tranquillo! La Madonna penserà a provvedere il denaro necessario per la sua chiesa".

Posa della prima pietra

Il 27 aprile 1865 fu celebrata con grande solennità la posa della pietra angolare della erigenda chiesa, che benedetta dal vescovo di Susa, Mons. Odone, venne collocata dal duca Amedeo d'Aosta, figlio di Vittorio Emanuele II, con la partecipazione del sindaco, del prefetto e di altri insigni personaggi. Don Bosco pubblicizzò il fatto con un fascicolo commemorativo e lanciò una grandiosa lotteria. I lavori procedettero pur tra difficoltà e battute d'arresto e nel maggio del 1867 venne collocata sulla cupola la statua rappresentante Maria Madre di Misericordia in atto di benedire i suoi devoti. Inoltre ciascuno dei due campanili, fiancheggianti la facciata, venne sormontato da un angelo in rame battuto e indorato, dell'altezza di due metri e mezzo. A destra: un angelo recante con la mano sinistra una bandiera, in cui a traforo nel metallo e a grossi caratteri, è scritto "Lepanto". A sinistra un altro, in atto di offrire con la mano destra una corona d'alloro alla Santa Vergine, che domina dall'alto della cupola. In un primo disegno anche il secondo angelo sollevava una bandiera sulla quale era, pur a traforo la cifra 19 seguita da due fori. Indicava una nuova data e cioè il mille novecento, ommesse le decine ed unità di anni, segno di un nuovo trionfo di Maria.

Consacrazione della chiesa

La costruzione, tra alterne vicende, fu portata finalmente a termine nel 1868 e la chiesa fu consacrata il 9 giugno di quello stesso anno dall'arcivescovo di Torino Mons. Alessandro Riccardi. Per l'occasione oltre ai ragazzi degli oratori di Torino, giunsero quelli dei collegi di Mirabello e di Lanzo, che si distinsero sia per le esecuzioni musicali, sotto la direzione di don Giovanni Cagliero, che per la cura del servizio liturgico, sotto la guida di don Giuseppe Bongiovanni, già socio della Compagnia dell'Immacolata e fondatore di quella del SS. Sacramento.


ADMA Primaria / redazione.rivista@ausiliatrice.net

Rivista Maria Ausiliatrice 2018 - 3

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