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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  Archivio RMA 2017

MARIA di Nazaret / Il Signore è con te, ed il sì della amata da Dio...

Don Gianni Sangalli, nato nel 1922 e scomparso nel 2004, ha fondato e diretto questa nostra Rivista per 22 anni. È stato, tra l’altro, direttore delle Edizioni Elledici, rettore della Basilica dal 1979 al 1993 e direttore
dell’Ufficio per le Comunicazioni sociali della Diocesi di Torino. Tra i suoi scritti abbiamo trovato queste riflessioni su Maria, che riproponiamo.

DIO ATTENDE UNA RISPOSTA
LIBERA ANCHE DALLA SUA FUTURA “MAMMA”

Maria ha avuto Dio vicino più di ogni altra creatura,
fin dalla nascita. Ma una vicinanza totale e
inimmaginabile si preparava per lei. Il suo corpo
immacolato era destinato a diventare l’Arca di Dio,
la dimora anche fisica del Dio fatto uomo. Maria
ancora non lo sapeva. Quando l’angelo le dice: «Il
Signore è con te», essa - che conosceva bene le
Scritture - capisce che queste sono le parole che
precedono l’annuncio di una chiamata al servizio
del Signore, per una missione che interessa i destini
del suo popolo.
Così era iniziata la vocazione di Abramo: «Non
temere: Io sono il tuo scudo», gli aveva detto il
Signore (Gn 15,1). E a Mosè, mandato a liberare il
suo popolo: «Io sarò con te, perché tu possa compiere
quello per cui io ti ho destinato» (Es 3,12).
Così a Giosuè, a Gedeone, a Geremia, a Davide e
a quanti altri chiama per una missione di salvezza,
Dio ripete sempre: «Io sarò con te, perché tu
possa compiere quello per cui io ti ho destinato».
C’è un progetto di salvezza che si snoda nei secoli
tra la fedeltà immutabile di Dio e le incertezze e
i tradimenti del popolo che lui ha scelto e amato.
Ma c’è un piccolo “resto” fedele dei “poveri di
Il Signore è con te, ed il sì della amata da Dio
Iahvè”, che hanno messo ogni loro speranza nel
Signore.
La pienezza dei tempi è ormai giunta. E a collaborare
al progetto del suo amore che salva, Dio
questa volta chiama non un re, un condottiero,
un profeta, ma un’umile fanciulla di Nazaret, un
piccolo paese sperduto sui monti di Galilea: Maria.
E perché il suo cuore non soccomba sotto il peso
dell’annuncio, le viene garantito l’aiuto, la forza:
«Il Signore è con te».
Dio è già con Maria, ha già deciso, ha già scelto,
ha già stretto alleanza con la Figlia di Sion che
«primeggia tra gli umili e i poveri del Signore, i
quali con fiducia attendono e ricevono da lui al
salvezza» (LG 55). Vuole, però, la sua adesione
nella fede e nella speranza. Sempre - quando Dio
parla alla sua creatura - attende la risposta della
sua libertà.

MYRIAM: L’UMILE FANCIULLA
È LA “PRINCIPESSA” SCELTA DA DIO

«L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città
della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine,
promessa sposa di un uomo della casa di Davide,
chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria
». (Lc 1,26-27). Tutte le volte che sentiamo leggere
quell’incantevole pagina del Vangelo, noi avvertiamo
distintamente che, con l’annuncio di quel
nome, è incominciata la nuova storia dell’umanità.
Qual è il significato del nome Myriam, o Mariám
come scrive Luca? Per gli antichi - più che per noi
oggi - la scelta del nome aveva un significato di
presagio, di augurio: voleva esprimere il destino di
colui o colei che lo portava, la sua missione. Maria,
Myriam in aramaico (la lingua parla da Gesù),
significa “grande signora”, “principessa”.
È più probabile, però, che il nome Maria sia derivato
dalla lingua egiziana. Infatti la prima volta che
il nome Maria appare nella Bibbia, è per indicare la
sorella di Mosè e di Aronne, nata come loro durante
la schiavitù di Egitto. Mosè e Aronne sono
due nomi egiziani: è logico pensare che anche
la sorella Maria abbia avuto un nome egiziano.
Myriam, in egiziano, ha il significato di: “Amata da
Dio”. In tal caso, la fanciulla ebrea che Dio aveva
scelto per essere la madre del Messia, avrebbe
avuto segnato, anche nel nome, il suo meraviglioso
destino, la sua missione, la sua grandezza:
Maria, amata da Dio.
Impariamo a pronunciare sempre con amore questo
nome benedetto, che racchiude in sé il mistero
di colei che ha dato la carne e il sangue al Figlio
di Dio, ma che è pure nostra madre!


Gianni Sangalli Nato a Treviglio (BG), in seno
ad una famiglia di robusta fede
cristiana, a 17 anni si dona a
Don Bosco e gli rimane fedele
per 64 anni. Nell'Anno Santo
del1950 viene ordinato sacerdote
a Monteortone (PD).
Dal1975 al 1979 Ë chiamato a
dirigere líimpo rtante casa salesiana
dell'Elledici a Torino-
Leumann. Nel1979 lo troviamo
a Valdocco. Per14 anni. Ë Rettore
della Basilica, nel1980 e
nel1988 fa gli onori di casa a
Giovanni Paolo II, rifonda la
rivistaìMaria Ausiliatriceî e la
dirige per 22 anni con solerte
attenzione e maestria.


don Gianni SANGALLI sdb: redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2017 - 5

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