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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  Archivio RMA 2017

MARIA DI NAZARET:  Solo una grande assenza

Solo una grande assenza

Rachele mentre leggeva un articolo sulla catechesi del Papa si era fermata, turbata, alla frase in cui si sottolineava come i Vangeli, parlando di Maria negli ultimi istanti di vita di Gesù, non si dilungassero a descrivere il suo dolore, ma semplicemente dicessero "lei stava" perché "le madri non tradiscono" e basta la loro presenza a testimoniare la totale condivisione con i figli, senza aggiungere nulla.
Lei invece era stata solo una grande assenza per sua figlia… figlia però solo secondo l'etimologia della parola: figlio = produco, faccio, genero, niente di più.

Mamma a sedici anni, costretta a donare la figlia

A sedici anni aveva avuto una storia d'amore che le era sembrata per tutta la vita, invece era rimasta incinta, il suo ragazzo spaventatissimo si era allontanato da lei, aveva cercato protezione nella famiglia che lo aveva difeso a spada tratta, dicendo che era troppo giovane per accollarsi una responsabilità più grande di lui e vedendo nell'aborto l'unica soluzione.
Il padre di Rachele, uomo autoritario, poco aperto al dialogo con la figlia, seguendo una morale rigida come lui, non volle che interrompesse la gravidanza ma le impose di lasciare la bambina in ospedale, dopo il parto.
E così fu… A Rachele di quei primi momenti di sua figlia restò solo il ricordo di un pianto, segno dell'esordio alla vita, perché preferì non conoscerla, non vederla, come il gioco che fanno i bambini piccoli quando chiudono gli occhi e pensano di scomparire alla vista degli altri: non vedo non esisto, non esisti.
Rachele seppellì nel suo cuore quella figlia appena nata e subito perduta, evitò di pensare a lei, in famiglia non ne parlarono più e continuò la sua vita. Terminò gli studi, trovò lavoro e si sposò e come aveva sempre fatto con tutti, tacque anche a suo marito la sua esperienza giovanile, ma come per la pena del contrappasso, non riuscirono ad avere figli. Erano però una bella coppia, con molti amici, un cane ed un gatto da coccolare, una casa grande con giardino…

Rachele comincia a riflettere, purtroppo incolpandosi.

Col passar degli anni un tarlo silenzioso però aveva iniziato a rodere la mente ed il cuore di Rachele, il muro che aveva costruito piano piano si stava sgretolando e si era trovata a dover fare i conti con il suo passato.
Maria, madre di Gesù stava sotto la croce, con lo stesso coraggio con cui aveva risposto "sì" ancora giovinetta all'angelo Gabriele, nonostante non sapesse niente del suo destino. Aveva accolto la vita nel bene e nel male, senza disperarsi o arrendersi. Si era da subito mostrata una madre coraggiosa, sempre accanto al figlio, anche se spesso non aveva compreso il significato delle sue scelte.
Come si era discostata da questo modello di madre Rachele! Non era stata pronta a nulla, né ad accogliere la figlia nata dal suo comportamento irresponsabile, né aveva saputo opporsi alla decisione del padre, era diventata una mamma anonima, una non mamma.
Aveva iniziato allora ad immaginare sua figlia adulta, magari madre e si era sorpresa ad osservare giovani donne per strada, quasi sperando di riconoscerla. Come si sarebbe comportata se davvero si fosse concretizzata questa remota possibilità?
Con il cuore di donna matura e senza figli, certamente avrebbe desiderato vedere sua figlia, ma con la mente sapeva bene che non avrebbe mai avuto il coraggio di incrinare l'equilibrio raggiunto da sua figlia grazie magari a genitori adottivi che l'aveva scelta davvero, proprio perché era lei e l'aveva accompagnata nella sua crescita con quella sensibilità particolare che sanno avere i genitori di adozione che accolgono bambini che alle spalle hanno avuto situazioni di rifiuto. Lei non aveva potuto accogliere, papà era stato rigido nella decisione e lei non aveva saputo imporsi. Così si è vista sorda al modello della Madonna, perché non era mai stata accanto a sua figlia nonostante tutto e tutti.
Ora comprendeva bene che non è il legame di sangue che conta, ma quello del cuore ed avrebbe continuato la sua vita portandosi dentro il triste rimpianto di non essere stata in
grado di imporsi alla decisione di papà per poter imitare la Vergine Maria.i


Freancesca ZANETTI : redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2017 - 4

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