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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  Archivio RMA 2017

MARIA DI NAZARET:  Fatima e papa Francesco

Francesco pellegrino

La recente visita del papa a Fatima è stata ricca di testimonianza e di insegnamento. Personalmente penso che abbia segnato un serio e profondo monito sul nostro modo di amare e venerare Maria. Francesco non si è sottratto alla sua missione di guida e di pastore. Non ha nascosto la sua sconfinata venerazione alla Vergine, ma allo stesso tempo non ha esitato a delineare chiaramente l'orizzonte della genuina e trasparente spiritualità in cui deve essere vissuta la devozione mariana per non cadere in uno sterile vaniloquio verboso, melenso ed infarcito di inutile moralismo.

Devozione ed identità cristiana

Punto di partenza della riflessione è l'interrogativo: "Che cosa significa essere cristiano?". Per lui, come per l'autore della Lettera a Diogneto, "i cristiani non si distinguono dagli altri uomini né per territorio, né per lingua, né per modo di vestire. Non abitano in città proprie, né si servono di qualche dialetto strano, né praticano un genere di vita particolare. Abitano ciascuno la propria terra ma come stranieri residenti, a tutto partecipano attivamente come cittadini, e a tutto assistono passivamente come stranieri; ogni terra straniera è per loro patria, e ogni patria terra straniera. Si sposano come tutti e generano figli ma non abbandonano la loro prole. Mettono in comune la mensa ma non il letto. Si trovano nella carne ma non vivono secondo la carne. Passano la vita sulla terra ma sono cittadini del cielo. Obbediscono alle leggi costituite, eppure con la loro vita superano la legge".

La vita è un perenne pellegrinaggio

L'autentico cristiano è un perenne ed instancabile viandante lungo le strade che uniscono la terra con il cielo. Nel suo andare privilegia le strade tracciate dal Signore ed illuminate dalla sua Parola. La sua santità si fonda sul retto camminare e sulla irreprensibilità davanti a Dio. Il papa ci dice che solo sotto il manto della Madonna non ci perdiamo nel percorso che porta al cielo. Come la sentinella biblica ogni credente sa che a volte il buio scende, oscura, inquieta e confonde il camminare nella vita. Il sentiero può trasformarsi in una trappola letale diventando pericoloso, difficile, scosceso, aspro tanto da rendere reale il rischio di perdere la giusta direzione. Ci sono giorni in cui l'interrogativo biblico: "Fino a quando durerà la notte?" gela il cervello, paralizza la volontà, attanaglia il cuore, moltiplica le inquietudini che generano mostri. In queste difficoltà mai deve venire meno la certezza che nella Vergine abbiamo non una "santina" bella ed evanescente (una specie di "fatina" cortese) ma una Madre forte che ci testimonia che le tenebre vengono dissolte se viviamo la Parola e la paura svanisce con Lei vicino. Si tratta di una Madre sotto la cui protezione riscopriamo Gesù e così non ci perdiamo ed il nostro pellegrinaggio non si trasforma in perenne nevrotico vagabondare.

La spiritualità di Fatima

Maria, apparendo a Francesco, Giacinta e Lucia, ci ricorda che dobbiamo essere dei viandanti con il cuore di bambini, semplici, innocenti, testimoni di servizio e di fede cristallina. Per camminare spediti dobbiamo pregare per poter arginare il male del mondo che rischia di trasformare la terra in un inferno colmo di cattiveria sorgente di guerre e di morte. Solo da Maria può venire la speranza e la pace di Cristo che si realizza nel rispetto e nella tutela degli ammalati, dei disabili, dei detenuti, dei disoccupati, dei poveri e degli abbandonati. L' attaccamento ai sofferenti e la ferma determinazione a sconfiggere il male esigono da parte di tutti impegno, serietà nell'adempiere i propri doveri, mobilitazione contro la diffusa indifferenza che raggela il cuore ed aggrava la nostra miopia. La speranza, che deve riempire il cuore di ogni persona cristiana, deve essere viva e non abortita, proclama Francesco. La pace e la giustizia divina esigono, da parte nostra, la capacità di far crollare i muri divisori, di uscire dai nostri recinti, di abolire le frontiere per poter camminare alacremente verso le periferie portando luce e realizzando concretamente la giustizia per tutti.


Bernardina do Nascimento: redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2017 - 4

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