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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  Archivio RMA 2016

MARIA / Silenzio e vita spirituale
Hai dimenticato la 'password'?

Hai dimenticato la "password"?

Quante volte è capitato di non ricordare la "password" giusta, quella per cominciare a lavorare per es. aprendo la posta elettronica, a noi poveri umani che abbiamo a che fare con computer, e-mail, programmi web, cellulari smart, app, antivirus ecc.? Certo non solo una volta abbiamo letto la frase famosa (e minacciosa): "Hai dimenticato la password?" Abbiamo dimenticato il numero, confessiamolo. E poi, naturalmente, ci siamo fatti furbi… Senza la password non si va avanti, non si lavora, ci sentiamo frustrati. Questo nel campo della tecnologia telematica.
Ma possiamo benissimo applicare il tutto anche al campo spirituale. Se vogliamo entrare in noi stessi, nella nostra anima, nel nostro io profondo dove si gioca il nostro destino e si prendono le grandi decisioni riguardo al nostro rapporto con Dio, con gli altri, con la nostra storia? C'è una password anche in questo campo ed è "Silenzio". Solo con essa si entra nel proprio mondo interiore e si rende possibile la riflessione e la meditazione sulle grandi verità esistenziali, facilitando il discernimento spesso tanto necessario.
Ha scritto una santa del secolo scorso Elisabetta della Trinità (1880-1906): "L'anima ha bisogno del silenzio per adorare Dio" cioè per comunicare con Dio che è poi il massimo che l'uomo può fare. Non solo, ma ascoltare se stessi. Ecco la vera saggezza.
Per tutto questo nel Vangelo abbiamo un grande esempio da imitare: quello di Maria di Nazaret. In ben due passi si afferma che "Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore" (Lc 2,19). Ed il secondo, dopo il ritrovamento di Gesù dodicenne, "impegnato" con i dottori al Tempio, ed il suo "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio? Ma essi non compresero. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore" (Lc 2,49).
Maria con questo atteggiamento di silenzio e riflessione dà una bella lezioni a noi moderni, affetti dalla patologia della fretta, della compulsione a fare sempre e comunque qualcosa. Qualunque cosa basta che non ci venga chiesto di… fare un po' di silenzio e meditare. Dedichiamo tanto tempo ad accumulare informazioni, sensazioni, confidenze, esperienze, visioni, visitazioni varie… e poi niente per elaborare, interpretare, confrontare, personalizzare il tutto già vissuto. Non lo troviamo il tempo o, forse è meglio dire che non abbiamo il coraggio di trovarlo? E così il tutto scivola via, come acqua su una roccia, senza incidere sul nostro tessuto esistenziale.
Non ci regaliamo mai po' di silenzio per riflettere e interpretare le azioni nostre e delle persone vicine a noi care. E ci impoveriamo. Certo il contesto culturale odierno non aiuta perché privilegia l'esteriorità sull'interiorità, il fare sull'essere: questa è la vera minaccia, un po' tutti. Ma sono specialmente i ragazzi e i giovani, che "soffrono" il disagio di "fare un po' di deserto" per rimanere con se stessi, e naturalmente con Dio che abita nell'intimo di noi.
Ma se non facciamo silenzio, Dio che spesso parla come un "leggero soffio di vento" noi non lo sentiremo e la nostra vita rimarrà meno solida, meno consistente, meno efficace. Impariamo da Maria questo atteggiamento di silenzio, riflessione e meditazione sugli avvenimenti della nostra vita, sicuri che Dio ci parlerà e ci illuminerà con il suo Spirito.

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L'anima ha bisogno del silenzio per adorare Dio (S. Elisabetta della Trinità)
Fa' silenzio intorno a te se vuoi sentire l'anima tua (Arturo Graf poeta)

Chi distrugge il silenzio distrugge una delle vie che ci portano a Dio (Sergio Zavoli, giornalista)


Mario SCUDU sdb: redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2017 - 3

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