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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  Archivio RMA 2017

MARIA DI NAZARET:  la Madonna dello zodiaco, gioiello del rinascimento ferrarese

Una preziosa testimonianza della spiritualità raccontata dalle stelle.

Tra luci sfavillanti, riti e previsioni sulla buona sorte per l'anno venturo, sempre di più ci dimentichiamo che il primo giorno dell'anno è consacrato a Maria Madre di Dio. È evidente a tutti come oggi viviamo riguardo alle tradizionali feste cristiane: è in corso un processo di secolarizzazione che toglie Dio e il sacro da ogni ambito della vita e della natura. Nel corso di secoli di storia con il fiorire della civiltà cristiana è avvenuto esattamente il contrario, sviluppando uno sguardo capace di avvertire la presenza di Dio in ogni elemento del creato. A tale proposito, un'immagine del mondo naturale, che oggi ci può apparire come la quintessenza del paganesimo, per secoli ha invece parlato agli uomini del progetto di salvezza di Cristo per l'umanità.

In ogni particolare della natura vi è l'impronta di Dio

Mi riferisco in particolare al tema dello zodiaco, fantastico insieme di dodici costellazioni, arcani disegni formati dalle stelle e attraversati idealmente dall'orbita solare nel corso dell'anno. Sin dal Medioevo, in particolare grazie all'opera di San Zeno da Verona, questi simboli nati dalle antiche civiltà dell'Oriente e della Grecia, vennero "cristianizzati" e compaiono in moltissime decorazioni scultoree e pittoriche di cattedrali e chiese di tutta Europa, da Chartres a Padova, dalla Sacra di San Michele a Foligno.
Ma è a Venezia, conservata alle Gallerie dell'Accademia, che la Madonna dello Zodiaco di Cosmè Tura ci permette di ammirare una preziosissima testimonianza di questa spiritualità delle stelle oggi purtroppo dimenticata.
Opera del capostipite della Scuola Ferrarese, pittore principale della raffinata corte degli Estensi, la piccola tavola fu dipinta probabilmente per un colto e nobile personaggio della corte di Ferrara. Tutto è descritto calligraficamente in modo preciso e con il consueto stile metallico e smaltato nell'uso dei colori e della linea, tipico dell'artista.

Maria colei che intercede per il genere umano

La Vergine, con dolcezza materna e atteggiamento pensoso, osserva il Bambino che dorme sereno tra le sue braccia e il cui piedino è appoggiato sulla balaustra dipinta su cui il pittore ha scritto la seguente giaculatoria: "Sviglia el tuo figlio dolce Madre Pia/per far infin felice l'alma mia". Queste parole non sono inserite casualmente nella composizione ma fanno riferimento ad un preciso messaggio sulla missione salvifica del Cristo. Questa maternità infatti nella sua velata malinconia richiama il tema stesso della Pietà, in cui Maria accoglie nel suo grembo il Figlio non più bambino ma adulto e morto sulla croce per l'umanità. Tutta la tranquillità non è che solo apparenza, il sonno di Gesù prefigura la morte e Maria, come dice la giaculatoria dipinta dal Tura, è colei che intercede per la Risurrezione del Figlio e del genere umano. La futura Passione di Cristo è sottolineata dai grappoli d'uva rossi e turgidi che richiamano il sangue di Cristo dell'Eucarestia e dai cardellini che beccano gli acini, il cui nome rimanda al cardo, pianta di cui si cibano e alle spine della corona di Cristo. Questa allegoria del sacrificio di Cristo è ribadita ulteriormente dal trigramma con il Nome di Gesù, presente nella lunetta, il cui significato è "Dio salva", nome che venne imposto al Bambino una settimana dopo la sua nascita alla presenza stessa dei genitori Maria e Giuseppe. Contornano la figura di Maria, infine, gli elementi astrali che danno il titolo all'opera. Dipinti in raffinata punta d'oro alla sinistra della Madre di Dio si scorgono i segni zodiacali dell'Acquario, dei Pesci, del Sagittario e della Vergine. La presenza dello zodiaco, oltre a sottolineare Cristo come Signore del tempo e della storia, ha altri significati molto profondi. Le quattro costellazioni rappresentate non sono, infatti, scelte a caso dall'artista ma sicuramente frutto di quella cultura raffinata e complessa che originò anche il ciclo di affreschi di Palazzo Schifanoia. L'Acquario nella spiritualità cristiana viene associato infatti al sacramento del Battesimo e alla rinascita dalle acque della morte facendo riferimento alla storia di Noè e a Mosè che attraversa il Mar Rosso. Il segno dei Pesci è invece fin dalle origini della Chiesa è un simbolo di Gesù Salvatore e veniva utilizzato dai primi cristiani come simbolo segreto. Il Sagittario, creatura mitologica metà uomo e metà cavallo raffigurato nell'atto di scoccare una freccia è in questo caso il simbolo dell'umanità che tende a superare sé stessa, la sua parte carnale per giungere al cospetto di Cristo. Non a caso il Sagittario veniva associato al tempo liturgico dell'Avvento e la freccia scagliata in cielo interpretata come la stella che indica la via della grotta di Betlemme dove nacque il Salvatore. Infine la Vergine è chiaramente il simbolo di Maria e limpido riferimento a come la Resurrezione di Cristo abbia poi in Lei la prima creatura Assunta in Cielo. Questa piccola e raffinata creazione del nostro Rinascimento ci racconta dunque un'epoca in cui gli occhi degli uomini erano orientati a scorgere in ogni luogo e nella bellezza del creato la mano di Dio, che come sapiente artista disponeva le stelle e gli astri per narrare all'uomo il suo infinito amore.


Stefano UGOLINI : redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2017 - 3

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