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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   | RMA Archivio 2016

MARIA DI NAZARET:  La Compagnia dell'Immacolata
Una proposta per una maturazione umana e spirituale.


Nel 1847, a Valdocco era sorta la "Compagnia di S. Luigi" e dopo circa dieci anni nell'Oratorio e nell'ospizio si costituivano nuove associazioni di carattere religioso e caritativo. Inoltre, si andavano formando gruppi impegnati in attività collettive, quali la schola cantorum, il complesso bandistico e la filodrammatica. Questo irrompere di forme associative preveniva il pericolo della massificazione (i giovani erano alcune centinaia) e rendevano i giovani attivi collaboratori nella propria maturazione alla libertà adulta.

Per fare bene il proprio dovere

Tra quelle "società" spiccavano le "Compagnie", intuizione pedagogica di don Bosco, finalizzate ad una più viva animazione dei giovani di Valdocco. Aiutati dal Santo, molti giovani si aggregavano per impegnarsi maggiormente nei loro doveri di studio e di vita cristiana, collaborare di più con i Superiori per il buon andamento della casa, far del bene ai loro compagni.
Nacquero così le "Compagnie" di S. Luigi, dell'Immacolata, del SS. Sacramento, di S. Giuseppe: ciascuna aveva un piccolo regolamento (approvato da don Bosco) ed era gestita dai ragazzi iscritti, non dai Salesiani. Oltre a quelle finalità, ne perseguivano altre specifiche, come la devozione a Maria con la recita del Rosario, il decoro delle celebrazioni liturgiche con il gruppo del "piccolo clero", l'impegno di fedeltà al lavoro e allo stile di vita della Comunità. Era quello che oggi chiamiamo "protagonismo giovanile", una sorta di MGS dei primi tempi.

Una decina di "Ave Maria"

Da ragazzo, anch'io ho vissuto questa bella esperienza nella "Compagnia del SS. Sacramento". Per me e per i miei compagni è stata una potente molla nella crescita del senso di responsabilità e di collaborazione. La Compagnia era nostra! Sono passati alcuni decenni e le Compagnie sono sparite da tempo. Tuttavia mi è sempre frullata per la mente una domanda: "Non sarebbe possibile farle rivivere oggi in qualche modo?" Ci ho provato.
Sfruttando la mia mailing list, ho lanciato la "Compagnia dell'Immacolata". È una cosa molto semplice: le persone che si iscrivono, si impegnano a recitare ogni giorno dieci Ave Maria. Ognuno è libero di mettere le intenzioni che vuole.
La risposta è andata al di là di ogni più rosea attesa: oltre 200 persone hanno aderito con gioia, coinvolgendo anche la famiglia, soprattutto là dove ci sono bambini o ragazzi. Si tratta di un gruppo "virtuale", con adesioni da tutta Europa! Gli iscritti non si conoscono tra di loro, ed anche questo è un limite; ma essi sanno che si trovano uniti nella preghiera quotidiana e sono invitati a pregare gli uni per gli altri. Quante volte ci capita di presentare al Signore intenzioni, difficoltà, problemi di gente che soffre e fatica, i cui volti ci sono sconosciuti. Il Signore sa come far arrivare le nostre invocazioni di aiuto per loro!

Piccoli impegni ma con costanza e amore

"Poca cosa dieci Ave Maria al giorno!" dirà qualcuno. È vero. La recita di una decina del Rosario richiede pochi minuti. Però don Bosco educava i suoi ragazzi non a compiere azioni straordinarie, ma a portare avanti con fedeltà piccoli impegni.
A questi nuovi amici della "Compagnia dell'Immacolata" di tanto in tanto invio una riflessione che aiuti a conoscere ed amare di più Maria, spiego come si può pregare meglio la decina del Rosario, li invito a cercare nuovi iscritti (e non è cosa da poco avere il coraggio di diffondere il bene). La fedeltà all'appuntamento quotidiano con Maria, sta già portando frutti di bontà e di carità.
Chi avesse suggerimenti o volesse iscriversi, mi fa un grande regalo: mi sdebiterò con la preghiera.

Gianni Ghiglione sdb / uni.gianni@gmail.com


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2016 - 6

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