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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  Archivio 2016
MARIA DI NAZARET:  Devozione mariana giovanile
Piccoli atei crescono

Il sociologo Franco Garelli ha recentemente pubblicato un volume dedicato al mondo della fede giovanile e l'ha intitolato: "Piccoli atei crescono". In esso riporta i dati di ricerche aggiornate a riguardo della fede dei giovani europei. Risulta che in Francia, Germania, Svezia, Olanda e Belgio il 65 per cento dei giovani di età compresa fra i 18 ed i 29 anni si dichiara ateo od agnostico. I giovani spagnoli si professano atei per il 37 per cento, seguiti dagli italiani per il 28 per cento e dai portoghesi per il 20 per cento. Se varchiamo l'oceano Atlantico il 18 per cento dei giovani statunitensi sostiene di essere ateo-agnostico. Nonostante queste percentuali molti , anche oggi, ritengono plausibile il fatto di avere una fede religiosa in quanto anche nella società attuale permangono le domande fondamentali che da sempre accompagnano l'esistenza umana. Gli interrogativi legati al senso del vivere e del morire, alla realtà del male e della sofferenza non trovano soluzione nelle società più progredite. Non tutto trova soluzione nella ragione. Anche oggi la fede rende l'uomo più libero di accettare la vita e la morte e dà senso al dolore ed al soffrire.

Il ruolo di Maria

In tutte le religioni il ruolo della figura materna è fondamentale. Anche tra la moderna gioventù la "madre" continua ad essere il fulcro dell'esistenza. Dove si respira l'amore materno i problemi non sono eliminati ma trovano un punto di soluzione. Dove manca, il vuoto si rivela una sorgente di infiniti problemi di ogni tipo. Nella fede cristiana il desiderio di conoscere la Madre aumenta solo se si entra in amicizia con il Figlio. Non è possibile essere devoti di Maria senza essere innamorati di Gesù. In questa prospettiva la vita di Maria diventa il paradigma del credere nel Cristo. Non si crede nella Madonna, ma come la Madonna.

La fede di Maria

La testimonianza di fede che la giovane donna di Nazaret ci offre è quanto mai attuale e moderna. Il credere di Maria è scevro da ogni forma di misticismo. Il suo essere madre del Figlio di Dio non l'ha blindata nella contemplazione estatica "del frutto del suo grembo". Il suo rapporto con Gesù è come quello di ogni madre. Non sa di estasi ma di sorpresa, di paura, di fatica, di disagio, di incomprensioni, di dolore, di disperazione e di morte. La sua esistenza non è costellata di miracoli se non quelli frutto dell'amore e dell'assoluta dedizione fidandosi solo del suo rimboccarsi le mani illuminato dalla certezza di essere sempre sotto il manto della Provvidenza. Nel contesto della famiglia di Nazaret la Vergine non assume atteggiamenti passivi, quietistici, rassegnati, contemplativi … Non abdica, non tira i remi in barca rifugiandosi in uno sterile piagnisteo, piuttosto è attiva, esigente, reattiva, non rassegnata, avida di certezze. La sua figura storica non è mistica, ma profetica. E tale deve rimanere anche nella nostra devozione di oggi.

Che dire delle apparizioni?

Le apparizioni non possono falsare la pietà profetica della Madonna. L'esperienza fondamentale della profezia è caratterizzata da una volontà enorme di vivere, da un continuo desiderio di affermazione, dal potenziamento ed esaltazione del sentimento vitale, dal sentirsi preso e dominato da valori e compiti, dall'appassionata aspirazione alla realizzazione della propria vocazione. Non si può ridurre i messaggi e gli appelli mariani ad una sterile denuncia del male e del peccato o a vaghi ed eterei inviti alla conversione. Piuttosto le apparizioni mariane devono essere invito a vivere la fede nel suo Figlio con la certezza che dall'indigenza, dal peccato e dalla disperazione più profonda scaturisce sempre alla fine, generata dal ferma volontà di convertirsi, la fede vera, il bene, la sicurezza incrollabile, la costruzione e la fiducia salda come una roccia. Lourdes è grande non per l'acqua "miracolosa" ma per la speranza che illumina le tenebre dell'universo della malattia e della sofferenza. Medjugorje è importante non per le danze solari ma perché molti ritrovano il desiderio di mettere ordine nella propria esistenza. Per don Bosco la Madonna diventa sua "socia" non a motivo di miracolismi ma con una presenza continua punteggiata di sogni, di protezione, di assistenza e di illuminazione nella ricerca dei benefattori, di sostegno nella realizzazione di progetti arditi … Una presenza non da fatina di Pinocchio ma da Madre. Proprio quel tipo di madre che i giovani si aspettano di avere accanto a sé per non perdersi nella "liquidità" esistenziale della società di oggi.


Bernardina do Nascimento: redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2016 - 6

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