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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  Archivio 2016
MARIA DI NAZARET:  La Fede di Maria... e il fallimento di Gesù
Il fallimento di Gesù.

Origene scrive che la vita di Gesù, umanamente parlando, risulta essere un completo fallimento. Lui mandato a predicare la Buona Notizia muore senza il sostegno di coloro che ha scelto come discepoli. La solitudine del Calvario attesta questa sconfitta esistenziale. Nonostante il suo peregrinare, i suoi discorsi, le sue parabole e miracoli non riesce a fare breccia nei cuori di quanti lo acclamano, seguono, osannano e tradiscono. Sulla Croce tutto finisce nel nulla e tra atroci sofferenze. Amara, al riguardo, è la constatazione del vangelo apocrifo di Pietro: "Tutto è finito, i discepoli se ne vanno e ritornano alle proprie case; la festa è finita" (14,58).

Le apparizioni di Gesù

Per rimediare a questo sconsolante dato di fatto, una volta risorto, Cristo è costretto ad un overtime di fatica apparendo in diversi luoghi a coloro che avrebbero dovuto credere in Lui. Le apparizioni del Risorto non sono altro che un mezzo per riaccendere la fiamma della fede e rianimare la speranza in cuori sfiduciati ed in preda alla paura ed al disorientamento. I Vangeli e gli Atti degli Apostoli attestano e certificano queste apparizioni. Prima della sua Ascensione sono molti a vederlo. L'unica persona a cui non appare è a sua madre Maria. Come mai? Per la donna di Nazareth non un accenno, non una parola, non una visita. Il silenzio della Scrittura, al riguardo, è tombale. Il motivo di questo, all'apparenza, strano comportamento risiede nel fatto che le apparizioni avvengono per i deboli, per gli increduli, per i testardi, per gli stupidi che non vogliono altrimenti capire e per i duri di cuore. La Madonna non rientra in questi stereotipi umani. Lei accetta il Figlio ancora prima di concepirlo, lo genera, alleva, educa, studia da vicino, lo segue con trepidazione ed affanno, con fatica e paure che scuotono ma mai scalfiscono la sua fede. Anche sulle rampe del Calvario Lei è presente impietrita dal dolore e blindata nel più assoluto silenzio. Non ha bisogno di prove, di apparizioni. Lei che "spera contro ogni speranza" (Rm 4,18), Lei che al dire di Elisabetta "ha creduto" è la più preparata a ricevere lo Spirito Santo, lo stesso Spirito dell'Annunciazione, nel giorno della Pentecoste.

Le apparizioni mariane

La Madonna è modello di fede, non oggetto di fede. Scrive Alberto Maggi: "Maria, grande nella fede, non ha bisogno di quelle stampelle che i deboli da sempre rivendicano: visioni, apparizioni, messaggi, vedere, toccare, un circolo vizioso che mai sazio torna sempre a rigenerare insaziabili voglie". La fede vera non necessita di miracolismi. La fede vacillante non si rafforza "neanche se uno risuscitasse dai morti" (Lc 16,31). Nonostante le apparizioni del Risorto l'evangelista Matteo amaramente annota: "Alcuni però dubitavano" (Mt 28,17). Solo Maria nutrita da una robusta fede non dà ascolto a favole stupide, roba da vecchierelle (cfr 1 Tim 4, 6-7). Rimane un mistero come mai la madre di Cristo, che non ha bisogno di essere supportata da visioni, si specializzi, nel corso del tempo, in apparizioni vere o presunte che siano. Si ha quasi l'impressione che col passare del tempo la limpida figura della Madonna si sia appesantita di compiti e di prerogative che i Vangeli non Le assegnano. Padre Maggi sostiene che troppa devozione inquina la fede e rende stantia, banale e ripetitiva la Vergine che nelle sue apparizioni appare come una madonna gira-mondo, sempre loquacissima che, apparendo un po' qua e un po' là, affida misteri e segreti a persone di ogni genere. Sinceramente non abbiamo bisogno di una Madre celeste sempre pronta a versare fiumi di lacrime (meglio ancora se di sangue), a minacciare spaventosi castighi sull'umanità definita sempre come corrotta, malvagia e peccatrice. Sarebbe bello se Maria, manifestandosi a noi, ci insegnasse a credere e ci sostenesse nel testimoniare la nostra fede.


Bernardina do Nascimento: redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2016 - 5

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