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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  | RMA Archivio 2016
ADMA | Maria madre di misericorida

Maria madre di Misericordia

Nella bolla d'indizione dell'Anno Giubilare straordinario della Misericordia, papa Francesco così parla di Maria Santissima: "Il pensiero ora si volge alla Madre della Misericordia. La dolcezza del suo sguardo ci accompagni in questo Anno Santo, perché tutti possiamo riscoprire la gioia della tenerezza di Dio. Nessuno come Maria ha conosciuto la profondità del mistero di Dio fatto uomo. Tutto nella sua vita è stato plasmato dalla presenza della misericordia fatta carne. La Madre del Crocifisso Risorto è entrata nel santuario della misericordia divina perché ha partecipato intimamente al mistero del suo amore" (Misericordiae Vultus n. 24).
Don Bosco onorò in modo speciale Maria come Madre di Misericordia. In particolare tale titolo è presente nell'impresa di edificare la Chiesa - Santuario di Maria Ausiliatrice a Torino - Valdocco. Gli obiettivi di don Bosco nell'affrontare l'impresa dell'edificazione erano chiari: voleva una chiesa grandiosa che fosse un monumento alla Vergine Maria, segno chiaro della sua presenza a sostegno della Chiesa, come al tempo di Lepanto o durante la prigionia di Pio VII. Dopo aver celebrato con grande solennità il 27 aprile 1865 la posa della pietra angolare della erigenda chiesa i lavori procedettero pur tra difficoltà e battute d'arresto e nel maggio del 1867 venne collocata sulla cupola la statua rappresentante Maria Madre di Misericordia in atto di benedire i suoi devoti. Inoltre ciascuno dei due campanili, fiancheggianti la facciata, venne sormontato da un angelo in rame battuto e indorato, dell'altezza di due metri e mezzo. A destra: un angelo recante con la mano sinistra una bandiera, in cui a traforo nel metallo e a grossi caratteri, è scritto "Lepanto". A sinistra un altro, in atto di offrire con la mano destra una corona d'alloro alla Santa Vergine, che domina dall'alto della cupola. In un primo disegno anche il secondo angelo sollevava una bandiera sulla quale era, pur a traforo la cifra 19.. seguita da due fori. Indicava una nuova data e cioè il mille novecento, ommesse le decine ed unità di anni, segno di un nuovo trionfo di Maria.
Così don Bosco descrive la statua che campeggia dall'alto della cupola: "A piè della statua avvi questa iscrizione: Angela e Benedetto coniugi Chirio in ossequio a Maria Ausiliatrice FF. Queste parole ricordano i nomi dei benemeriti oblatori di questa statua che è di rame battuto. L'altezza è di circa quattro metri, sormontata da dodici stelle dorate che fanno corona sopra il capo della gloriosa Regina del cielo. Quando la statua venne collocata al suo posto era semplicemente bronzata: la qual cosa rilevava assai bene i lavori dell'arte, ma a qualche distanza diveniva appena visibile, laonde si giudicò bene di indorarla. Una pia persona già per molti titoli benemerita s'incaricò di quella spesa. Ora risplende luminosa, e a chi la guarda di lontano al momento che è battuta dai raggi del sole, sembra che parli e voglia dire: Io sono bella come la luna, eletta come il sole: Pulcra ut luna, electa ut sol. Io sono qui per accogliere le suppliche de' miei figli, per arricchire di grazie e di benedizioni quelli che mi amano" (Maraviglie della Madre di Dio).
Maria prega, supplica e intercede come Madre tenerissima e misericordiosa, perché "è proprio della misericordia il reputar nostro il bisogno altrui". "Sollecitudine e diligenza" nel prevenire e nel provvedere: un aiuto opportuno e al giusto momento, perché espressione e frutto dell'intima unione della Madre col Figlio nell'opera della salvezza. Maria rifulge quale luminoso esempio di fede, maestra di fiducia, di amore e di obbedienza, esempio di umiltà, di prontezza e di prudenza.


Pierluigi CAMERIONI: redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2016 - 3

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