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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  Archivio 2016
MARIA DI NAZARET:  Nostra Signora della Misericordia
La Misericordia divina, che spesso viene presentata come una sorgente inesauribile di tenerezza, di gioia, di protezione …, nella realtà concreta della vita quotidiana si manifesta come qualcosa che non accarezza ma travolge, non tranquillizza ma abilita a sfide che rasentano la pazzia, come dice padre Charles de Foucauld.
Rahamim e libertà umana

In ebraico il termine che identifica la misericordia è rahamim, che significa viscere. L'amore di Dio non ha nulla di poetico. È un sentimento viscerale, struggente, appassionato, illimitato nell'intensità e nelle conseguenze. Non si posa dolcemente, ma si abbatte, investe, coinvolge. Il Dio cristiano non è anemico, con latte nelle vene, ma è sanguigno, caldo, emotivo. Non è un cold fish ma una persona viva, affascinante. L'unica cosa che lo frena è il totale, assoluto e radicale rispetto dell'intelligenza e della libertà umana. La persona non solo può frenare la misericordia divina, ma anche la può rifiutare, depotenziare, annullare. Di certo accettarla vuol dire,sovente, abbandonare le rive del placido buon seno per salpare verso mete dove le sfide assumono i colori dell'audace temerarietà. È quanto succede quando le viscere di Jahveh svolazzando per il mondo colgono la ricchezza umana racchiusa nel cuore di una adolescente ebrea che vive nell'anonimato più assoluto di un piccolo e sconosciuto villaggio adagiato sulle colline della Galilea.

Misericordia vuol dire dinamite non camomilla

La splanchna (versione greca di rachamim) è leale. Prima di coinvolgere, spiega. In essa non ci sono falsità, non inganna, non bara. Gabriele, portavoce divino, è chiaro. Non fa tanti giri di parole. Viene al sodo: "Maria sei disposta a mettere le tue viscere a disposizione del progetto che le viscere divine hanno già concepito e diventare madre?". Roba da stordire il più intrepido degli audaci. La ragazza biascica alcune legittime perplessità prima di far esplodere il suo "fiat" convinto, appassionato e, agli occhi nostri di inguaribili benpensanti, avventuroso. L'amore divino non è fatto per polverosi ragionieri o per oculati professionisti della prudenza. È colata lavica che incendia e non si addice a cuori tiepidi. Ottenuta l'adesione del cervello e del cuore di una persona, la misericordia la spinge a scoprire orizzonti impegnativi ed affascinanti.

Maria madre viscerale

Quello che stupisce del "fiat" della Vergine è che è senza condizioni. Maria non ha richieste da avanzare, non fa domande chiarificatrici, non abbozza resistenze e perplessità. Semplicemente mette le sue viscere a disposizioni delle viscere divine. L'incontro, ricamato di delicatezza, silenzio e mistero, origina una maternità colma di misericordia che interpella tutte le maternità. Accettando di mettere a disposizione il suo utero per generare un Figlio che è misericordia, la Madonna inizia un lungo ed impegnativo cammino che la porterà a perdersi in un oceano infinito di misericordia. Il suo essere madre sfida l'essere madre di oggi. Oggi si programma tutto: anche i figli. Generare non è più la decisione di una coppia. Ma vengono coinvolti familiari, aspetti economici, medici, psicologi … Fin dai primi istanti il feto viene monitorato, analizzato. Vede la luce solo dopo essere passato attraverso una lunga trafila di svariati controlli. La Provvidenza non ha voce in capitolo. Per la giovane nazaretana la musica è completamente diversa. Non ha marito, non ha casa, non ha cultura,non ha un mestiere. È un nulla chiamato a generare il Tutto. Il frutto delle sue viscere la costringe a rifugiarsi, completamente e solamente, all'ombra della splanchna del Padre. La misericordia che riceve diventa a sua volta rifugio e protezione per suo Figlio. Il suo essere donna verrà plasmato dalla sua capacità di silenzio, dal suo resistere impavida alle difficoltà, dal seguire con trepidazione e rispetto l'evolversi del comportamento di Gesù, dalla capacità di canalizzare e gestire dubbi atroci, dall'intelligenza di cogliere il mistero che la vita le dipana davanti agli occhi, dal continuo accompagnamento silente e riservato, dall'essere per tutti una presenza gravida di saggezza e sicurezza, da una fiducia in Dio incrollabile nonostante tutto e tutti. Tutte queste cose non sono altro che le facce del poliedrico modo di Maria di vivere e testimoniare il significato di misericordia vissuta e non solo declamata. Essere misericordiosi vuol dire avere il coraggio e la fiducia di lasciarsi avvolgere da una forza reale e non da un sentimentalismo immaginario.


Bernardina Do Nascimento: redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2016 - 2

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