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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  RMA Archivio 2016
ADMA | Devoti di Maria Ausiliatrice

Porto ancora nel cuore la bellezza del VII Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice e sono sempre più persuaso che questo evento rappresenti un seme che porterà frutto e ci aiuterà ad approfondire il nostro cammino di fede nell'Associazione di Maria Ausiliatrice. Credo che l'approfondimento debba partire dalle nostre origini. Mi sono chiesto quali ragioni e quali sogni abbiano spinto il nostro Padre don Bosco a fondare la nostra associazione. Sono partito dal nome che aveva scelto per noi: Associazione dei Devoti di Maria Ausiliatrice e ho capito che il nostro Fondatore si è ispirato ad un grande santo, Francesco di Sales, che gli era così caro da sceglierlo nel dare ai suoi figli il nome di Salesiani.

La Filotea

San Francesco di Sales, infatti, ha scritto un intero libro per descrivere chi sono i Devoti. Si tratta di Filotea che ha proprio come sottotitolo "Introduzione alla vita devota". Se vogliamo capire un po' di più e vivere il nostro essere Devoti, come voleva don Bosco, possiamo leggere, anzi vivere, Filotea. Ed è bellissimo perché ci viene proposto un cammino alla presenza di Gesù in una dimensione di grande gioia e profondità, dove la Devozione non è un mero devozionalismo, ma è la santità vissuta sulla punta della carità.
Ci viene subito spiegato subito che: ?la devozione altro non è che un'agilità e vivacità spirituale, con cui la carità compie in noi le sue operazioni, e noi operiamo mediante essa, prontamente ed affettuosamente. Leggendo con attenzione questa definizione capiamo che il protagonista della Devozione è Gesù che con il suo amore - la sua carità - compie in noi le sue operazioni e fa in modo che noi operiamo mediante essa? e ciò può accadere se noi ci esercitiamo ad acquisire una agilità e vivacità spirituale e prontamente e affettuosamente riconosciamo e lasciamo agire il Suo Spirito in noi. Essere Devoti significa allora saper acquisire "un'agilità e vivacità spirituale", cioè prontezza e abitudine a percepire in noi questa carità e tutto ciò è possibile solo se almeno la punta del cuore rimane sempre immersa in Gesù così da consentirci di seguire prontamente le ispirazioni che ci dona.

Una scala di sacramenti e di amore

San Francesco di Sales paragona la Devozione alla scala di Giacobbe nella quale i due staggi (appoggi laterali in cui gli scalini sono incastrati) sono costituiti dalla preghiera e dai Sacramenti Essi rappresentano l'orazione che ci ottiene l'amor di Dio ed i sacramenti che lo conferiscono. Gli scalini, invece, ci portano all'amore verso Dio e verso il prossimo. Nel libro si legge, infatti, che gli scalini non sono altro che i diversi gradi di carità per i quali si procede di virtù in virtù, sia discendendo a soccorrere ed a sollevare il prossimo, sia salendo con la contemplazione fino all'amorosa unione con Dio?.
Volendo poi dare qualche pennellata per descrivere i Devoti S. Francesco di Sales ci dice che sono uomini dal cuore angelico o angeli dal corpo umano, non sono giovani, ma lo sembrano perché sono pieni di vigore e di agilità spirituale; hanno le ali per volare e si lanciano in Dio con la santa orazione, ma hanno pure i piedi per camminare tra gli uomini in santa ed amichevole conversazione; i loro volti sono belli e sorridenti perché ricevono ogni cosa con dolcezza e soavità; hanno le gambe, le braccia e la testa scoperte giacché i loro pensieri, i loro affetti e le loro azioni ad altro non tendono che a piacere a Dio. Il resto del loro corpo è coperto, ma di una veste bella e leggera, perché essi usano di questo mondo e delle sue cose un modo puro e limpido per quanto è richiesto dalla loro condizione.
Leggendo questa descrizione mi è parso di risentire la descrizione fatta da don Ceria del modo con cui don Bosco viveva l'unione con Dio. Don Ceria afferma: Sembra infatti essere stato questo il suo dono, di non lasciarsi mai distrarre dal pensiero amoroso del Signore per molte e gravi e ininterrotte fossero le sue occupazioni e conclude che ogni atto della sua mirabile vita, qualsiasi cosa facesse, era preghiera.

State sempre allegri

Come vedete la Devozione è un cammino che punta in alto, alle radici della santità e del carisma salesiano e rappresenta quello "stare allegri" che possiamo cercare di vivere già ora sulla terra e godere poi per sempre in Paradiso.
Ovviamente un disegno così bello se da un lato ci affascina, dall'altro ci spaventa, probabilmente al punto da farci tentare di non intraprenderlo. Per questo San Francesco di Sales altrove (cfr. Teotimo) è molto perentorio e ci ricorda che l'Amore verso il prossimo e verso Dio, che sono la meta della Devozione, non è un mero suggerimento, ma è un comandamento proprio perché non fossimo tentati di ritenerlo una meta troppo alta e ci scoraggiassimo ad intraprendere la via della devozione.
Don Bosco, consapevole delle nostre fatiche, ha fatto una cosa ancora più bella: infatti noi non siamo Devoti generici, ma Devoti di Maria Ausiliatrice, Colei che ha fatto tutto, Colei della quale lo stesso don Bosco, facendo sue le parole di Dante, esclama ?Donna, se' tanto grande e tanto vali, che, qual vuol grazia e a te non ricorre, Sua disïanza vuol volar sanz'ali!

Tullio Lucca
Presidente ADMA Primaria


Tullio Lucca: redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2016 - 1

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