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L'Ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo (s. Girolamo)


Come leggere la Bibbia - 2 -

Ha detto Papa Francesco: "La mancanza del sostegno e del vigore della Parola conduce ad un indebolimento delle comunità cristiane… Noi tutti siamo responsabili se "il messaggio correrà il rischio di perdere la sua freschezza e di non avere il profumo del Vangelo" (Evangelii gaudium, n. 39). Pertanto, resta valido l'invito ad un particolare impegno pastorale per far emergere il posto centrale della Parola di Dio nella vita ecclesiale, favorendo l'animazione biblica dell'intera pastorale. Dobbiamo far sì che nelle abituali attività di tutte le comunità cristiane, nelle parrocchie, nelle associazioni e nei movimenti, si abbia realmente a cuore l'incontro personale con Cristo che si comunica a noi nella sua Parola, perché, come ci insegna san Girolamo, "l'ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo" (Dei Verbum, 25)".

La Bibbia è Cristo

Infatti Cristo stesso è la Parola, il "Verbo" di Dio che "si è fatto carne" (Gv 1,1.14). E "le Scritture sono Lui" (Ireneo di Lione); "le Scritture sono il corpo unico e perfetto del Verbo" (Origene). Dice Girolamo: "Noi mangiamo la carne e il sangue di Cristo nell'Eucarestia, ma anche nella lettura delle Scritture... Io ritengo l'Evangelo corpo di Cristo"; e Ignazio di Antiochia: "Noi dobbiamo accostarci alla Scrittura come alla carne di Cristo"; e Cesario d'Arles: "Chi ascolta in modo non attento sarà colpevole quanto colui che avrà lasciato cadere negligentemente per terra il Corpo del Signore". Per questo i Padri parlano di "spezzare la Parola" così come si spezza il Pane eucaristico.
Non conosciamo Gesù perché non conosciamo le Scritture! Non amiamo Gesù perché non amiamo le Scritture! Purtroppo paghiamo a caro prezzo secoli di oblio della Bibbia nella tradizione ecclesiale. Dopo la Riforma Protestante, per reazione al "Sola Scriptura", il cattolicesimo ha come oscurato la Parola, leggendola solo più... in latino. Ne è derivato che l'annuncio cristiano, invece di essere proclamazione gioiosa dell'incontro con il Vivente, spesso si è ridotto a speculazione filosofica o moraleggiante. Per di più, si è creato un vero monopolio in mano al clero, l'unico che poteva avere accesso diretto alla Scrittura: e a ciò ha fatto seguito un crescente distacco del popolo di Dio dalla Bibbia, e la carenza di una vera teologia del laicato e delle tematiche ad esso più pertinenti: la sessualità, il matrimonio, il lavoro, l'impegno sociale, l'ecologia... Ecco perché "è necessario che la predicazione ecclesiastica come la stessa religione cristiana sia nutrita e regolata dalla Sacra Scrittura" (Dei Verbum, n. 21)!

La centralità delle Scritture secondo il Concilio Vaticano II

Certamente il Concilio Vaticano II è stato una vera esplosione profetica che ha riportato la Scrittura al centro della vita di Fede: ma i suoi accorati appelli sono ben presto stati fraintesi o minimizzati. Invece di un incontro personale con la Bibbia si è spesso preferito un approccio parziale, leggiucchiandone qualche brano qua e là, magari tramite Lezionari con "brani scelti", pii Commentari che evitano lo sforzo personale di ricerca, costruiti per una predicazione "a effetto" ma che spesso impedisce che la Scrittura, spada a doppio taglio (Eb 4,12-13), ci giudichi e metta a nudo le nostre pigrizie, le nostre incoerenze, le nostre ambiguità...

Come non si deve leggere la Bibbia

Si è poi assistito, in questi anni dopo il Concilio, a varie "letture deformate" della Parola. La lettura "fondamentalista" è quella letterale, che non accetta che il testo abbia significati simbolici. I fondamentalisti parlano ad esempio di accordo Bibbia-Scienza; e nella Genesi spiegano le discrepanze con i dati scientifici tramite il "diluvionismo" (il diluvio avrebbe sconvolto i reperti geologici) o con il "concordismo" (i "giorni" del racconto biblico corrisponderebbero ad "epoche" geologiche). Così i Testimoni di Geova leggono nei 144.000 di Ap 7,4 l'esatto numero dei salvati, e non l'evidente allusione al popolo delle dodici tribù e al suo compimento (12x12x1000).
La lettura "parziale": si scelgono i brani che interessano su particolari tematiche e se ne fa un bel collage, estrapolandoli dal contesto: la Bibbia viene usata come puro "supporto" per una catechesi già preordinata; anche tante "Missioni bibliche" non sono uno sforzo per innamorare alla Parola, ma il semplice utilizzo di qualche pagina della Scrittura per introdurre riunioni comunitarie.
La lettura "intellettualistica" è quella di chi coglie ideologicamente i "segni dei tempi", e vuole avallare il proprio pensiero con brani biblici: faccio dire a Dio ciò che penso io.
La lettura "politica" utilizza solo certi brani biblici come appoggio a varie preordinate dottrine su specifici modelli sociali.
La lettura "intimistica", antropocentrica ed egocentrica, coglie nella Bibbia solo una serie di dolcezze interiori personali: la Bibbia è utile strumento per il relax dello spirito, una sorta di "Cynar". contro il logorio della vita moderna.
La lettura "magico-meccanicistica": taluni gruppi o movimenti fanno aprire la Bibbia a caso assicurando che in questa lotteria spirituale il Signore rivelerà le sue volontà: è la "Bibbia-oroscopo". Ho saputo di un tale che, prendendo a caso la Bibbia per avere una precisa rivelazione di Dio sulla sua vita, si trovò davanti al versetto: "E Giuda… si allontanò e andò ad impiccarsi" (Mt 27,5). Così ricordo quella signora che mi fu mandata dalla Curia di Torino perché sconvolta dall'aver chiesto a Dio lumi sulle scelte matrimoniali del figlio e che, aprendo la Bibbia a caso, vi aveva trovato il versetto: "I suoi figli rimangano orfani e vedova sua moglie" (Sl 109,9).
Si potebbe continuare con altri modi distorti di leggere la Scrittura... Nel prossimo articolo rifletteremo invece su come si deve leggere la Bibbia: a tale fine cominciate a leggere lo stupendo brano del libro di Neemia, al capitolo 8,1-18.


Carlo MIGLIETTA / redazione.rivista@ausiliatrice.net

Rivista Maria Ausiliatrice 2018 - 4

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