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Rivista Maria Ausiliatrice  |  RMA Archivio 2018

VANGELO / Grandezza è picolezza


Grandezza è piccolezza

Per entrare nel Regno di Dio ci è richiesta grandezza spirituale. È una grandezza che non corrisponde alle nostre misure. Gesù infatti afferma che è grande chi si fa piccolo. Non è un paradosso, ma la verità del Vangelo (Mt 18,1-5).

Non una regola, ma il Vangelo

Il Vangelo del Regno va vissuto insieme, per questo tra noi cristiani rivestono valore inestimabile la comunione, l'umiltà, la cura del fratello debole, il perdono. È il "Discorso sulla chiesa" (18,3-34): non un insieme di regole, ma il "buon annuncio" della salvezza del Regno fattosi vicino in Gesù. Salvezza per tutti, ma in particolare per gli ultimi. Se vogliamo accogliere l'invito accattivante ad essere perfetti come il Padre che è nei cieli, dobbiamo ispirarci a tale comportamento di accoglienza e di misericordia di Dio e di Cristo.
A Cafarnao Gesù ha appena pagato la tassa per il tempio. È "in quel momento" che gli apostoli gli rivolgono la domanda cruciale: "Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?". Tutto questo ci incuriosisce: chissà cos'era capitato tra loro di tanto grave da muovere il Maestro a pronunciare un discorso così incisivo sull'umiltà tra i fratelli. Forse un episodio di rivalità, come altre volte il vangelo ci racconta, rende necessari una serie di insegnamenti volti a muovere gli animi degli apostoli al perdono, al servizio reciproco e all'umiltà. Matteo poi li raccoglie e li narra in queste altissime pagine del suo Vangelo e li offre alla chiesa come perenne termine di riferimento su cui misurare la comunione.

Il Regno è dei bambini

Anche i profeti facevano talvolta così. Vivevano in un certo modo, prendevano degli oggetti, poi avvalendosi di quelle azioni simboliche, insegnavano. Gesù si allinea al loro modo di fare. Prende un bambino e lo mette in mezzo perché tutti vedendolo capiscano quanto egli sta per dire. Matteo ci riferisce l'insegnamento del Signore in modo limpido. Ci attira subito la qualità della sua risposta. Forse Pietro interrogandolo sulla grandezza, intendeva riferirsi a qualche precedenza di importanza di uno sugli altri. Gesù sposta invece la questione su di un altro asse di interesse: la grandezza intorno alla quale egli risponde è quella spirituale. È al fine di ottenerla che va ascoltato quanto ha da dire. Prestiamo attenzione alle tre grandi condizioni che ci vengono richieste: convertirsi, vale a dire tornare un bambino come quello; abbassarsi come un bambino; accogliere nel nome di Gesù un bambino. Costui in quella società è una persona ritenuta totalmente priva di diritti; è uno che deve dipendere perché fragile, è incapace di potersi sostentare da solo, ma ha bisogno di aiuto. È esattamente questo stato del bambino ad essere additato come il più adatto per entrare nel Regno dei cieli. A ben pensare l'insegnamento è perfettamente in linea con la prima delle Beatitudini in cui si proclamano "beati i poveri in spirito" e si dice che "di essi è il Regno dei Cieli" (5,3).

Dipendere da Dio

Il bambino di cui Gesù parla è un "povero in spirito", ossia uno che conosce bene di non bastare in alcun modo a se stesso, ma che deve dipendere da Dio in tutto se vuole ottenere il Regno, vale a dire la salvezza. C'è dunque una decisione di radicale cambiamento da assumere: tolti i sensi di autonomia, di autosufficienza, di presunto prestigio personale, di diritto ad avere qualcosa, bisogna rivestirsi della consapevolezza della dipendenza da Dio. Il vero cambiamento si valuta però sul concreto. Se veramente accettiamo di dipendere da Dio perché siamo … come siamo, non ci sarà difficile accogliere i "piccoli", nel senso di bisognosi, indifesi e deboli con cui Gesù si identifica. Dire di dipendere da Dio non significa fare una dichiarazione di fallimento, ma di verità e di amore a Lui. Decidersi ad essere solidali con quanti sono "piccoli" e "bambini", equivale a vivere la carità e a salvare la comunione. Questo spalanca le porte del Regno.


Marco ROSSETTI SDB / redazione.rivista@ausiliatrice.net

Rivista Maria Ausiliatrice 2018 - 2

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