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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  Archivio RMA 2017

SCEGLIERE DIO, L'UNICO VERO 'TESORO'

Scegliere Dio, l'unico vero "tesoro"

"Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?". Gli risposero: "Sì". Ed egli disse loro: "Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche". (Mt 13,44-46).

La nostra memoria

Lo scriba che estrae dal suo tesoro cose nuove e vecchie funziona come la nostra memoria, capace di ricordare ma anche di dimenticare. E appunto, in genere si ricordano i tesori e gli incontri fondamentali, e si tende molto più facilmente a dimenticare le sconfitte e i ridimensionamenti di ciò che immaginavamo e speravamo.
Il fatto è che la memoria è "una formidabile falsaria", come scrive Antonio Tabucchi: "Può anche capitare, nella vita, di dormire all'hotel Zuari. Sul momento potrà sembrare un'occasione non particolarmente fortunata; ma nel ricordo, come sempre nei ricordi, decantata dalle sensazioni fisiche immediate, dagli odori, dal colore, dalla vista di quella certa bestiolina sotto il lavabo, la circostanza assume una sua vaghezza che migliora l'immagine. La realtà passata è sempre meno peggio di quello che fu effettivamente: la memoria è una formidabile falsaria (Notturno indiano).

La presenza di Dio

Il Regno non è una promessa, è la nostra presenza in Dio qui e ora. In ogni momento ci viene ricordato che c'è "da scegliere Dio", come i pescatori che buttano via il pesce cattivo che pure hanno raccolto nelle reti insieme a quello che serve. La scelta del Regno è la scelta della presenza di Dio, come ricordava il cardinale Ballestrero: "L'esercizio della presenza di Dio! quando ero novizio, ogni lunedì mattina dovevo andare dal p. Maestro a rendere conto della mia vita spirituale della settimana. Uno dei primi punti era come era andata la meditazione e, subito dopo, come era andata la presenza di Dio.
Le esortazioni del Maestro a proposito di questo esercizio erano incalzanti: non andava mai bene, non andava mai abbastanza. Certo è che saper vivere alla presenza di Dio è la sapienza suprema di un'anima carmelitana. A tu per tu con il Signore! Saper interpretare tutto come gesto della presenza di Dio, come fatto, manifestazione della sua presenza! Ci si può impegnare il cuore, la mente, la memoria, anche la sensibilità. Tutta la creatura può diventare tesa verso il Signore, a cui appartiene, per la consacrazione che ci lega a Lui. (A.A. Ballestrero, Autoritratto di una vita).
Quando ci illudiamo di aver molto da fare, di avere molte cose a cui pensare, tante responsabilità: forse dovremmo ricordare che "il Signore dà nel sonno" ai suoi amici ciò di cui hanno bisogno.

Marco BONATTI: redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2017 - 4

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