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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  Archivio RMA 2017

Pause per capire

Pause per capire

Pietre cadono da mani pronte a lanciarle per uccidere. La piazza si svuota. Silenzio. Cosa è accaduto? È venuto Gesù che tutti interpella col suo essere misericordioso (Gv 8,1-11).

"Tu che ne dici?"

Gerusalemme, cortile del Tempio. Gesù vi è arrivato di buon mattino per insegnare. Scribi e farisei trascinano una donna e la pongono tra loro e lui. Mosè nella Legge ha esplicitamente dichiarato che donne come quella, soprese cioè in adulterio, si lapidino. La sua sorte è già segnata. Perché portarla davanti al Maestro? È evidente che si voglia far diventare la colpa della donna un pretesto per metterlo alla prova: avrà l'ardire di sospendere la Legge, attirandosi l'ira delle autorità religiose, oppure deciderà per il rigore, creando però disorientamento tra la gente abituata a sentirlo predicare il perdono? "Tu che ne dici", gli chiedono espressamente. Ammiriamo la nobiltà di Gesù che si china e scrive per terra. Non prende tempo, piuttosto ne vuole concedere perché gli animi di tutti si calmino: si sta decidendo della vita o della morte di una donna e, cosa disdicevole, ci si sta servendo di una tragedia personale per fini distorti!

Una pausa per riflettere

È accattivante questa pausa imposta da Gesù e riempita da una scrittura che il vento cancella. È la sola volta nei Vangeli in cui si legga che egli scriveva. Forse per ciò, intorno a questo scrivere si è accesa la fantasia di molti; alcuni studiosi invece si sono applicati al fine di intuirne il contenuto. A mio parere non si tratta tanto di voler colmare ad ogni costo questa mancanza di dati. Più importante è usare sapientemente questo tempo che Gesù concede. Da come l'Evangelista riferisce, non si potrebbe forse intendere la pausa come una diretta provocazione a cercare nel racconto le Parole del Maestro che, grazie a questa vicenda, ne illuminino maggiormente l'identità? Più Parole troveremo, più capiremo chi è il Signore. Egli infatti è venuto per salvare il mondo; è venuto come "luce del mondo", perché noi non rimaniamo nelle tenebre del peccato; è venuto per dare la vita in abbondanza. Non è venuto per giudicare secondo la carne, vale a dire i criteri umani, ma per amarci fino alla fine e mostrarci che il Padre non vuole la morte dei peccatori, ma che si convertano e vivano! Ecco chi è questo Gesù che in silenzio scrive. L'animo degli avversari però brucia: non vogliono un gesto, ma una parola. Si staglia ora la grandezza di Cristo che non si mette ad insegnare cosa sia condanna o misericordia e sa superare con prudenza la provocazione di scribi e farisei: "Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei".

Una pausa per concludere

Chinata poi nuovamente la testa, Gesù continua a scrivere. Ancora un'altra … pausa che invoca di essere colmata con un esame della propria condotta ed intenzioni. Come possiamo giudicare noi che siamo ugualmente portati al peccato? Come possiamo giudicare nei fratelli ciò che anche noi compiamo? Chi può dirsi senza peccato? Le pietre vengono rimesse dove stavano, la piazza si svuota, il silenzio è palpabile. Un dialogo breve ed intenso chiude: "Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?". La donna risponde: "Nessuno, Signore" e Gesù: "Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più". Così il Maestro ama correggere: non giudica né condanna; non tratta in astratto il peccato, ma lo pone in rapporto con noi, peccatori; trova per noi e con noi la soluzione migliore. In tal modo egli mette in luce il peccato, esorta a riconoscerlo con onestà, a chiamarlo per nome e a non accondiscendervi. La misericordia usata da Gesù per la peccatrice non è buonismo, ma grazia che si china su di lei, vigore che rinnova ed impone di cambiare l'orientamento della propria esistenza. In questo sta l'intensità di quel: "Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più". Parole che rassicurano e che corroborano facendo desiderare nuovi orizzonti e possibilità per la propria vita!

Marco ROSSETTI SDB: redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2017 - 4

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