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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  Archivio RMA 2017

LA 'PAROLA' CRESCEVA E SI DIFFONDEVA / At 12

"Erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere" (At 2).

Spesso scorrendo i Vangeli si incontra la difficoltà degli apostoli a staccarsi dai loro punti di vista per vivere veramente la fede radicale in quel Gesù che hanno scelto di seguire un giorno lasciando le reti e le barche. Un giorno chiedono a Gesù: "Accresci in noi la fede!" e Gesù: "Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: "Sràdicati e vai a piantarti nel mare", ed esso vi obbedirebbe" (Lc 17).

La fede cresceva e si diffondeva

Solo dopo la risurrezione dopo un lungo cammino in dialogo con Gesù, che si affianca a loro ragionando e richiamando le sue parole dette ma non capite, che gli apostoli faranno salti di qualità non solo nella loro professione di fede come Tommaso che esclama "Mio Signore e mio Dio!" e Gesù gli disse: "Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!" (Gv 20), o come Pietro che scandisce il suo amore senza limiti "Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene" (Gv 21), ma anche nella vita quando Pietro e Giovanni, dopo la Pentecoste escono e trovano uno storpio che chiede l'elemosina e Pietro dice "Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, àlzati e cammina!" (At 3) e avviene l'incredibile nel senso che non si sposta la pianta ma sparisce la malattia!

La fede può crescere

Una prima conclusione, dopo questi passaggi, è che la fede non è mai raggiunta in maniera definitiva come fosse un traguardo ma la fede è da conquistare ogni giorno perché il rischio è che prevalgano sempre i nostri punti di vista, quello che chiamiamo il buon senso che non ha proprio niente a che fare con la fede. Quando l'angelo chiede a Maria di diventare la madre di Dio ciò che avrebbe detto il buon senso era molto diverso da ciò che invece disse la sua fede. Di fronte alle infinite difficoltà che don Bosco incontrava per realizzare la consegna che aveva ricevuta nel sogno dei 9 anni il buon senso spingeva a mollare tutto e a ritirarsi in convento e invece la fede lo fece trionfare diventando padre e maestro di tutti i giovani.
Nei libri Zen si legge questa storia. Nan-in, un maestro giapponese dell'èra Meiji (1868-1912), ricevette la visita di un professore universitario che era andato da lui per interrogarlo sullo Zen.Nan-in servì il tè. Colmò la tazza del suo ospite, e poi continuò a versare. Il professore guardò traboccare il tè, poi non riuscì più a contenersi. "È' ricolma. Non ce n'entra più!". "Come questa tazza," disse Nan-in "tu sei ricolmo delle tue opinioni e congetture. Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?".

La fede si può diffondere

La parola inoltre si diffonde solo se la conserviamo nella sua originalità e freschezza senza sovraccaricarla di zavorra dovuta alla cultura e alla facile precettistica religiosa.
C'era una volta un guru che viveva nel suo ashram in India, insieme ai suoi seguaci. Una volta al giorno, al calar del sole, il guru si riuniva con i discepoli e predicava. Un giorno arrivò all'ashram un bellissimo gatto che seguiva il guru dovunque andasse. Ogni volta che il guru predicava il gatto si metteva a passeggiare in mezzo ai discepoli e li distraeva impedendo loro di ascoltare le parole del maestro. Perciò il maestro un giorno prese una decisione: cinque minuti prima dell'inizio di ogni lezione avrebbero legato il gatto per impedirgli di interrompere. Passò il tempo finché un giorno il guru morì. Il discepolo più anziano divenne a sua volta la nuova guida spirituale dell'ashram. Cinque minuti prima della sua predica ordinò di legare il gatto. I suoi aiutanti impiegarono venti minuti per riuscire a trovare il gatto per legarlo. Passò il tempo e un giorno il gatto morì. Il nuovo guru ordinò di trovare un altro gatto per poterlo legare. Alcuni dicono che secoli dopo dotti studiosi scrissero sull'obbligo di legare il gatto nel momento della predica della sera!

Giuliano PALIZZI SDB

redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2017 - 3

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