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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  Archivio RMA 2017

VANGELO | Dalla 'ragionevolezza' umana alla fede

Dal vangelo secondo Giovanni (20,19-31)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: "Pace a voi!". Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi". Detto questo, soffiò e disse loro: "Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati". Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: "Abbiamo visto il Signore!". Ma egli disse loro: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo".
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: "Pace a voi!". Poi disse a Tommaso: "Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!". Gli rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!". Gesù gli disse: "Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!". Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome
.

Tommaso non c'era: dunque non aveva ricevuto lo Spirito Santo. Forse anche per questo vuole delle prove, non si fida della parola dei suoi amici? Poi però fa subito un passo in più ("mio Signore e mio Dio"), e diventa, per tutti i secoli dopo di lui, il testimone del passaggio dalla "convinzione" - dalla ragionevolezza umana, dalle prove di tribunale - alla fede. Tommaso è sempre andato molto di moda fra gli agnostici, che prendono la parte "comoda" della sua posizione, chiedendo che sia il Signore a fornire le prove della sua divinità; costoro dimenticano sempre che la fede è comunque dono gratuito di Dio ("ricevete lo Spirito"); e che Tommaso è in cerca di una testimonianza per la vita, non di una convinzione "scientifica".
La risurrezione del Signore, testimoniata dagli Undici e poi da Tommaso, rimane non solo un mistero ma uno scandalo: appunto perché è un fatto, e non un'idea o un sistema filosofico. Uno scandalo, e anche una tentazione: una delle saghe più intriganti nella storia della cultura ebraica è quella del Golem. Il grande rabbino Low di Praga - sulla cui tomba, nell'incredibile cimitero ebraico della Città Vecchia, si continuano a infilare bigliettini di preghiere e richieste di grazie - creò dall'argilla un fantoccio a cui diede la vita con lo "shem", la parola, esattamente come Dio fece con Adamo. Ma il Golem, mostro un po' scemo, doveva assolutamente essere disanimato nel giorno di sabato, perché non poteva esserci nella creazione nessuna creatura che rispondesse ad altri che al Signore.
E ancora, la risurrezione è la leggenda positivista di un altro mito, nato sempre nelle plaghe dell'Europa orientale, quello di Frankenstein. Anche qui gli "strumenti della scienza" si sentono così forti da sfidare il mistero della vita e della morte: e il barone vuole "creare" un altro uomo tentando di rianimare i tessuti morti, le cellule cerebrali, eccetera. Da Frankenstein in poi le cose stanno andando come sappiamo. Chissà: anche questi modi, questi accanimenti sono altrettanti percorsi alla ricerca di un Signore che, invece, si rende visibile a tutti. Nel volto dei fratelli.

Il libro:
J. Guitton, Le travail intellectuel, Paris, Aubier 1986

Marco BONATTI


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