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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  Archivio 2016
ATTI DEGLI APOSTOLI:  Perchè si compia il progetto di Dio
Da Gerusalemme a Roma. Da Roma a tutto il mondo. Il compito di evangelizzare affidato a Paolo è un'opera di Dio che si deve necessariamente protrarre attraverso la testimonianza di ciascuno
Diario di viaggio

"Io mi appello a Cesare". Il ricorso all'Imperatore chiesto da Paolo a Cesarea Marittima è concesso. Al momento opportuno egli viene consegnato ad "un centurione di nome Giulio, della coorte Augusta" ed è imbarcato con altri prigionieri: la rotta ha come meta Roma (27,1-28,31). La navigazione è però piena di difficoltà, di tappe impreviste dovute a venti contrari, perfino una tempesta che costringe la nave alla deriva fino ad incagliarsi in un isolotto nei pressi di Malta. Tratti in salvo, Paolo e suoi compagni vi rimangono per tre mesi, periodo di cui egli approfitta per annunciare il Risorto ai Maltesi. La traversata riprende: i detenuti arrivano a Siracusa e poi a Reggio di Calabria; con un'altra nave arrivano a Pozzuoli. Di là si prosegue per terra. Da ora il racconto lucano si concentra unicamente sulla persona dell'Apostolo. Nelle località di Foro Appio e delle Tre Taverne, nei pressi di Roma, i fratelli cristiani, saputo del suo arrivo, gli vanno incontro: possono finalmente conoscere e accogliere Paolo la cui fama e santità di vita era giunta fino a loro.

Gli incontri con la sinagoga romana

Paolo non è un prigioniero pericoloso, pertanto a Roma gli è dato di vivere per proprio conto, anche se sotto sorveglianza. Rispettosa è la prima accoglienza che gli riservano i responsabili Giudei della città. Dal discorso che l'Apostolo pronuncia, si evince la volontà di Luca di presentarlo come l'uomo in cui la sorte di Gesù si ripete: anche Paolo viene infatti ingiustamente consegnato dai Giudei ai Romani, che non trovano in lui alcuna colpa e lo vogliono rilasciare, ma non possono farlo, perché impediti dagli accusatori. In un secondo incontro, i Giudei gli chiedono di dare loro spiegazioni sul movimento religioso di cui è parte e che ovunque viene osteggiato. Partendo dalla Legge e dai profeti egli cerca "di convincerli riguardo a Gesù", ma le reazioni sono tanto contrastanti da dividere il gruppo. Tagliente come una spada affilata si alza allora la parola di Paolo che proclama ciò che già nel discorso di Antiochia di Pisidia aveva stabilito: a causa della durezza del cuore di alcuni, l'annuncio del Vangelo è destinato ad altri! Luca non intende dire che Paolo vuole escludere qualcuno dall'annuncio del Vangelo, solo enfatizza la missione particolare ai pagani per cui lo Spirito lo aveva suscitato.

Annunciare ed insegnare

Il racconto diventa essenziale: Paolo per due anni vive in una casa in cui accoglie "tutti quelli che venivano da lui, annunciando il Regno di Dio e insegnando le cose riguardanti il Signore Gesù Cristo". Sono le uniche informazioni! A leggerle con attenzione si scopre però che in esse è detto tutto ciò che si deve sapere. Luca non intende infatti offrire un resoconto della vita di Paolo, ma mostrarci come attraverso di lui, docile allo Spirito, la Parola del Vangelo si sia diffusa gradualmente da Gerusalemme a Roma. Così si conclude la storia scritta negli Atti degli Apostoli, ma non quella della quotidiana nostra testimonianza. Quanto Paolo confida ai Filippesi pochi anni prima di arrivare a Roma, ci aiuta a capire meglio: "Non ho certo raggiunto la mèta, non sono arrivato alla perfezione; ma mi sforzo di correre per conquistarla, perché anch'io sono stato conquistato da Cristo Gesù. Fratelli, io non ritengo ancora di averla conquistata. So soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù. Intanto, dal punto a cui siamo arrivati, insieme procediamo" (3,12-14.16). Da lui il testimone passa a noi: ora è nostro il compito di annunciare ed insegnare in comunione con gli Apostoli la Parola del Vangelo perché raggiunga ogni angolo del mondo.


Marco Rossetti sdb : redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2016 - 4

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