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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  Archivio 2016

LA PAROLA DI DIO | UNA PAROLA CHE PENETRA


Riflettiamo a partire da Eb 4,12: "La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore".
A volte nelle nostre assemblee sembra che "subiamo" la Parola. Arriviamo in ritardo, già a lettura inoltrata, siamo distratti, non capiamo perché ci stiano leggendo certi testi perché non ci siamo minimamente preparati, il lettore a volte fa di tutto per non farsi capire, sembra che legga per conto suo e, a volte veramente non sa leggere, non ha ricevuto nessuna preparazione per svolgere quel ruolo. Insomma l'importante che finisca presto. E anche l'omelia... Mamma, come si impegna a volte il prete per non farci stare attenti e per non interessarci a quello che dice che spesso ha poco a che fare con la Parola annunciata!

Perché questa distanza dalla Parola?

Perché siamo così poco affezionati alla Parola e non la sentiamo come nostra ma come un libro scritto molto ma molto tempo fa per altri popoli con altra cultura e ci chiediamo che c'entriamo noi con quel libro? Perché non ci rendiamo conto che quella Parola è scritta oggi per me e che ha valore se io la incarno e non solo se la conservo in un libro da tenere in libreria e da consultare raramente? Tutti gli episodi del Vangelo sono la descrizione della mia vita, mi illuminano sul come agire, sul come realizzare quanto lì è descritto e che è stato vissuto da altri prima di me. L'invito è a ognuno di noi perché raccogliamo la sostanza del messaggio e costruiamo la nostra risposta superando la difficoltà degli apostoli a entrare in sintonia con il pensiero di Gesù e mettendo da parte i nostri punti di vista.
Un esempio.

I due fratelli

Uno dei due, il più giovane, chiede la parte di eredità perché non sopporta più il padre, perché le pareti di casa gli stanno strette. Prende, saluta e se ne va. Finalmente libero. Aria fresca. Vita nuova. Avventure a gogò... Quando tutto finisce sente nostalgia del padre, nostalgia di casa e finalmente si concede qualche pensiero intelligente. Sa che il padre gli vuole bene. Sa che non gli ha chiuso la porta dietro. Glie lo ha letto negli occhi al momento dell'addio. E torna con molti dubbi e perplessità. E qual è l'accoglienza del padre? "Quando era ancora lontano, lo vide, gli corse incontro, gli buttò le braccia al collo e lo baciò". Non solo ma diede ordine di farlo bello quel figlio, e fare festa, ammazzare persino il vitello ingrassato... perché questo figlio era morto ed è tornato in vita e perché si fa più festa in cielo per un peccatore pentito che per 99 giusti... Se non conoscessimo la storia diremmo che è "partito", è "fuori di testa". Una cosa contro ogni logica del buon senso. E la pensiamo proprio come l'altro figlio il quale non vuole entrare perché non approva assolutamente quello sciupio di cose buone per un frequentatore incallito di prostitute. Il padre uscì a pregarlo ma...

E noi?

Se guardiamo la vita di tutti i giorni ci capita di incontrare persone che han fatto come il primo figlio e vorrebbero tornare a casa. Ma, c'è un bel ma! Cosa troveranno a casa? Ci sarà il padre o solo tanti fratelli che non vedono l'ora di urlar loro che se ne sono andati e ora non c'è più posto per loro? Magari si erano sposati con la voglia di vivere per sempre insieme e poi... e poi si sono lasciati e risposati... ma non si sentono lontani da quel padre da cui si sono allontanati e vorrebbero ritornare nell'Anno della Misericordia. Eppure per loro non c'è posto. Quanti cristiani sono pronti a pugnalarli con la parola, con la legge, con la giustizia e con il rifiuto puntando il dito contro di loro. Perché noi siamo migliori di Dio! Ma quella parola non era stata scritta proprio per noi perché evitassimo l'atteggiamento di rifiuto e ci schierassimo sempre dalla parte del Padre misericordioso? Sulla croce ha detto al ladrone oggi sarai con in me in paradiso: grande il nostro Dio! Molto meglio di tanti dottori chiusi nei loro appartamenti curiali a studiare come rendere difficile la vita guardando le pagliuzze nei occhi degli altri senza vedere le travi nei propri!


Giuliano PALIZZI SDB: redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2016 - 2

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