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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  Archivio 2016
ATTI DEGLI APOSTOLI:  L'annuncio del Vangelo nello Spirito e nella verità
Un nuovo viaggio, il secondo, in cui Paolo desidera fortemente visitare le chiese già fondate: l'azione decisiva dello Spirito Santo lo sospinge però in una missione ben oltre il previsto (At 15,36-18,22).
"Lo Spirito di Gesù non lo permise loro"

La decisione di rimettersi in viaggio era stata presa da Paolo e Barnaba. Poco prima di partire però un colpo di scena: l'Apostolo lascia lo storico amico e sceglie Sila come nuovo collaboratore. Nella città di Listra, Timoteo si unisce a loro. I tre missionari progettano un itinerario, ma lo Spirito interviene, impedisce di realizzarlo e trasforma quel viaggio in un'impresa di evangelizzazione ben più vasta. Tutto viene manifestato a Paolo nella città di Troade in una visione notturna: un uomo gli chiede di abbandonare il percorso previsto e di recarsi in Macedonia, in Grecia. Un'occasione che gli avrebbe dato possibilità di annunciare il vangelo in Europa! L'Apostolo non esita, si imbarca sulla prima nave e raggiunge la colonia romana di Filippi (49-50 d.C.). Là è fondata una nuova comunità cristiana grazie alla collaborazione di due famiglie: quella di Lidia, commerciante di porpora che ospita i missionari nella propria casa, e quella del carceriere incontrato da Paolo durante una ingiusta prigionia in quella città. Due famiglie costituiscono il nucleo della prima chiesa europea! Gli esordi sono promettenti, ma a Tessalonica la predicazione conosce forti opposizioni.

L'opera del missionario fra prove e difficoltà

Maltrattati da alcuni membri di quella sinagoga, Paolo, Sila e Timoteo arrivano a Berea (50-51 d.C.). Qui la loro predicazione è bene accolta dai Giudei che vagliano l'autenticità di ciò che proclamano alla luce delle Scritture Sante di Israele. Molti di loro e dei pagani dopo aver ascoltato diventano credenti. "Ma quando i Giudei di Tessalonica vennero a sapere che anche a Berea era stata annunciata da Paolo la Parola di Dio, andarono pure là ad agitare e a mettere in ansia la popolazione" (17,13). In fretta l'Apostolo è costretto ad andarsene: i fratelli di Berea lo conducono in salvo ad Atene. Prove e persecuzioni lo accompagnano, ma la passione per Cristo e la tenacia che ne viene, unite alla solidarietà degli amici e alla loro fraternità rincuorano Paolo e lo spingono ancora ed ancora ad annunciare la bellezza del Vangelo. Nello scrivere quanto leggiamo Luca non ha dubbi: l'evangelizzazione dell'Europa è il frutto dell'opera dello Spirito e dell'abilità missionaria di Paolo, ma anche di amicizia, collaborazione e del comune desiderio di testimoniare Cristo!

La verità del Vangelo

"Possiamo sapere - gli chiedono - qual è questa nuova dottrina che tu annunci?". È la domanda rivolta a Paolo ad Atene da alcuni filosofi che lo ascoltano. Lo conducono così fino all'Areopago, il Consiglio della città, e lo invitano a tenere un discorso in cui l'Apostolo loda il senso religioso degli ateniesi e sostiene di poter svelare quel "dio ignoto" cui loro avevano dedicato un altare: è il Signore che ha creato il mondo e l'uomo, ragione per cui noi non gli siamo estranei, ma familiari e lo possiamo cercare. Dio ha dato ordine di convertirsi perché ci sarà un giorno in cui giudicherà il mondo "per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti". L'espressione conclusiva è inaccettabile per il pensiero greco che non ammetteva la risurrezione del corpo dopo la morte: "Su questo ti sentiremo un'altra volta", gli rispondono e senza troppi convenevoli lo congedano. Pochi si convertono, non per questo però il discorso fu un fallimento, anzi: la risurrezione di Cristo è annunciata senza alcuna incertezza con argomenti che interpellano tuttora un animo naturalmente aperto alla ricerca di Dio. È una scelta rispettosa dei cammini e delle credenze religiose di ciascuno, ma che non esita a dire la verità del Vangelo.


Marco Rossetti sdb : redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2016 - 1

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