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 27e GIORNATE DI SPIRITUALITA'
        DELLA FAMIGLIA SALESIANA

ROMA, 22-25 GENNAIO 2009


Anche quest’anno la nostra Associazione (con oltre 30 soci) ha partecipato alle XXVII Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana, annuale appuntamento dei rappresentanti dei diversi gruppi della famiglia iniziata da Don Bosco, svoltosi a Roma dal 22 al 25 gennaio. Oltre ai 4 primi gruppi originari, Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice, Salesiani Cooperatori e ADMA, fondati dallo stesso Don Bosco, sono stati presenti membri degli altri 22 gruppi di questo “grande movimento di persone al servizio della salvezza dei giovani”, come sottolinea spesso Don Pascual Chávez, Rettor Maggiore dei Salesiani e, in quanto successore di Don Bosco, padre e centro di unità della Famiglia Salesiana.

Tre Gruppi sono stati riconosciuti proprio in concomitanza con questo evento: Canção Nova, un movimento di laici internazionale impegnato nella evangelizzazione, in modo particolare attraverso i mezzi di comunicazione, nato nel 1978 da 12 giovani guidati da un sacerdote salesiano, Don Jonas Abib; “The Disciples”, o Istituto secolare Don Bosco, una associazione pubblica ecclesiale maschile e femminile nata in India nel 1973 da una ispirazione del salesiano Don Joseph D’Souza.

I Discepoli, traendo ispirazione dal brano evangelico della missione che Gesù affida ai 72 discepoli, sono dediti alla proclamazione del Vangelo, all’insegnamento del catechismo, alla cura degli ammalati e al servizio dei poveri. La Congregazione delle Suore di San Michele Arcangelo, chiamate anche “suore michelite” è stata fondata, sul finire del XIX secolo, dal beato Don Bronislao Markiewicz e dalla Serva di Dio Madre Anna Kaworek.

Cuore della riflessione di queste giornate è la Strenna, messaggio che ogni anno i Rettori Maggiori, continuando la tradizione avviata da Don Bosco, consegnano ai membri della Famiglia. La Strenna di quest’anno è dedicata proprio alla Famiglia Salesiana: “Impegniamoci a fare della Famiglia Salesiana un vasto movimento di persone per la salvezza dei giovani”.

Il clima delle Giornate è stato particolarmente carismatico, grazia anche alla forte presenza del Rettor Maggiore che già nella Buona Notte del primo giorno, commentando il video della strenna, con intensa passione affermava: “Sono fiero di essere salesiano e in modo particolare di essere della Famiglia Salesiana”.

Il Rettor Maggiore così ha introdotto il suo messaggio ai rappresentanti dei diversi gruppi della Famiglia Salesiana, messaggio nel quale ha anche fatto riferimento al “bisogno di partire dalla Spiritualità per costruire la comunione in vista della missione”. Con il Rettor Maggiore è doveroso ricordare l’impegno e l’animazione di Don Adriano Bregolin, Vicario del Rettor Maggiore e animatore della Famiglia Salesiana.

Don Juan José Bartolomé, ha arricchito la riflessione guidando i partecipanti nella lettura biblica, alla luce della sensibilità salesiana, della parabola del granello di senapa, icona evangelica richiamata dal Rettor Maggiore a commento della Strenna. “Nata dalla grazia di Dio, la Famiglia Salesiana sarà grazia di Dio per i giovani se vive riconoscendo – e proprio perciò riconoscente – che nella sua esistenza Dio è presente attuando la sua salvezza ‘come il granellino di senapa’.

Vivere come Famiglia la comune vocazione salesiana è la prova di avere capito i misteri del Regno e di poter capirci come recettori del dono di Dio.”

La riconsegna ai diversi gruppi della Carta di Comunione della Famiglia Salesiana, documento non nuovo, ma bisognoso di costante attenzione, è stata fatta in modo condiviso dal sig. Roberto Lorenzini, dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori, Don Pierluigi Cameroni, Salesiano e Animatore spirituale dell’ADMA, e Sr. Carmela Santoro, Figlia di Maria Ausiliatrice. Insieme hanno evidenziato come Don Bosco, docile all’azione di Dio, sia all’origine della Famiglia Salesiana diventando il promotore di quel carisma che, coniugandosi con stili, esigenze, culture ed epoche diverse, ha ispirato varie realtà ecclesiali.

I tanti gruppi della Famiglia salesiana sono chiamati a costruire una comunione di reciproca conoscenza e rispetto, partendo dalla contemplazione dell’icona della Trinità, modello di ogni comunione. Hanno fatto seguito, come esempio concreto di comunione, due testimonianze.

A San Severo, cittadina in provincia di Foggia, e nel nord-est dell’Italia i Salesiani, le Figlie di Maria Ausiliatrice e i Cooperatori, operano in maniera concorde in collaborazione con le realtà sociali e diocesane nel primo caso e con progetti mirati per i giovani nel secondo.

Nei pomeriggi hanno avuto luogo lo Spazio Meeting e il Laboratorio.

Divisi in gruppo i 330 partecipanti sono stati invitati, confrontandosi con gli interventi proposti nelle mattinata, a prendere coscienza della dimensione ecclesiale e carismatica della Famiglia Salesiana individuando percorsi per crescere nella comunione. La giornata del 23 si è conclusa con una serata di festa attorno al IX Successore di Don Bosco, Don Pascual Chávez. Madre Yvonne Reungoat, Superiora delle Figlie di Maria Ausiliatrice, ha offerto ai partecipanti il pensiero della Buona Notte, con una comunicazione tutta mariana.

La giornata del 24 gennaio è stata caratterizzata dal ricordo di San Francesco di Sales, santo a cui Don Bosco si è ispirato e dal quale deriva il nome e lo stile dei Salesiani e dell’intera Famiglia Salesiana. È stata fatta la presentazione della “Carta della Missione” da parte della sig.na Pina Bellocchi VDB, da Don Angelo Santorsola, salesiano, e da Maritza Valentiner, dell’Associazione Damas Salesianas. I tre relatori hanno sviluppato questo secondo documento di riferimento per i gruppi della Famiglia Salesiana mettendo in evidenza i rischi da evitare e le sfide da vincere.

La seconda relazione è stata tenuta da Don Pascual Chávez, Rettor Maggiore dei Salesiani, che ha presentato il suo commento alla Strenna 2009. Don Chávez, commentando il testo dello storico verbale del 18 dicembre 1859, nel quale si sancisce la nascita della Congregazione salesiana, ha precisato che in esso è presente non solo il seme dell’ordine religioso, ma anche quello dell’intera Famiglia Salesiana. Il successore di Don Bosco nel suo intervento ha invitato la Famiglia Salesiana “ad acquisire una nuova mentalità, a cambiare il paradigma, a pensarsi ed agire sempre come Movimento”, un cambio che significa tre cose: “intenso spirito di comunione”, “unione di cuori, oltre ad uno spirito di comunione con convinta volontà di sinergia” e “unità di intenti e con matura capacità di lavorare in rete”. Nella serata del 24 i partecipanti alle giornate si sono portati a Genzano di Roma.

Qui hanno assistito al musical su Don Bosco “Andiamo Ragazzi!” promosso dalla Famiglia Salesiana del Piemonte e della Valle d’Aosta e realizzato dalla Compagnia Teatrale “L’Alfa e l’Omega de Joanne Bosco”.
Due gli appuntamenti che hanno caratterizzato l’ultima giornata di Spiritualità della Famiglia Salesiana, domenica 25 gennaio: l’Eucaristia domenicale, presieduta dal Rettor Maggiore, e la conclusione svoltasi nell’aula magna del Salesianum. Don Chávez, commentando le letture della III domenica del tempo ordinario, ha indicato ai presenti la necessità di convertirsi e credere così come richiesto da Gesù nel brano evangelico.

I 18 giovani che seguirono Don Bosco nella fondazione della Congregazione salesiana sono come i primi quattro apostoli che hanno risposto alla chiamata di Gesù: “Ecco quanto Don Bosco si attende della sua famiglia spirituale ed apostolica: un gesto simile a quello del gruppo di giovani che radunati nella sua camera il 18 dicembre del 1859, 150 anni or sono, decisero di lasciare i propri sogni e progetti per fare proprio il sogno e il progetto suo: la salvezza dei giovani. Anche loro, lasciato tutto lo seguirono”.

Successivamente, in assemblea, i rappresentanti della Famiglia Salesiana hanno condiviso le conclusioni e i contributi emersi dai lavori di gruppo. Tre gli atteggiamenti ai quali i singoli e i gruppi della Famiglia Salesiana sono chiamati: ampiezza del cuore, accoglienza della diversità e camminare insieme verso un traguardo condiviso. È stata richiesta una formazione condivisa che contempli la spiritualità salesiana, i temi etici, la questione sociale e politica. Diverse le iniziative e i campi di azione indicati perché ciò si realizzi.

Don Chávez nel riconsegnare ai gruppi della Famiglia Salesiana le conclusioni e i suggerimenti presentanti in sala, ha espresso un suo sogno: aprire presso l’opera di Cremisan, in Israele, un centro di formazione internazionale della Famiglia Salesiana, gestito in collaborazione tra i diversi gruppi. Un secondo desiderio, espresso dal Rettor Maggiore e per il quale ha dichiarato il suo impegno perché si realizzi, è quello di giungere ad un riconoscimento ufficiale della Famiglia Salesiana da parte della Santa Sede. Perché questo si realizzi, ha precisato Don Chávez, è necessario scrivere una “Carta della Famiglia Salesiana” che presenti con chiarezza la sua identità.

Per tutto questo il Rettor Maggiore ha ricordato come sia necessario che il “Bosco salesiano venga irrigato con il sangue dei martiri, il sudore della fatica e le lacrime della sofferenza”. “Don Bosco è un ‘padre’ che ha generato figli che proseguono ancora oggi la sua esperienza carismatica e spirituale”, ha detto il Rettor Maggiore non esitando a paragonare Don Bosco ai patriarchi del Vecchio Testamento, perché trasmettitore di una fede e di benedizioni.

Il santo torinese è un fondatore non solo in senso storico e giuridico, – a lui si devono i 4 gruppi originari della Famiglia Salesiana: i Salesiani, le Figlie di Maria Ausiliatrice (con S. Maria Mazzarello), i Salesiani Cooperatori e l’Associazione di Maria Ausiliatrice (il Rettor Maggiore, rifacendosi anche alle ricerche storiche di Don Pietro Braido, ha sottolineato con forza il fatto che Don Bosco ha fondato l’ADMA) – ma anche in senso teologico: promotore di un carisma che si diversifica nei vari gruppi della Famiglia Salesiana. Don Bosco è anche il precursore di una via di santità che è stata percorsa da uomini e donne, religiosi e laici, adulti e giovani, vescovi.

L’assemblea si è sciolta sulle note allegre della canzone “Siamo Salesiani” tratta dal recital “Andiamo ragazzi” apprezzato la sera precedente dai partecipanti alle Giornate della Famiglia Salesiana.

                                                                                  Don Pier Luigi Cameroni, Animatore Spirituale ADMA

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IMMAGINI:
1 Sono passati 150 anni da quando Don Bosco ha fondato la Congregazione Salesiana. Ora il suo carisma si estende in tutto il mondo. La Famiglia Salesiana conta numerosi gruppi che si rifanno allo spirito di Don Bosco.
2  
Dal 22 al 25 gennaio si è tenuta a Roma la XXVII Giornata di Spiritualità della Famiglia Salesiana. 26 erano i gruppi che hanno aderito a questo gioioso evento.
3  
Il Rettor Maggiore, Don Pascual Chavez, ha sottolineato il bisogno di partire dalla spiritualità per costruire la comunione in vista della missione.
4  Alcuni momenti dei lavori delle Giornate di Spiritualità Salesiana.


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Don Pier Luigi CAMERONI / Istituto Salesiano |Via S. G. Bosco 1 - 25075 NAVE - BS
TEL. 030-2530262 - FAX 030 - 2533190 / CELL. 3401452349 |
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Sito ADMA :  www.donbosco-torino.it/ita/adma   

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