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MARIA RINNOVA
  
  LA FAMIGLIA SALESIANA
   (Lettera del Rettor Maggiore D. Egidio Viganò del 25 marzo 1978) / 7a parte

Quali che siano le motivazioni concrete alle origini della scelta del titolo «Auxilium Christianorum», già di per sé carico di storia e di una urgente attualità per le congiunture socioreligiose, ci sembra che ciò che per Don Bosco è stato determinante è il fatto d’aver sperimentato, giorno dopo giorno, che Maria si sia costruita praticamente questa «sua Casa» nelle zolle dell’Oratorio e ne abbia preso possUn elemento caratteristico della devozione all’Ausiliatrice sono i suoi presupposti dottrinali.
Don Bosco, pur mutuandoli dai più accreditati autori, li ha individuati e approfonditi con particolare Don EGIDIO VIGANO', Rettor Maggiore SDBrobustezza teologica e con concretezza pastorale.

Essi illuminano l’indole propria della devozione e del culto a Maria «Aiuto dei Cristiani» e debbono essere coltivati e approfonditi nei suoi devoti. Si riferiscono specificamente alla mediazione vittoriosa di Maria in favore della fede del popolo cristiano e in aiuto della Chiesa Cattolica guidata dal Papa e dai Vescovi.

«Il bisogno – scrive il nostro Fondatore – oggi universalmente sentito d’invocare Maria non è particolare, ma generale; non sono più tiepidi da infervorare, peccatori da convertire, innocenti da conservare. Queste cose sono sempre utili in ogni luogo, presso qualsiasi persona. Ma è la stessa Chiesa Cattolica che è assalita. È assalita nelle sue funzioni, nelle sacre sue istituzioni, nel suo capo, nella sua dottrina, nella sua disciplina; è assalita come Chiesa Cattolica, come centro della verità, come maestra di tutti i fedeli».

Maternità di Maria

Questo caratteristico aspetto di «aiuto ecclesiale», fondante per Don Bosco il titolo di Ausiliatrice, non pare sia stato allora legato da altri devoti o carismatici a titoli mariani.
Certamente esiste già una nostra letteratura, non insignificante, su questi presupposti dottrinali, ma è necessario che alle riflessioni già fatte fin qui se ne vadano aggiungendo, dopo la svolta conciliare, delle altre di particolare attualità secondo la visione rinnovata del mistero della Chiesa.
Incominciamo col notare che già Don Bosco unì il titolo di «Ausiliatrice» a quello di «Madre della Chiesa» che noi, con gioia, abbiamo visto proclamato da Paolo VI alla fine del Vaticano II. Dobbiamo sottolineare che è appunto il senso vivo della Chiesa l’elemento più caratterizzante della dottrina dell’Ausiliatrice.

Con quanta attualità si può rilanciare questa devozione se consideriamo l’interesse con cui si è venuto sviluppando, oggi, il suggestivo rapporto «Maria-Chiesa».
Maria, infatti, è «già» quello a cui tende la Chiesa: ne è la profezia e il fermento. Essa aiuta la Chiesa a realizzare la sua stessa funzione di «seconda Eva» in una maternità verginale di grazia. Così «il mistero della Chiesa si incontra attraverso il volto di Maria. Guardando a Lei, si vede vivere la Chiesa: sono i suoi occhi che spiegano i misteri».

Persino uno scrittore non cattolico afferma: «Si può dire che non si dà una giusta visione della Chiesa se non dove c’è uno spazio per Maria nella fede e nella pietà. Il rinnovamento della Chiesa è strettamente legato al rilancio di una sana pietà mariana. Si perde il senso della Chiesa-Madre là dove si perde il senso della vocazione materna della Vergine Maria».
Il suo ruolo materno rappresenta il fulcro del rapporto di Maria con la Chiesa: entrambe esistono e sono sante in funzione della maternità ed entrambe generano nella verginità.
C’è, così, un nesso intimo tra «maternità» ed «evangelizzazione», tra «Maria-Chiesa» ed «azione apostolica».

Tutto questo risulta significativamente attuale per la nostra spiritualità ed ha delle conseguenze operative determinanti. Quindi, la devozione all’Ausiliatrice animata dal più vivo senso ecclesiale, appare in Don Bosco come una scelta dottrinale precorritrice che lega la «pietà mariana» con il «senso della Chiesa» in una singolare forma di mutua inseparabilità e di comune crescita.
Tale dottrina dell’Ausiliatrice comporta, come necessaria conseguenza, un atteggiamento d’impegno operativo instancabile e coraggioso che è stato, in Don Bosco, uno degli aspetti più caratterizzanti della sua devozione mariana: la Consolata, o la Salette, o l’Immacolata Concezione non avrebbero offerto una appropriata esigenza pratica caratterizzante lui e i numerosi devoti (in particolare, la Famiglia Salesiana) con la stessa forza e la stessa fisionomia apostolica con cui li definisce l’Ausiliatrice.

Il «senso della Chiesa» si traduce quotidianamente in una coscienza attiva di «membro» con una profonda spiritualità dell’azione.
Ciò comporta non solo un atteggiamento costantemente generoso di operosità apostolica in genere, ma un vero e proprio impegno «ecclesiale»; ossia, una operosità esplicitamente guidata dalla chiara coscienza di essere e di agire come membro corresponsabile di quel Corpo di Cristo che è la Chiesa. Ma la Chiesa considerata non in senso vago, bensì in quanto Essa, «costituita e organizzata come società, sussiste nella Chiesa cattolica, governata dal Successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui».
                                                                                        (continua)

 L’ADMA NEL MONDO


VALENCIA (Spagna).


Riunione dei Consigli locali e degli Animatori spirituali dell’Ispettoria SDB a Godoleta domenica 26-10-2006. Si sono riuniti per la “Giornata annuale di programmazione e formazione”.

Ha animato la riunione il Vicario Ispettoriale SDB, Josè J. Gomez P. sulla gioventù attuale e il metodo educativo salesiano, alla luce di mamma Margherita e di Don Bosco, madre e figlio per i figli”.

Dopo l’intervento del relatore è stato consegnato un questionario ai singoli, che fu raccolto dopo la compilazione, di cui hanno pubblicato i risultati sulla rivista ADMA dell’Ispettoria nº 19.

La riflessione fu fatta quale compartecipazione al tema del Capitolo Generale SDB 26º: Da mihi animas cetera tolle (dammi anime e prendi tutto il resto), che si terrà a partire dal 24-02-2008.

CASSINO (Frosinone, Italia).


Parrocchia di San Pietro Apostolo SDB. L’Opera di Cassino ebbe inizio nel 1987 e i tre Salesiani arrivati oltre all’intensa animazione in chiesa hanno subito iniziato a visitare le singole famiglie dei vari rioni della città e a curare riunioni di gruppo nei sei rioni. Hanno potenziato gli incontri in sintonia con i momenti liturgici, sviluppando il carisma salesiano che ha portato prima alla formazione del gruppo laico di Salesiani Cooperatori e poi il 25 marzo del 2006 al gruppo dell’Associazione di Maria Ausiliatrice.

L’ADMA di Cassino conta una sessantina di Associate/i di cui cinque sono uomini e 53 donne. Per facilitare la partecipazione agli incontri hanno costituito gruppi per borgate: Solfegna Cantoni, Ponte la Pietra, Ponte a Cavallo, Folcara, Urra Due e Via Ausonia. In particolare si riuniscono nella chiesa parrocchiale una volta al mese, ordinariamente il 24, giorno dedicato alla commemorazione di Maria Ausiliatrice.

Hanno un Consiglio direttorio per tutta l’Associazione, formato dai sei responsabili dei gruppi rionali e ne hanno poi eletti altri quattro, così con l’Animatore spirituale, Don Paolo Leboroni, fanno numero dispari perché non ci sia pareggio di voti in caso di votazioni.
Il Presidente è la Signora Anna Maria Evangelisti, Vice Presidente, la Signora Assunta Cresta, Segretaria, la Signora Gabriella Cresta, mentre copre il ruolo di Cassiere, il Signor Giovanni Fardelli. Il nostro vivo ringraziamento al Rev.mo Sig. Parroco, Don Paolo Leboroni, fondatore e animatore dell’ADMA locale di Cassino, come pure a tutti i vari responsabili.

UTRERA (Spagna).


Il 6 maggio 2006, l’Ispettoria di Siviglia ha celebrato la XXXIX Assemblea dell’ADMA Ispettoriale alla quale hanno partecipato circa 2.000 Associati. Sono sempre stati numerosi, ma quest’anno ha contribuito il fatto che l’incontro si è tenuto a Utrera!

La Casa salesiana è stata fondata nel 1881; dopo le fondazioni in Argentina e in Francia (1875) e in Uruguay (1876). Quale prima Opera salesiana in Spagna, fondata ancora vivente Don Bosco, ha certamente saputo richiamare numerosi partecipanti.

L’Assemblea è iniziata con una solenne Concelebrazione Eucaristica, presieduta da Don Rodriguez Filiberto, già Ispettore in Spagna e attualmente Consigliere Regionale per le Opere Salesiane dell’Europa Occidentale. Con lui hanno concelebrato un centinaio di sacerdoti delle varie Case dell’Ispettoria di Siviglia, tra essi l’Ispettore in carica, Don Juan Carlos Pérez Godoy e Don José Miguel Nunez, che l’indomani sarebbe stato proclamato ufficialmente successore di Don Juan alla guida dell’Ispettoria. Il commiato ufficiale, letto dalla Presidente ispettoriale dell’ADMA, la Sig.ra Pepi Arroyo è stato particolarmente emozionante. A questo è seguito un applauditissimo intervento di Don Juan Carlos, dal titolo “Cinque immagini della Madonna”.

                                                                                            D. SEBASTINAO VIOTTI sdb                        


 IMMAGINI:
Don Egidio Viganò, Rettor Maggiore SDB
Madonna con Bambino, Raffaello Sanzio (1483-1520) National Gallery - Washington. / La maternità di Maria, nel suo aspetto ecclesiale, viene colta e vissuta da Don Bosco come momento essenziale da cui scaturisce ogni suo intervento a favore dei suoi figli.
3  Godoleta (Spagna). Incontro dei Consigli locali e degli Animatori spirituali dell’Ispettoria di Valencia.
4 CASSINO (FR). Gruppo ADMA della Parrocchia di San Pietro Apostolo.
5  UTRERA (Spagna). XXXIX Assemblea Ispettoriale ADMA, 6 maggio 2006.


          RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2007 - 7
       
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