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MARIA RINNOVA
  
  LA FAMIGLIA SALESIANA
   (Lettera del Rettor Maggiore D. Egidio Viganò del 25 marzo 1978) / 5 parte / 

Don Bosco, nonostante il clima di fervore suscitato dalla proclamazione del Dogma dell’Immacolata Concezione di Maria, tende a trascendere lo stesso aspetto strettamente formale del dogma dell’Immacolata Concezione. Non si limita alla prerogativa dell’assenza in Lei del peccato originale; egli non si ferma mai semplicemente alle grandezze, tanto a lui care, della dignità individuale di Maria in se stessa (la sua pienezza di santità, la sua incorrotta verginità e la sua assunzione gloriosa), ma tende a considerarle, proprio come lo sono oggettivamente, in rapporto alla sua funzione personale di Madre di Cristo e di tutti gli uomini suoi fratelli.Don EGIDIO VIGANO', Rettor Maggiore SDB

La maternità spirituale

La vocazione apostolica di Don Bosco lo porta a scoprire e a sottolineare ciò che fin dal sogno dei 9 anni era come l’immagine originale della sua “Maestra”: la sua funzione di maternità spirituale.
Così, nella pratica, si percepisce facilmente in Don Bosco la chiara tendenza ad assegnare un ruolo di aiuto e di protezione all’Immacolata nell’opera educatrice e a valorizzare la sua pienezza di grazia come fonte di patrocinio per la salvezza.
Infatti, già dal 1848 incomincia a scrivere su alcune immagini collocate sul suo tavolino di lavoro il titolo di «Auxilium Christianorum». Prima del 1862, tale titolo non appare ancora, né centrale né sintetizzante. Ma si annuncia già un crescendo di sintomi, provenienti sia dalle congiunture della vita della Chiesa, sia dall’indole propria della vocazione di Don Bosco, che lo portano sempre più chiaramente a considerare l’Immacolata come la protettrice che vince il serpente maligno e gli schiaccia la testa.
È con gli anni 60, nella piena maturità di Don Bosco, e propriamente dal 1862, che vediamo emergere in lui la scelta mariana dell’Ausiliatrice.
E questa rimarrà la sua scelta mariana definitiva: il punto di approdo di una incessante crescita vocazionale e il centro di espansione del suo carisma di Fondatore. Nell’Ausiliatrice Don Bosco riconosce finalmente delineato il volto esatto della Signora che ha dato inizio alla sua vocazione e ne è stata e ne sarà sempre l’Ispiratrice e la Maestra.
«Un’esperienza di diciotto secoli – scrive Don Bosco attingendo a fonti autorevoli – ci fa vedere in modo luminosissimo che Maria ha continuato dal cielo e col più gran successo la missione di Madre della Chiesa ed Ausiliatrice dei cristiani che aveva incominciato sulla terra».
Notiamo che questa scelta dell’Ausiliatrice coincide con alcuni dati di particolare interesse per la nostra riflessione.

In aiuto della Chiesa

Don Bosco percepiva con sofferta attenzione le speciali e crescenti difficoltà sorte per la Chiesa: i gravi problemi delle relazioni tra fede e politica, la caduta (dopo più di un millennio) degli stati pontifici, la delicata situazione del Papato e delle sedi vescovili, l’urgente necessità di un nuovo tipo di pastorale e di nuovi rapporti tra gerarchia e laicato, le incipienti ideologie di massa, ecc.
È indispensabile ricordare che la storia della Chiesa, alla metà dell’Ottocento, «è caratterizzata da uno scontro violento tra vecchio e nuovo, fra liberalismo e conservatorismo, fra strutture di una società ufficialmente cristiana e l’affermazione sempre più decisa della città secolare». L’intera vita della Chiesa ne è implicata nei suoi molteplici aspetti: questioni dottrinali, religiosità popolare, metodi pastorali, prime affermazioni del laicato, peculiarità delle Chiese locali. «Ne emerge il quadro di un periodo nodale nella storia della Chiesa, che ripropone i termini del confronto fra il cristianesimo e le culture delle diverse epoche storiche con le quali esso viene a incontrarsi».

Inoltre, Don Bosco era rimasto impressionato dagli eventi mariani di Spoleto, visti dall’arcivescovo Arnaldi (che manteneva relazioni epistolari con Torino) e dalla stampa cattolica come manifestazione di Maria Ausiliatrice; Essa, dal centro stesso d’Italia, apportava speranza a quell’ora di trepidazione per le sorti della Chiesa e del Papa. Tale intervento miracoloso faceva ricordare la felice soluzione delle vicissitudini di Pio VII (e di Mons. Fransoni a Torino) e così aveva fatto esplodere un vero entusiasmo mariano tra i fedeli di tutta la penisola (e di Torino).

Noi sappiamo, poi, come Don Bosco custodisse e approfondisse nel suo cuore il senso della presenza di Maria nella sua vocazione e nella vita della Chiesa. Le sue meditazioni e intuizioni personali al riguardo le possiamo vedere espresse: sia in varie sue affermazioni, per es., quella già sopra citata a Don Giovanni Cagliero, sia nel sogno delle due colonne fatto proprio nel 1862, sia nella particolare benevolenza per il titolo della basilica in costruzione da parte di Pio IX.

Infine, ha influito non poco la edificazione del tempio di Maria Ausiliatrice a Valdocco, portata a termine in soli tre anni in modo considerato dallo stesso Don Bosco come particolarmente portentoso. Non era una chiesa parrocchiale eretta in vista di un servizio locale già pastoralmente programmato, ma doveva essere un luogo mariano di culto a raggio cittadino, nazionale e mondiale, aperto alle esigenze spirituali e apostoliche più universali.
Si sa che il tempio è un luogo che offre al mondo la presenza di Dio e di Cristo, come anche di Maria. La teologia del tempio è legata alle iniziative gratuite di Dio per inserirsi concretamente nella storia a favore della salvezza degli uomini.

Possiamo dire che per Don Bosco la costruzione di quella chiesa a Valdocco diviene di fatto una espressione concreta e palpabile di questa profonda teologia del tempio, vista attraverso la presenza materna e operosa di Maria: quel tempio è un «santuario mariano» che diviene il «segno privilegiato», il «luogo sacro» della presenza protettrice di Maria Aiuto dei Cristiani: «haec domus mea, inde gloria mea»!
Questo serve a spiegare anche perché Don Bosco dedicasse tutto se stesso, in quegli anni, a tale impresa: «Solo chi ne fu testimone – ci assicura Don Albera – può farsi una giusta idea del lavoro e dei sacrifici che il nostro Venerabile Padre s’impose durante tre anni per condurre a termine quest’opera... da molti ritenuta un’impresa temeraria troppo superiore alle forze dell’umile prete che vi si era accinto». (continua)

        

 L’ADMA NEL MONDO

MURSKA SOBOTA (Slovenia),

“Beata Laura Vicuña” FMA. Scuola materna parrocchiale. Catechesi. Oratorio e gruppi giovanili.

Il 24 maggio 2006 con le nuove 17 promesse l’ADMA locale ha 71 associati/e! La Concelebrazione Eucaristica presieduta da Don Tone Cyglar SDB animatore spirituale ADMA ispettoriale, si è tenuta nella chiesa “San Nicolò”, ora cattedrale della nuova diocesi MURSKA SOBOTA.

I nuovi associati sono 17, 14 associate e 3 associati, nati/e tra il 1921 e Mikaela del 1982 laureata; gli altri con corsi di studi di 8 anni.

La maggioranza sono operaie/i e 3 impiegati.
La celebrazione fu solenne e devota e si è conclusa con la festa nel salone del “Centro giovanile” in allegria.

Il 23 marzo 2006 si sono fatte le elezioni per il rinnovo del consiglio dell’ADMA locale.

Gli eletti sono stati: Sabjan Leon presidente; Kuzmic Bozidara vicepresidente; Mitov Veronica segretaria; Cacinovic Mirko tesoriere e seguono 4 consiglieri: Djuran Daniel, Gjergjek Irma, Mitov Stojan, Palic Regina. Suor Bernarda Geric, quale “animatrice spirituale” ne fa parte a norma dell’art. 12 del regolamento ADMA.

È necessario che i componenti del Consiglio siano sempre in numero dispari per evitare che vi sia pareggio nei casi in cui si vota.
Dal 4 al 7 maggio 2006 un gruppetto di associate/i hanno fatto gli Esercizi Spirituali presso il Santuario Nazionale Mariano di Brrezje animati da Suor Bernarda, che ha sviluppato il tema “Dio è amore”.

                                                                                            D. SEBASTINAO VIOTTI sdb                        


 IMMAGINI:
Don Egidio Viganò, Rettor Maggiore SDB
Maria Ausiliatrice.
3  MURSKA SOBOTA (Slovenia). Le/i 17 nuove/i associate/i (14 + 3): l’animatore ispettoriale Don Tone Cyglar, la direttrice locale FMA, Suor Bernarda, il presidente, l’ispettrice FMA.
4 MURSKA SOBOTA (Slovenia). Il consiglio dell’ADMA locale.


         RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2007 - 5
       
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