LE ENCICLICHE MARIANE
/ 16 :
PAOLO VI
Linsegnamento
mariologico di Paolo VI, oltre alle encicliche di cui si è
parlato nel numero scorso, è ancora presente in tre punti,
di capitale importanza per una corretta riflessione sul ruolo
di Maria nella vita del credente:
a) il discorso
di chiusura del terzo periodo del Vaticano II e il capitolo VIII
della Costituzione dogmatica conciliare Lumen Gentium (21 novembre
1964);
b) lesortazione apostolica Signum Magnum (13 maggio 1967);
c) lesortazione apostolica Marialis Cultus (2 febbraio
1974).
Discorso
conciliare e capitolo VIII della Lumen Gentium
Come tutti i discorsi di apertura
e di chiusura delle sessioni conciliari, anche quello del 21
novembre 1964 è strettamente connesso agli atti del Concilio,
e ha particolare importanza perché espressivo dellintenzione
di Paolo VI di chiarire ed integrare con il magistero papale
quello del Concilio, che in quello stesso giorno aveva votato
la costituzione Lumen Gentium sulla Chiesa. In tale documento,
il capitolo VIII dedicato a Maria Santissima nel Mistero di Cristo
e della Chiesa, era frutto di una lunga e faticosa elaborazione,
durante la quale Paolo VI aveva varie volte accennato allopportunità
di parlare di Maria come Madre della Chiesa.
I Padri conciliari in realtà
avevano accolto lindicazione papale, facendo a tale riguardo
unaffermazione equivalente. Ciò principalmente in
ragione di una preoccupazione ritenuta ecumenica,
cioè per non urtare i protestanti. Ma il Papa, sia per
la propria convinzione che per devozione personale, sia per le
richieste di teologi e di pastori, ritenne opportuno attribuire
solennemente alla Vergine il titolo di Madre della Chiesa e chiedere
che sotto tale titolo Ella venisse, da allora in poi, venerata
e invocata dal popolo cristiano.
Non si tratta di una definizione
ex cathedra, ma di un atto di grande rilievo del magistero papale,
analogo a quello compiuto da Pio XII con la proclamazione della
Regalità di Maria, e anzi anche più impegnativo,
perché avvenuto in un Concilio ecumenico. In tal modo,
il Papa voleva completare le dichiarazioni dei Padri conciliari
con lesplicita asserzione che il nuovo titolo esprime
con sintesi mirabile il posto privilegiato riconosciuto da questo
Concilio alla Vergine nella Santa Chiesa, e che la Costituzione
conciliare sulla Chiesa è come sigillata dalla proclamazione
di Maria Madre della Chiesa.
Nel discorso, il Papa giustifica tale titolo in base alla stessa
maternità divina di Maria, mediante la quale il Verbo
si è fatto carne e ha unito a Sé, come capo, il
suo corpo mistico che è la Chiesa. Questo discorso, inoltre,
assume i toni di una profonda riflessione teologica, e si riferisce
direttamente al capitolo VIII della Lumen Gentium, ponendo laccento
su alcuni dati fondamentali del culto e della devozione mariana,
che si possono così riassumere:
a) lintima
essenza della Chiesa è data dalla sua mistica unione con
Cristo, non disgiunta da quella con la Madre del Verbo incarnato;
b) legami strettissimi uniscono il genere umano alla Madre di
Dio, perfetta figura del discepolo di Cristo;
c) importanza per il credente di una illuminata devozione per
Maria, modello di fede e di rispondenza perfetta agli inviti
di Dio al suo popolo;
d) necessità di mettere bene in luce il rapporto di Maria
con Cristo, unico mediatore, e la vera natura del culto mariano;
e) infine, la proclamazione di Maria Madre della Chiesa.
Merita da ultimo riportare
la
preghiera finale del Papa alla Vergine Maria, Madre della Chiesa:
O Vergine
Maria, Madre della Chiesa, a Te raccomandiamo la Chiesa tutta
e il Concilio ecumenico...
Ricordati di tutti i figli tuoi; avvalora presso Dio le loro
preghiere; conserva loro salda la fede; fortifica la loro speranza,
aumenta la carità.
Ricordati di coloro che versano nelle tribolazioni, nelle necessità,
nei pericoli; di coloro soprattutto che soffrono persecuzioni
e si trovano in carcere per la fede. A costoro, o Vergine, impetra
la fortezza ed affretta il sospirato giorno della giusta libertà.
Guarda con occhio benigno i nostri fratelli separati, e degnati
di unirci, Tu che hai generato Cristo ponte di unione tra Dio
e gli uomini. O tempio della luce senza ombra e senza macchia,
intercedi presso il tuo Figlio Unigenito, Mediatore della nostra
riconciliazione con il Padre, affinché conceda misericordia
alle nostre mancanze e allontani ogni dissidio tra noi, dando
agli animi nostri la gioia di amare. Al tuo Cuore Immacolato,
o Maria, raccomandiamo infine lintero genere umano; portalo
alla conoscenza dellunico e vero Salvatore Gesù
Cristo, allontana da esso i flagelli provocati dal peccato, dona
al mondo intero la pace nella verità, nella giustizia,
nella libertà e nellamore. E fa che la Chiesa tutta,
celebrando questa grande assise ecumenica, possa elevare al Dio
delle misericordie linno della lode e del ringraziamento,
linno della gioia e dellesultanza, perché
grandi cose ha operato il Signore per mezzo tuo, o clemente,
o pia, o dolce Vergine Maria.
Infine, un cenno al capitolo
VIII della Lumen Gentium, contenente tutta la dottrina ufficiale
sulla Beata Vergine. Anzitutto, Ella è definita come Colei
che nella Chiesa santa occupa, dopo Cristo, il posto più
alto e più vicino a noi. La sua funzione nelleconomia
della salvezza non fu quella di uno strumento meramente
passivo nelle mani di Dio; Ella cooperò alla salvezza
delluomo con libera fede e obbedienza, cioè
si donò senza limiti alla causa della salvezza. Quindi
il documento ricorda i due dogmi fondamentali, la Concezione
Immacolata e lAssunzione in anima e corpo, che furono i
due elementi indispensabili a che Ella fosse più
pienamente conformata col Figlio suo. La sua funzione,
ribadisce il Concilio, è materna verso gli uomini,
e in nessun modo oscura o diminuisce lunica mediazione
di Cristo, ma, anzi, ne mostra lefficacia. Ogni salutare
influsso della Beata Vergine verso gli uomini, non nasce da una
necessità, ma dal beneplacito di Dio, e sgorga dalla sovrabbondanza
dei meriti di Cristo, si fonda sulla mediazione di Lui, da essa
assolutamente dipende e attinge tutta la sua efficacia; non impedisce
minimamente limmediato contatto dei credenti con Cristo,
anzi lo facilita. Per questo la Beata Vergine è invocata
nella Chiesa con i titoli di Avvocata, Soccorritrice, Ausiliatrice,
Mediatrice. Il che però va inteso in modo che nulla detragga
o aggiunga alla dignità e alla efficacia di Cristo, unico
Mediatore. Il capitolo è davvero una sintesi completa
ed efficacissima della mariologia, e andrebbe, come daltronde
tutti i documenti del Concilio, costantemente meditato e vissuto
da quanti riconoscono in Maria non soltanto una consolante devozione
personale, ma il segno perfetto della certa speranza per il peregrinante
popolo di Dio in cammino verso la terra promessa.
Lesortazione
Signum Magnum
Il contenuto di questa bellissima
lettera non ha ancora lo spessore teologico della Marialis Cultus,
che verrà scritta sette anni dopo, ma ne anticipa lobiettivo
e i contenuti.
La Signum Magnum fu pubblicata il 13 maggio 1967, in occasione
del 50° anniversario delle apparizioni di Fatima. Le parole
di inizio ricordano il grande segno visto nel cielo
da Giovanni, e narrato nellApocalisse (12,1), la donna
vestita di sole. Nel corso della trattazione, è
evidente la preoccupazione del Papa di esporre la dottrina mariologica
in conformità allinsegnamento conciliare e al magistero
mariano dei suoi predecessori, specialmente Leone XIII e Pio
XII. Paolo VI approfondisce qui due punti della dottrina e della
devozione mariana che gli stanno particolarmente a cuore:
1) i dati biblici su Maria, ancella del Signore, Madre della
Chiesa, educatrice dellumanità redenta, esempio
della dedizione al servizio di Dio e dei fratelli;
2) il vero senso della devozione a Maria nella dottrina della
Chiesa.
Maria, scrive il Papa, è vessillo di unità e stimolo
alla perfetta fratellanza fra tutti i cristiani: possa
il suo Cuore Immacolato risplendere dinnanzi allo sguardo di
tutti i cristiani quale modello di perfetto amore verso Dio e
verso il prossimo, e indurli alla frequenza dei sacramenti.
Questa lettera costituisce un capitolo di notevole importanza
nel procedere degli studi sulla Beata Vergine, e prelude a quel
documento mariologico basilare del nostro tempo che sarà
la Marialis Cultus.
Franco Careglio OFM
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2003-5
VISITA Nr. 