MARIA NEL MAGISTERO
DELLA CHIESA - 20
LEnciclica Redemptoris
Mater
Come tutte le encicliche di
Giovanni Paolo II, la Redemptoris Mater acquista i caratteri
di un vero e proprio trattato teologico. Essa è lunica
Enciclica di Papa Wojtyla interamente dedicata allo studio sulla
funzione della Beata Vergine nelleconomia della salvezza,
e presenta unanalisi di estrema lucidità e precisione
da poter essere considerata come un documento scientifico di
irrinunciabile valore ed utilità. Infatti, oggi, uno studio
mariologico non può assolutamente prescindere dai concetti
della Redemptoris Mater. LEnciclica, pubblicata il 25 marzo
1987 in prospettiva del giubileo del Duemila, contiene una sintesi
di tutto il cammino mariologico compiuto dai documenti pontifici
precedenti, aggiungendovi però molti contenuti e introspezioni
nuove. In particolare, nella terza parte, offre un contributo
di insostituibile validità al tema, alquanto dibattuto
in quegli anni e nei successivi, della mediazione di Maria, chiarendo
efficacemente e delimitando rigorosamente la sostanza e il significato
di tale espressione.
Questa Enciclica, oltre che dagli addetti ai lavori,
dovrebbe essere conservata come libro da tavolino da tutti i
credenti, ma specialmente da quanti, ritenendosi maggiormente
devoti alla Madonna, rischiano di applicarle quegli attributi
che né la Sacra Scrittura né la riflessione teologica
che procede passo passo con linsegnamento della
Chiesa le possono assegnare. In altre parole vale sempre
la saggezza filosofica in base alla quale lamore e la devozione
sono sempre conseguenti ad una corretta conoscenza. Più
si conosce, più si ama. E la conoscenza non può
mai essere alimentata dal sentimento o dalla passionalità,
che in una materia tanto complessa e delicata come la mariologia
non possono per nessun motivo trovare spazio.
Le conseguenze di una conoscenza insufficiente o peggio assente
sono di facile intuizione. Mancando unadeguata conoscenza
biblica, si prepara il terreno alle deviazioni più madornali.
Basti pensare a quel capolavoro della fantasia dello Spirito
che è il libro dellApocalisse, enigmatico e di ardua
interpretazione, utilizzato più di ogni altro da organizzazioni
senza scrupoli per insinuare nelle anime più pure le idee
e le paure più grottesche. E il danno prodotto da tali
ridicole e ancor più losche organizzazioni è immenso,
perché usano la Parola di Dio per contrabbandare i loro
precisi e ben coperti obiettivi.
Daltronde questa non è una novità. Già
gli antichi profeti si mostravano severissimi contro quanti usavano
il nome del Signore per i loro oscuri traffici e
non si curavano del male derivante dalle loro azioni: Ezechiele
13, Amos 8,4-8, Michea 3,9-11. Ancor più facile riesce
poi lo sfruttare il sentimentalismo religioso e distribuire a
piene mani grazie e fortune di cui apparizioni e fenomeni stravaganti
sono prolifici. Di qui lindispensabile necessità,
dunque, di una migliore e seria conoscenza, che solo si può
attingere dalla frequenza ai sacramenti, dalla consuetudine attenta
e guidata con la Sacra Scrittura, dallascolto assiduo e
docile dellinsegnamento del Magistero.
La Redemptoris Mater è costituita di una introduzione
e di tre parti. Lintroduzione presenta la Vergine Maria
nella vita della Chiesa in cammino: la Chiesa procede ricalcando
litinerario compiuto dalla Vergine, la quale avanzò
nella peregrinazione della fede e serbò fedelmente la
sua unione col Figlio fino alla croce. Il Santo Padre riprende
qui le parole tanto dense ed evocatrici della costituzione Lumen
gentium (documento del Vaticano II, 21-11-1964), la quale traccia
una sintesi efficace della dottrina della Chiesa sulla Madre
di Cristo, da essa venerata come sua Madre amatissima e come
sua figura nella fede, nella speranza e nella carità.
Potrebbe quindi essere esaminata leventualità di
un giubileo in onore della nascita della Vergine. Ma non essendo
possibile individuare una data sia pure approssimativa della
nascita, è sufficiente e giusto venerare la Vergine come
Colei che fin dalla sua immacolata concezione ha preceduto la
venuta del Salvatore: infatti Maria, come insegna San Giovanni
Damasceno (650-750 ca.), illustre dottore della Chiesa, è
apparsa prima di Cristo sullorizzonte della storia della
salvezza.
Lintroduzione si sofferma quasi esclusivamente a riflettere
sullinsegnamento del Vaticano II, che in più punti
ribadisce che solo nel mistero di Cristo si chiarisce pienamente
il mistero della Vergine. Tutti i Concili, inoltre, hanno approfondito
sempre maggiormente la presenza della Vergine nelleconomia
della salvezza, a cominciare dal grande Concilio di Efeso del
431, durante il quale la verità della divina maternità
di Maria fu confermata solennemente: Maria è la Madre
di Dio (= Theotòkos), poiché per opera dello Spirito
Santo ha concepito nel suo grembo verginale e dato al mondo Gesù
Cristo, il Figlio di Dio consostanziale al Padre.
Maria nel
mistero di Cristo
La fonte sulla quale si basa
lo studio condotto nella prima parte dellEnciclica è
la Sacra Scrittura. In tre ampi paragrafi, il Papa analizza con
attenzione ed amore il cammino dellumile
fanciulla di Nazaret, dimostrando come
lamore di Dio, manifestatosi nellelezione della Vergine,
è più potente di ogni esperienza del male e del
peccato, di tutta quella inimicizia (termine della Lettera di
Paolo agli Efesini) da cui è segnata la storia dellumanità.
Maria dunque rimane un segno di sicura speranza, una conferma
cioè che nella tribolata vicenda umana non va concesso
spazio alla paura e alla disperazione. Oggi, a sedici anni da
questa Enciclica, dopo lesperienza dolorosa di tanta altra
violenza che ha insanguinato il mondo, al cristiano incombe il
dovere di continuare, nonostante tutto, a sperare: è lobbedienza
della fede, che fa lesperienza apparentemente sconvolgente
del Calvario, e per la quale luomo si abbandona liberamente
a Dio. Lobbedienza della fede trovò perfetta attuazione
in Maria: è quanto emerge dai tre paragrafi, aventi ciascuno,
come sottotitolo, un riferimento scritturistico:
1. Piena di grazia.
2. Beata colei che ha creduto.
3. Ecco tua madre.
Se mediante la fede, continua
il Santo Padre, Maria è divenuta la genitrice del Figlio
datole dal Padre nella potenza dello Spirito, conservando integra
la sua verginità, nella stessa fede Ella ha scoperto e
accolto laltra dimensione della maternità, rivelata
da Gesù durante la sua missione terrena. In altre parole
Maria è lesempio vivo e perfetto di madre terrena,
che segue con attenzione e devozione senza limiti il cammino
del Figlio, senza minimamente interferire nella sua, a lei del
tutto incomprensibile, missione umana e divina.
La maternità del tutto nuova di Maria è frutto
del nuovo amore, un amore che oltrepassa le facoltà umane
e che troverà la sua espressione piena nel sacrificio
del Calvario. Le parole che Gesù pronuncia dalla croce:
ecco tua madre, non significano soltanto laffidamento di
lei a Giovanni, ma sono rivolte a tutti i credenti: esse significano,
insegna il Papa, che la maternità della genitrice di Cristo
trova una nuova continuazione nella Chiesa e mediante la Chiesa,
simboleggiata da Giovanni, questa maternità viene responsabilmente
vissuta e offerta ad ogni credente.
Noi, in questa inafferrabile epoca nella quale violenza e odio
sembrano imperare senza misura, abbiamo una grande parola da
dire: la parola del Vangelo. E riusciremo a dirla con maggiore
chiarezza e fermezza se ci mettiamo alla scuola di Maria, se
entriamo nel mistero della sua umiltà e della sua certezza
che Dio sconfigge i potenti ed esalta gli umili. La certezza
del Vangelo, ci insegna Maria, non è mai un assenso interiore
ed inerte: è un progetto di vita nel mondo.
Noi siamo credenti operosi, e non inerti, se ci impegniamo a
vivere senza sudditanza di fronte ai potenti, aperti verso i
poveri, perché loro è il Regno di Dio, senza lambizione
della ricchezza, ma riponendo ogni fiducia nellamore, senza
seguire la logica della forza ma scegliendo il faticoso e talora
sterile cammino del dialogo.
È questo il nostro Magnificat, il nostro cantico
di redenti, poiché con Maria abbiamo assunto il pesante
e paziente compito di splendere come astri nel mondo, tenendo
alta la parola di vita (Filippesi 2,15).
Franco Careglio ofm
IMMAGINE:
Maria sorgente della vita, Anonimo sec. VVII
- Museo Onufri, Berat
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2003-9
VISITA Nr. 