ICONA DELLA NOSTRA SPIRITUALITA'


ICONA DELLA NOSTRA SPIRITUALITA'
Il Rettor Maggiore commenta la composizione in tre piani del grande dipinto dell’altare maggiore e spiega perché si deve intendere come “icona della spiritualità salesiana”.

La fisionomia spirituale di Maria è stata rappresentata nel quadro dell’altare maggiore della Basilica. La sua storia è conosciuta. Don Bosco voleva una rappresentazione artistica completa del suo pensiero sulla Chiesa, su Maria come Madre della Chiesa, della Congregazione a servizio della Chiesa. Presenta la sua idea al pittore Tommaso Lorenzone. Vuole raffigurare Maria Assunta in cielo e coronata come regina. Attorno, gli angeli... ma poi in altri cerchi e gruppi i grandi personaggi e i momenti importanti del cammino della Chiesa: gli apostoli, i martiri, i profeti, le vergini, i confessori. Si dovevano riprodurre anche avvenimenti nei quali l’intervento di Maria era apparso evidente... e anche i popoli che la invocano.
La risposta del pittore fu: per creare una simile opera ci vorrebbe una superficie grande come Piazza Castello. Il quadro finì per essere una tela di sette metri di altezza per quattro di larghezza. In quello spazio il pittore cercò di mettere l’essenziale dell’idea di Don Bosco. Quando l’ebbe finito, “si inginocchiò piangendo e dicendo che il risultato aveva superato le sue capacità” (MB 7,4).
La composizione comprende tre piani. La figura di Maria in cielo con il Bambino Gesù in braccio occupa l’asse verticale e la metà superiore del piano orizzontale. Viene ritratta come Madre di Gesù (incarnazione) e della Chiesa. Lo scettro e la corona, piuttosto che segni di potere, sono simboli di intercessione efficace e di vittoria sul male, prima in se stessa e poi nella storia umana.
Nel piano superiore si scorge il Padre raffigurato mediante un occhio e lo Spirito Santo in forma di colomba: dal Padre, attraverso lo Spirito, si diffonde su Maria un fascio di luce: è l’elezione di Dio e l’azione dello Spirito Santo che la fanno Madre di Cristo e della Chiesa. Il coro degli angeli ricorda il cielo: l’Assunzione, la sua pasqua, l’inizio del suo ruolo di Ausiliatrice. Il tutto indica anche l’origine della Chiesa e la sua relazione al mistero di Dio Trino: dal Padre, per il Figlio incarnato, nello Spirito Santo.
Il piano medio mostra la Chiesa nella storia: i dodici apostoli, più i due evangelisti che non sono apostoli, più San Paolo. È il fondamento della Chiesa (gli apostoli), il suo dinamismo nella evangelizzazione (San Paolo), la guida della Chiesa (Pietro con le chiavi) e la maternità di Maria. Tutti portano il simbolo del loro martirio, segno di donazione completa. È l’humus in cui nasce il carisma salesiano: la Chiesa, la missione apostolica, l’ardore spirituale.
Il terzo piano si sviluppa in basso e sullo sfondo. Accenna al mondo di oggi, alla basilica e a quello che attorno ad essa è avvenuto come centro di un movimento di evangelizzazione e di un servizio alla Chiesa, che si ispira alla maternità di Maria e si affida alla sua intercessione potente.
Della nostra spiritualità il quadro comunica bene l’unità fra il senso dell’iniziativa di Dio e la nostra intraprendenza pastorale. La nostra vocazione viene dal Padre e per Lui noi ci dedichiamo al lavoro educativo. Comunica bene anche il senso ecclesiale, di servizio: partecipiamo alla missione della Chiesa e lavoriamo in essa, attenti alle sue urgenze ed orientamenti. Raffigura bene pure l’impegno missionario di evangelizzazione. E anche la modalità della nostra presenza educativa: materna, protettrice, preventiva.

                                                D. Juan Edmundo Vecchi, Rettor Maggiore SDB


IMMAGINE:
Il grande quadro centrale della Basilica di Maria Ausiliatrice in Torino-Valdocco
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2001-5
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