SPOSA DEL
PADRE,
MADRE DEL FIGLIO E DELLA CHIESA
«Agloria dunque della
Vergine e a nostro conforto, Noi proclamiamo Maria Santissima
Madre della Chiesa (...) e vogliamo che con tale
titolo soavissimo dora innanzi la Vergine venga ancora
più onorata ed invocata da tutto il popolo cristiano».
Con queste parole, il 21 novembre
1964, concludendo la terza sessione del Concilio Vaticano II,
Papa Paolo VI attribuì alla Madonna il titolo di Madre
della Chiesa, illustrandone lopportunità e
lutilità con molti argomenti teologici. Nel discorso,
egli citò anche un autore del Medioevo, Ruperto di Deutz,
che nel suo Commento al libro dellApocalisse, aveva definito
la Madonna con le parole latine Portio optima, portio maxima,
portio praecipua, portio electissima. Potremmo tradurle: Maria
è la creatura più santa e più grande, unica
destinataria di una scelta straordinaria di Dio. Lautore
di questa lode mariana è, appunto, Ruperto, un monaco
benedettino vissuto a cavallo tra i secoli XI e XII. Trascorse
la vita religiosa tra Liegi, nellattuale Belgio, e la Germania.
Proprio in un monastero tedesco, a Deutz, divenne abate e scrisse
buona parte dei trattati teologici e dei commenti biblici. Come
tutti gli autentici teologi, univa la devozione allEucaristia
e al Papa, ad una squisita venerazione per la Madonna. E di Lei
parla spesso nelle sue opere. Una di esse è un capolavoro:
il Commento al Cantico dei Cantici.
Due allegorie
per il Cantico dei Cantici
Questo libro dellAntico
Testamento è, come sappiamo, una raccolta di poesie damore
tra uno sposo ed una sposa che si cercano e che esaltano la gioia
della loro unione affettuosa e tenera, con un linguaggio non
privo di delicate venature erotiche. Nulla di ciò che
è autenticamente umano è estraneo alla storia della
salvezza! Gli scrittori cristiani, sin dal III secolo, hanno
commentato volentieri questo testo della Sacra Scrittura, ravvisandone
fondamentalmente due significati allegorici. Per il primo di
essi, il Cantico dei Cantici descrive lunione tra la Chiesa
e Cristo, che, come Paolo insegna nella lettera agli Efesini,
è ben rappresentata nel sacramento del Matrimonio. 
Per altri autori, soprattutto
i grandi mistici come San Bernardo di Chiaravalle o San Giovanni
della Croce, la sposa del Cantico è lanima del credente
che aspira ad unirsi totalmente al Signore, amato come uno sposo,
per godere della dolcezza della sua presenza e del suo amplesso
spirituale. Nella storia della lettura del Cantico spicca Ruperto
perché è il primo a proporre una spiegazione mariologica
che risulta in continuità con le altre interpretazioni
e ne approfondisce il significato.
Egli scrive: La Beata
Vergine, la parte migliore del popolo antico, ebbe la gloria
di essere la sposa di Dio Padre e di diventare per questo il
tipo della novella Chiesa, sposa del Figlio di Dio e suo Figlio.
Se la Chiesa è Sposa del Figlio perché genera figli
di Dio per mezzo del Battesimo, la Madonna è la Sposa
del Padre che ha riversato, come uno Sposo, tutta la forza e
laffetto del suo amore verso la Vergine.
La Sacra
Scrittura si spiega con la Scrittura
Stabilito questo principio
esegetico, Ruperto commenta i passi del Cantico dei Cantici offrendo
considerazioni poeticamente suggestive e teologicamente convincenti.
Per esempio, le parole della sposa del Cantico Mi baci
con il bacio della sua bocca (Ct 1,1) sono riferite al
dialogo tra langelo e Maria al momento dellAnnunciazione.
«Hai udito e creduto: pregando per te, hai chiesto: Avvenga
di me; e così è avvenuto di te. Dio Padre
ti ha baciata con il bacio della sua bocca. Quale occhio ha mai
visto una cosa simile? Nel cuore di quale uomo è mai entrata?
Invece a te, o Maria, sono stati rivelati colui che ti ha baciata,
il bacio e la bocca del baciante», cioè, allude
Ruperto, il Padre, lo Spirito e il Figlio che si incarna.
Ruperto di Deutz, come tutti
i rappresentanti della teologia monastica del Medioevo, aveva
appreso dai Padri della Chiesa una regola dinterpretazione
biblica: la Scrittura si spiega con la Scrittura. Essi sono capaci
di associare tanti passi della Bibbia e scoprire la meravigliosa
unità che collega i libri ispirati. Nel nostro caso, il
versetto del Cantico che recita: Ricordando le tue mammelle,
i giusti ti amano più del vino (Ct 1,4), è
connesso allesclamazione che si leva dalla folla, come
racconta il Vangelo di Luca: Beato il ventre che ti ha
portato, o Cristo, e beate le mammelle che hai succhiato.
Spiega Ruperto: Quantunque
nel termine «mammelle» si possa correttamente individuare
un significato mistico, tuttavia questo fatto sarà per
tutti motivo di amore verso di te, perché colui che pasce
gli angeli con la dolcezza della sua visione, ha succhiato le
tue mammelle, o Vergine felice. Memori di questo evento, i giusti
ti amano più del vino, vale a dire più di tutto
quello che in questo mondo appare dolce e giocondo.
Sposa del Padre, Maria è
Madre del Figlio incarnato e della Chiesa, nata presso la Croce.
È questo un altro denso concetto teologico che trova riscontro
in unaltra opera biblica di Ruperto, il suo Commento al
Vangelo di Giovanni. Ella ha sofferto le doglie di un parto spirituale,
quando, nel dolore e nella tristezza, ha assistito Gesù
sulla Croce.
Ed ecco la conclusione ricavata
dal nostro autore: Nella passione del suo Unigenito ha
partorito la salvezza di tutti noi, certamente ella è
la madre di noi tutti. Si spiega così quel consolante
titolo Madre della Chiesa proclamato da Papa Paolo
VI, sulla scorta della teologia mariana così ben esposta
da Ruperto di Deutz.
Roberto SPATARO sdb
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Studium
Theologicum Salesianum | Gerusalemme