Le catacombe di Roma sono aree
cimiteriali sotterranee scavate nel tufo, al di fuori dellantica
cinta muraria della città. I nuclei più antichi
risalgono alla fine del II secolo. Precedentemente i cristiani
erano sepolti insieme con i pagani; quando la comunità
divenne più numerosa, fu necessario creare cimiteri collettivi.
Per risolvere il problema dello
spazio e grazie alla facilità dello scavo nel tenero tufo
sottostante la città, i sepolcreti furono realizzati con
gallerie sotterranee a più piani. Lungo le pareti sono
ricavate le tombe, dette loculi, disposte su file verticali e
destinate a contenere uno o più cadaveri; esternamente
erano chiuse da lastre di marmo o di terracotta, su cui spesso
erano incisi il nome del defunto ed il mestiere, accompagnati
da simboli cristiani.
Nel III secolo, nella sola
Roma si contavano 25 cimiteri sotterranei, alcuni dei quali erano
in possesso della Chiesa. Già dal V secolo, si cominciò
ad abbandonare la sepoltura nelle catacombe, che continuarono
comunque ad essere meta di pellegrini.
Tra il sec. VIII ed il IX,
in seguito ai saccheggi dei barbari, le reliquie dei martiri
furono traslate nelle chiese entro le mura cittadine, le catacombe
furono gradualmente abbandonate e delle sepolture si perse persino
la memoria. Furono riscoperte dal XVI secolo e cominciarono ad
essere esplorate
prima
con Antonio Bosio (1575-1629) e soprattutto con le ricerche di
Giovanni Battista de Rossi (1822-1894).
Il sepolcreto
donato da Commodilla
Le catacombe di Commodilla
si trovano non lontano dalla via Ostiense. Il nome trae origine
dalla donatrice del terreno. Vi furono sepolti, tra gli altri,
i martiri Felice e Adautto: un carme redatto da Papa Damaso (305-387)
ci informa che questi due martiri erano fratelli ed entrambi
sacerdoti.La zona dove era posto il sepolcro dei martiri, in
una piccola basilica sotterranea, fu ricavata in unantica
cava di pozzolana.
Dallanalisi dei reperti
e dalle caratteristiche si è indotti a datare luso
di questa catacomba agli inizi del IV secolo, ma forse la cava
di pozzolana fu utilizzata in parte come luogo di sepoltura già
prima della chiusura. Le catacombe furono usate fino al VI secolo.
La catacomba è famosa
per le numerose opere che la decorano e, in particolare, per
un affresco che segna la tomba di una certa Turtura: vi è
raffigurata una Madonna con Bambino, seduta su uno scranno prezioso,
affiancata dalle figure dei due santi Felice e Adautto e della
defunta Turtura.
Accanto
a lei due sacerdoti martiri
Lopera risale al VI secolo
ed è significativa dellarte romana del primo Medioevo
dove si possono cogliere gli ultimi bagliori dellantica
pittura. Una ieratica Madonna, in visione frontale, siede placida
su un trono rivestito di lastre doro e tempestato di pietre
preziose; tiene stretto a sé il piccolo Gesù, seduto
in grembo, quasi a sottolineare la sua divina maternità.
I santi Felice ed Adautto affiancano
Maria, rigidi come due accoliti; il capo è circondato
da un ampio nimbo e sono rivestiti di una tunica clavata (con
due strisce color porpora) e di una toga bianca leggermente chiaroscurata,
indumenti che conferiscono loro importanza e dignità.
Turtura è presentata alla Vergine dal martire Felice e
regge tra le mani un oggetto indefinibile, forse un cero, avvolto
da un candido mantile.
La figura della Vergine non
ha volume; sul vestito deteriorato è annullato ogni effetto
chiaroscurale; la predella su cui poggia i piedi, presenta un
primitivo tentativo di prospettiva, in modo da dare consistenza
spaziale al trono. Le immagini sono di evidente derivazione bizantina
e specialmente i due santi, si possono accostare alle analoghe
raffigurazioni nella basilica ravennate di SantApollinare
nuovo.
Natale Maffioli SDB