Un
documento del XIII secolo redatto da Cono, un canonico della
cattedrale di Losanna, in Svizzera, riporta un grazioso avvenimento.
Il vescovo Amedeo, vissuto centanni prima, aveva scritto
otto omelie in onore della Vergine Maria. Le aveva inviate a
sua sorella, monaca di clausura, che, dopo averle lette, le ritornò
al fratello unendovi un guanto di lana. Era una reliquia preziosa:
apparteneva alla Madonna che, con quel dono, mostrava il suo
apprezzamento per le omelie di Amedeo.
Questo episodio
leggendario conferma la grande stima in cui erano tenute le omelie
del vescovo svizzero: nella cattedrale, erano lette durante lufficio
liturgico del sabato, giorno della settimana dedicato a Maria.
Dopo la prima,
che serve da introduzione, le altre sette presentano ciascuna
i doni dello Spirito Santo, mettendoli in relazione con Maria,
per dimostrare che lei li ha posseduti in grado eccelso. Amedeo
li elenca in ordine inverso a quello a noi noto: timor di Dio,
pietà, scienza, forza, consiglio, intelligenza e sapienza.
Nella quinta omelia, per esempio, lautore spiega che ai
piedi della Croce la Madonna manifestò la sua forza sopportando
il martirio del cuore.
Avvalora, così,
un principio teologico di rilievo: tra la Madonna e lo Spirito
Santo sussiste una relazione privilegiata. Doni e virtù
dello Spirito Santo hanno arricchito lanima di lei al punto
che come avrebbe spiegato secoli dopo il teologo salesiano
Domenico Bertetto tra la Terza Persona della Trinità
e la Vergine di Nazareth vi è una perfetta sinergia:
operano sempre e soltanto in perfetta
armonia.
La Madonna
è il capolavoro dello Spirito Santo e noi, guardando alla
santità impareggiabile di Maria, possiamo comprendere
i beni che Egli elargisce e le perfezioni che sa compiere.
La Vergine
mediatrice di quanti la implorano
Amedeo, prima
di diventare vescovo, era stato monaco cistercense, discepolo
di San Bernardo che, in fatto di devozione mariana, aveva fatto
scuola. Da lui, Amedeo aveva appreso molto. Già il grande
abate di Chiaravalle aveva affermato: Cera necessità
di un mediatore per raggiungere questo Mediatore, cioè
Cristo: né altro per noi era più utile di Maria.
E a proposito
di Maria mediatrice, Amedeo esclama con sincero afflato lirico:
Ai suoi piedi si prostrano anche quelli che hanno lanimo
amareggiato, i tristi, gli indigenti, gli afflitti, i desolati,
i debitori, e anche coloro che vivono nel disonore. Di questi
e di tutti coloro che implorano dal fondo di qualsiasi tribolazione
ella accoglie volentieri le preghiere e, supplicando il Figlio,
allontana misericordiosamente ogni male da loro.
Questa funzione
mediatrice è estesa al popolo ebraico. Nel secolo XII
i rapporti tra cristiani ed Ebrei erano spesso tesi e gli uni
accusavano gli altri di empietà. Amedeo si sottrae a questa
polemica e sottolinea unaltra consolante verità:
la Madonna, ebrea per nascita, sotto la Croce ha pregato per
il suo popolo. Scrive nella quinta omelia: Vedendoli, infatti
alle soglie della morte eterna, ella non li ritenne degni né
di odio né di disprezzo, bensì del suo massimo
affetto, delle sue abbondanti lacrime e della sua profonda pietà.
Perciò,
in comunione con la carità di Gesù, come lo era
con la sua Croce, ella si mise a pregare per loro. Possono
rimanere inascoltate le suppliche della Madre di Dio? Questa
prospettiva aperta dallintuizione originale di Amedeo di
Losanna non può che illuminare lattuale dialogo
interreligioso tra Ebrei e Chiesa Cattolica. Gli Ebrei stessi
sarebbero contenti di leggere le omelie di questo vescovo, tra
laltro dichiarato beato, perché egli valorizza gli
scritti dellAntico Testamento in cui ravvisa delle prefigurazioni
della Madonna.
Ad esempio,
lurna doro che nellantico Tempio di Gerusalemme
custodiva reliquie della manna inviata da Dio nel deserto, per
Amedeo è un simbolo di Maria: Questa urna conteneva
la manna nascosta, perché ella ha portato nel suo utero
sacrosanto il pane degli angeli che discende dal Cielo e dà
vita al mondo.
Per il cielo,
venerabile per il mondo, amabile
La Madonna
svolge la sua missione mediatrice in Cielo dove è stata
assunta pienamente, con il corpo e lanima. Amedeo di Losanna
è uno degli autori che testimonia questa convinzione che
progressivamente è stata compresa dalla Chiesa.
Nel 1950, papa
Pio XII, nella bolla Munificentissimus Deus, proclamò
questo dogma e, tra gli insigni dottori che nomina per mostrarne
la fondatezza, cita proprio Amedeo di Losanna, secondo il quale,
questo privilegio mariano era esigito dalla santità eccelsa
della Madonna e dalla verginità perpetua del suo corpo.
Sempre Papa Pio XII volle istituire la festa liturgica della
Regalità di Maria, che coglie un altro aspetto della sua
glorificazione in cielo.
Ed è
sempre Amedeo di Losanna che spiega in che cosa consiste la regalità
della Madonna: Con la gloria il tuo Figlio ti ha concesso
la signoria del cielo, con la misericordia la regalità
del mondo, con la potenza il dominio sullinferno. Tutte
le creature, sebbene con sentimenti diversi, rispondono dunque
alla tua così grande e ineffabile gloria: gli angeli con
lonore, gli uomini con lamore, i demoni con il timore.
È un
insegnamento, questo, da ricordare quando anche noi, recitando
il quinto mistero glorioso del Rosario, meditiamo sulla regalità
universale della Madonna: per il cielo sei venerabile;
per il mondo, amabile; per linferno, terribile.
Roberto SPATARO sdb
E-mail: silvaestudiosus@libero.it
Studium
Theologicum Salesianum | Gerusalemme