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STUDI MARIANI | MARIA e i PADRI della
CHIESA:
GIROLAMO E LA VERGINITA'
DI MARIA
Entrando in alcune chiese antiche,
ci può accadere di osservare una tela che raffiguri un
santo, dal volto emaciato, per i digiuni e le penitenze, che
medita sulla morte, simboleggiata da un teschio, a contatto con
i libri sacri della Scrittura, ai quali mostra di applicarsi
con diligenza. Non cè dubbio: si tratta di San Girolamo,
vissuto nel IV secolo.
È uno dei grandi Padri
e Dottori della Chiesa che si distinse per un notevole merito:
tradusse tutta la Bibbia dalle lingue originali (ebraico e greco)
in latino, che ai suoi tempi i cristiani, che vivevano in molti
dei Paesi che oggi chiamiamo Europa occidentale e Nord Africa,
capivano.
Verginità
e matrimonio
San Girolamo, da giovane, a
Roma, trascorreva molto tempo a spiegare la Bibbia ad un circolo
di donne, vedove e ragazze, che erano attratte da un ideale:
la verginità. Egli era uno straordinario direttore spirituale
e così, per suo suggerimento, non poche di esse lasciarono
del tutto la vita mondana per partire per la Terra Santa e vivere,
sempre con la guida di Girolamo, in alcuni monasteri, a quel
tempo celeberrimi.
Non mancarono le malelingue
che accusavano il nostro santo di aver plagiato quelle splendide
ragazze e le loro madri instillando in loro unidea dannosa:
la superiorità della verginità sul matrimonio.
Per sostenere la loro posizione, questi criticoni adoperarono
un argomento che provocò la reazione
veemente
di Girolamo, il quale, a dire la verità, non impiegava
molto tempo per scaldarsi e rendere pan per
focaccia ai suoi avversari. Costoro dicevano che la verginità
non aveva uno speciale valore tanto è vero che anche la
Madonna concepì sì verginalmente il Signore, ma
poi, come qualsiasi altra donna, ebbe altri figli, nati dal matrimonio
con Giuseppe.
Tra i detrattori della verginità
della Madonna non mancavano teologi di un certo valore, come
un certo Elvidio. Il nostro Girolamo gli dedicò un trattato
che rimane ancora oggi un capolavoro per illustrare il fondamento
storico-biblico della verginità della Madonna, checché
ne dicano certi evangelici o testimoni di Geova, che ripetono,
un po come pappagalli quello che sentono dai loro pastori,
ma che non hanno mai letto le spiegazioni dei Padri della Chiesa.
Elvidio, gongolante, faceva notare che il Vangelo gli dava ragione:
Prima di avere rapporti, fu trovata incinta per opera dello
Spirito Santo (Mt 1,18), cioè affermava
la Madonna ebbe rapporti coniugali dopo il concepimento.
Girolamo, con ironia e acutezza,
scrive: La preposizione «prima», benché
sovente indichi una conseguenza, a volte, invece mostra solo
le cose che si pensavano antecedentemente. Come se uno non potesse
dire, prima di pranzo ho preso la nave per lAfrica. Oppure,
Elvidio, prima di pentirsi, è stato colto dalla morte.
La conclusione che Girolamo ricava è chiarissima: Quando
levangelista afferma: «prima di avere rapporti»,
vuole intendere che il tempo delle nozze è vicino e che
le cose sono arrivate al punto tale che colei che prima era considerata
sposa stava per diventare moglie.
Non lo crediamo
perché non lo leggiamo
Girolamo era un e­sperto
nella conoscenza del mondo semitico, cioè il mondo in
cui è nata la Bibbia ed è vissuto il Signore. Era
a contatto con i rabbini, aveva imparato benissimo la lingua
ebraica e, soprattutto, trascorse molti anni della sua vita di
asceta e studioso a Betlemme.
Non ha perciò difficoltà
a controbattere lobiezione di coloro che negano la verginità
perpetua della Madonna adducendo come argomento il termine primogenito:
Diede alla luce il suo figlio primogenito (Lc 2,7),
sentiamo proclamare solennemente durante la Messa della notte
di Natale. In base a questo passo annota Girolamo
alcuni perversamente sospettano che Maria abbia avuto
altri figli, sostenendo che un figlio non si chiama primogenito
se non ha dei fratelli.
Invece le divine Scritture
sogliono chiamare primogenito qualcuno non perché seguono
dei fratelli, ma perché è nato per primo.
Sono questi solo alcuni degli argomenti che Girolamo propone
per smontare una ad una le idee sbagliate di Elvidio e di tutti
i denigratori della verginità di Maria Santissima. Essi
si riassumono in un principio così formulato dallo stesso
Girolamo:
Che Dio
sia nato da una Vergine, lo crediamo perché lo leggiamo.
Che Maria abbia consumato
il matrimonio dopo il parto, non lo crediamo perché non
lo leggiamo.
La verginità perpetua
di Maria, così profondamente dimostrata dai Padri sulla
base delle Scritture, è diventata parte integrante della
fede della Chiesa: fu proclamata solennemente in un Sinodo tenuto
a Roma nel 649, presieduto dal Papa del tempo e, poi, costantemente
riproposta dai Sommi Pontefici. Il Catechismo della Chiesa Cattolica
ne parla diffusamente (numeri 496-507).
Giustamente, San Girolamo,
dopo aver esposto degli argomenti che rendono questo articolo
della fede
ragionevole
e inoppugnabile, invita ad assumere un atteggiamento di contemplazione
e di gratitudine a Dio per così grande meraviglia:
La santa Vergine Maria,
la beata Maria, madre e vergine, vergine prima del parto e vergine
dopo il parto! Io sono nello stupore, perché un vergine
è nato da una Vergine, e dopo la nascita del vergine,
la madre è rimasta vergine.
Ciò
che era nascosto ora è palese
Come si accennava, Girolamo
ha tradotto tutto lAntico Testamento e ne ha commentato
molti libri. Si accorge perciò che i libri dellAntica
Alleanza parlano della Madonna attraverso delle immagini delicate
e simboliche che rimangono non comprensibili se non sono applicate
alla vita e alla santità della Vergine Maria. Girolamo
riassunse questo modo di interpretare la Bibbia nelle parole
latine:
Quod in vetere latet, in Novo patet,
che vuol dire: Ciò che nellAntico Testamento
rimane nascosto, nel Nuovo viene alla luce.
Per esempio, il profeta Ezechiele
aveva predetto che la porta orientale del Tempio di Gerusalemme
doveva rimanere chiusa per far passare il Messia. Questo passo,
in sé oscuro, si illumina di significato se applicato
alla Madonna: Soltanto Cristo ha aperto le porte chiuse
della vulva verginale, le quali tuttavia continuarono a rimanere
chiuse.
Questa è la porta orientale
chiusa, attraverso cui solo il pontefice entra ed esce e che
nondimeno è sempre chiusa. Non cè da
meravigliarsi: come il Sommo Poeta dice, la Madonna è
termine fisso deterno consiglio, cioè
da sempre conosciuta ed amata da Dio, che, pertanto, ispirando
gli autori sacri dei libri dellAntico Testamento, li mosse
a parlare profeticamente di Lei.
Vivendo per tanti anni a Betlemme,
che, ai suoi tempi non era molto cambiata rispetto a quelli di
Gesù, San Girolamo non può non rendersi conto di
una delle eccellenti virtù che contraddistinguono la santità
di Maria: la sua povertà e così dice in unomelia
pronunciata a Natale:
Chiunque
è povero si consoli: Giuseppe e Maria, la Madre del Signore,
non avevano un servitore o unancella. Vennero soli da Nazareth.
Non avevano una bestia da soma. Loro stessi sono signori e servi
nello stesso tempo. Quale novità! Entrano nellalbergo,
non nella città: infatti la loro timida povertà
non osava accostarsi ai ricchi. Ammirate la grandezza della povertà:
vanno allalbergo.
Già, la Madonna, tanto
umile sulla terra, tanto grande nel Cielo! Da lì esercita
la sua funzione mediatrice di grazia per ciascuno di noi, come
ci piace ricordare alla conclusione della presentazione del pensiero
mariologico di San Girolamo.
Roberto
SPATARO SDB
E-mail: silvaestudiosus@libero.it
Studium Theologicum Salesianum | Gerusalemme

IMMAGINI:
1 San Girolamo difese
strenuamente la verginità di Maria, smontando le false
tesi di coloro che sostenevano che Maria avesse avuto altri figli.
2 San Girolamo, (1605)
Caravaggio, Montserrat, Barcellona. | Girolamo si accorge che i testi dellAntico
Testamento contengono già i primi accenni alla figura
della Madre del Salvatore e ne mette in mostra tutta la ricchezza
simbolica.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2008 - 6
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