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     STUDI MARIANI:
  LE TENEBRE E LA LUCE DI QUEL 1917

La Lettera del Papa

Il 6 aprile del 1917, anche a seguito dei continui attacchi sottomarini al traffico mercantile in Atlantico, pure gli Stati Uniti d’America dichiarano guerra alla Germania. Nel frattempo le truppe tedesche registrano una vittoria sui Russi a Stokod. In quel momento è Pontefice Benedetto XV (Giacomo Della Chiesa, 1854-1922), eletto il 3 settembre 1914. Questi, visto l’estendersi della I guerra mondiale (scoppiata in Europa nel 1914), decide di invitare tutti i cattolici ad unirsi in una crociata di preghiera per ottenere dal Signore il dono della pace attraverso l’intercessione della Madonna. Lo fa con una Lettera indirizzata al cardinale Pietro Gasparri (1852-1934), Segretario di Stato.

Consacrazione delle famiglie al Cuore di Gesù

Benedetto XV così scrive: “Signor Cardinale, il 27 aprile 1915, con la Lettera diretta al rev. P. Crawley-Boevey, Noi estendemmo a tutti coloro i quali consacrassero la loro casa al Sacratissimo Cuore di Gesù, le Indulgenze due anni prima concesse per tale atto di pietà dal Nostro Predecessore Pio X, di venerata e santa memoria, alle famiglie della Repubblica Cilena.

Ci arrideva allora, vivida e serena, la speranza che il Divin Redentore, chiamato a regnare visibilmente nei focolari domestici, vi diffondesse gl’infiniti tesori di mitezza e di umiltà del Suo Cuore amatissimo e preparasse tutti gli animi ad accogliere il paterno invito alla pace, che Ci proponevamo d’indirizzare nel Suo Augusto Nome ai popoli belligeranti ed ai loro Capi nel primo anniversario dello scoppio dell’attuale terribile guerra. L’ardore con cui le famiglie cristiane, ed anche i soldati dei vari eserciti combattenti, offrirono da quel giorno a Gesù l’omaggio di amorosa sudditanza tanto accetto al Suo Cuore Divino, accrebbe la Nostra speranza e Ci confortò a levare più alto il paterno grido di pace.

Indicammo allora ai popoli l’unica via per comporre – con onore e con beneficio di ciascuno di essi – i loro dissidi e, tracciando le basi sulle quali dovrà posare, per essere duraturo, il futuro assetto degli Stati, li scongiurammo, in nome di Dio e dell’umanità, ad abbandonare i propositi di mutua distruzione e addivenire ad un giusto ed equo accordo”.

“la Nostra voce rimase inascoltata...”

Prosegue Benedetto XV: “Ma la Nostra voce affannosa, invocante la cessazione dell’immane conflitto, suicidio dell’Europa civile, quel giorno ed in appresso rimase inascoltata! Parve che salisse ancor più la fosca marea di odi dilagante tra le Nazioni belligeranti, e la guerra, travolgendo nel suo spaventevole turbine altri Paesi, moltiplicò le rovine e le stragi.
Eppure, non venne meno la Nostra fiducia! Ella lo sa, Signor Cardinale, che ha vissuto e vive con Noi nell’ansiosa attesa della sospirata pace. Nell’inesprimibile strazio dell’animo Nostro e tra le lagrime amarissime, che versiamo sugli atroci dolori accumulati sopra i popoli combattenti da questa orribile procella, noi amiamo sperare ormai non più lontano l’auspicato giorno, nel quale tutti gli uomini, figli del medesimo Padre Celeste, torneranno a considerarsi fratelli. Le sofferenze dei popoli, divenute pressoché insopportabili, hanno reso più acuto e intenso il generale desiderio di pace. Faccia il Divin Redentore, nell’infinita bontà del Suo Cuore, che anche negli animi dei governanti prevalgano i consigli di mitezza, e che, consci della propria responsabilità innanzi a Dio ed innanzi all’umanità, essi non resistano più oltre alla voce dei popoli invocante la pace!”.

L’affidamento alla Madonna

La Lettera di Benedetto XV affronta infine il tema dell’affidamento alla Madonna: «A tal fine salga a Gesù, più frequente, umile e fiduciosa, specialmente nel mese dedicato al Suo Cuore Santissimo, la preghiera della misera umana famiglia e Ne implori la cessazione del terribile flagello. Si purifichi ciascuno più spesso nel salutare lavacro della sacramentale Confessione, e all’amatissimo Cuore di Gesù, congiunto al suo nella Santa Comunione, porga con affettuosa insistenza le sue suppliche. E poiché tutte le grazie, che l’Autore d’ogni bene si degna compartire ai poveri discendenti di Adamo, vengono, per amorevole consiglio della sua Divina Provvidenza, dispensate per le mani della Vergine Santissima, Noi vogliamo che alla Gran Madre di Dio in quest’ora tremenda più che mai si volga viva e fidente la domanda dei Suoi afflittissimi figli. Diamo, quindi, a Lei, Signor Cardinale, l’incarico di far conoscere a tutti i Vescovi del mondo il Nostro ardente desiderio che si ricorra al Cuore di Gesù, trono di grazie, e che a questo trono si ricorra per mezzo di Maria.

Al quale scopo Noi ordiniamo che, a cominciare dal primo dì del prossimo mese di giugno, resti fissata nelle Litanie Lauretane l’invocazione “Regina pacis, ora pro nobis”, che agli Ordinari permettemmo di aggiungervi temporaneamente col Decreto della Sacra Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari in data del 16 novembre 1915.

Si levi, pertanto, verso Maria, che è Madre di misericordia ed onnipotente per grazia, da ogni angolo della terra, nei tempi maestosi e nelle più piccole cappelle, dalle regge e dalle ricche magioni dei più grandi come dai più poveri tuguri, ove alberghi un’anima fedele, dai campi e dai mari insanguinati, la pia, devota invocazione e porti a Lei l’angoscioso grido delle madri e delle spose, il gemito dei bimbi innocenti, il sospiro di tutti i cuori bennati: muova la Sua tenera e benignissima sollecitudine ad ottenere al mondo sconvolto la bramata pace e ricordi, poi, ai secoli venturi l’efficacia della Sua intercessione e la grandezza del beneficio da Lei compartitoci.
Con questa fiducia nel cuore, Noi imploriamo da Dio su tutti i popoli, che abbracciamo con eguale affetto, le più elette grazie ed impartiamo a Lei, Signor Cardinale, e a tutti i figli Nostri la Benedizione Apostolica».
                                               Dal Vaticano, 5 maggio 1917.
                                                   
 Benedictus PP. XV.

Gli eventi di guerra e di pace

Il 12 maggio del 1917 si scatena la decima battaglia dell’Isonzo. Durerà fino al 28 dello stesso mese. Sono ore di sangue. Ma il 13 maggio, sempre del 1917, si registra un fatto di luce. In Portogallo, presso la Cova (Conca) di Iria, non lontana dal villaggio di Fatima (nel territorio del comune di Villa Nova de Ourém, distretto di Leiria) appare la Vergine Maria. Ella si presenta a tre ragazzi di umili ma non misere famiglie di Aljustrel: Lucia di Gesù Santos (di 10 anni), Francesco Marto (di 9) e a Giacinta Marto, sua sorellina (di 7), che stanno badando a un piccolo gregge.

A questi veggenti, fra l’aprile e l’ottobre del 1916, era apparso per tre volte un Angelo, ma ora l’incontro (primo di altri appuntamenti) è direttamente con la Madre di Dio. La Madonna, il 13 luglio del 1917, promette la fine della guerra in corso, ma specifica: se i peccatori non cesseranno di offendere il Signore ne incomincerà un’altra peggiore.
Qualcuno deriderà quanto avvenuto a Fatima, dimenticando però un fatto: non sarà la Chiesa a parlare per prima delle apparizioni mariane in Portogallo, ma piuttosto sarà un quotidiano laicista di Lisbona, O Século, il 15 ottobre del 1917.

L’offertorio dei buoni

Non saranno comunque solo i tre pastorelli di Fatima ad accettare di percorrere l’itinerario di preghiera e sacrificio indicato dalla Vergine. Altre anime, nello stesso momento, cercheranno anch’esse di fare la volontà di Dio nel quotidiano.

Ad esempio, è interessante ricordare che proprio il 20 maggio del 1917, a Torino, tre donne di profondo spirito cristiano, cominciano ad attuare una “silenziosa rivoluzione”: Maria Verzotti, commessa di macelleria, Francesca Riccardi, impiegata, e Luigina Carpanera, cassiera di libreria, guidate da un salesiano, il beato Filippo Rinaldi (1856-1931), si impegnano a diventare “Figlie di Maria Ausiliatrice nel secolo”. È la nascita di quello che sarebbe poi diventato l’Istituto Secolare delle Volontarie di Don Bosco (VDB).

Un insegnamento chiaro

Quando scoppierà la II guerra mondiale (l’invasione tedesca della Polonia del 1º settembre 1939 ne segna la data d’inizio), saranno in molti ad accorgersi che la tragedia in atto stava assumendo aspetti più terribili della precedente.

E a vari fedeli torneranno in mente le parole della Vergine in Portogallo. Non sarà difficile constatare che la preghiera della Chiesa, guidata da Benedetto XV, era stata esaudita (la I guerra mondiale si era conclusa l’anno successivo al 1917), e che si era pure realizzato l’avvertimento di Maria su un nuovo conflitto nel caso di un persistere di offese al Signore.

Nell’ora delle tenebre, e nel successivo periodo della ricostruzione, sarà ormai acquisito un fatto: le apparizioni mariane non sono eventi da collocare sul piano di una superficiale, transitoria, consolazione umana, ma sono piuttosto dei memento che riconducono a una precisa Parola: quella di Dio. Venata dall’amore. Rispettosa della libertà umana. Ma anche terribilmente chiara nel suo insegnamento.

                                                                          Pier Luigi Guiducci    


 IMMAGINI:
Papa Benedetto XV (1914-1922).
© Antonio Saglia / Il Sacro Cuore di Gesù venne ardentemente invocato dal Papa affinché anche negli animi dei governanti prevalesse la mitezza e la bontà. Ma gli interessi delle banche e le mire della Massoneria resero l’Europa una macelleria di carne umana.
La guerra venne definita dal Papa Benedetto XV il suicidio dell’Europa civile.
4  La Russia, nonostante la sua fede e la sua profonda devozione alla Vergine, sarà travolta dal turbine comunista e diventerà n qualche decennio una minaccia alla pace e all’Europa.

           RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2007 - 10  
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