La devozione mariana
nella prospettiva di D. Bosco
LA PEDAGOGIA MARIANA
DI DON BOSCO
Lapostolo di
Maria
Nel 1868, in
occasione dellinaugurazione del Santuario di Maria Ausiliatrice,
Don Bosco scrive e diffonde un fascicolo intitolato Maraviglie
della Madre di Dio invocata sotto il titolo di Maria Ausiliatrice.1
Nel testo è maggiormente sottolineata la dimensione ecclesiale,
sulla quale si va sempre più orientando lo sguardo del
Santo e le sue preoccupazioni educative e missionarie.
I titoli di Immacolata e di Ausiliatrice nel contesto ecclesiale
del tempo evocavano il grande scontro tra Chiesa
e società liberale. Si faceva una lettura religiosa degli
eventi politici e sociali, sulla linea della reazione cattolica
allincredulità, al liberalismo anticlericale, alla
scristianizzazione.
Tra le mura
dellOratorio, però, la devozione allImmacolata
e allAusiliatrice non ha questi toni, pur
aprendosi ad una coscienza
ecclesiale e missionaria: «Il bisogno oggi sentito di invocare
Maria non è particolare, ma generale; non sono più
tiepidi da infervorare, peccatori da convertire, innocenti da
conservare. Queste cose sono sempre utili in ogni luogo, presso
qualsiasi persona. Ma è la stessa Chiesa Cattolica che
è assalita. È assalita nelle sue funzioni, nelle
sue sacre istituzioni, nel suo Capo, nella sua dottrina, nella
sua disciplina; è assalita come Chiesa Cattolica, come
centro della verità, come maestra di tutti i fedeli».2
In questa direzione
Don Bosco orientava la preghiera e linvocazione mariana,
anche se, per i suoi ragazzi e per il popolo, continuava a sottolineare
prevalentemente la dimensione spirituale e apostolica della pietà
mariana. Infatti, la pratica del mese di maggio e delle varie
devozioni mariane era da lui presentata con questi obiettivi:
* determinare nei giovani
la decisione di un maggior impegno nel proprio dovere,
* nellesercizio
delle virtù,
* nellardore ascetico
(mortificazioni in onore di Maria),
* in una carità
operativa,
* e in una generosa
azione di apostolato tra i compagni.
Leducazione
evangelizzante
Don Bosco tende,
dunque, ad assegnare a Maria Immacolata e Ausiliatrice un ruolo
determinante nellopera educativa e formativa dei cuori
e delle menti e a valorizzare, nel clima del grande fervore mariano
del suo tempo, gli esercizi virtuosi e le pratiche devote per
condurre una vita di purificazione dal peccato e dallaffetto
ad esso e di crescente totalità di dono di sé a
Dio.
Già precedentemente, nel Giovane Provveduto (1847), il
santo presentava linvocazione di Maria come mezzo efficace
per il superamento delle tentazioni: «Un sostegno grande
per voi, miei figliuoli, è la divozione a Maria Santissima
... Tre grazie in modo particolare le dovrete immediatamente
chiedere, le quali sono di assoluto bisogno a tutti, ma specialmente
a voi che vi trovate in giovanile età.
La prima è
quella di non commettere mai peccato mortale in vita vostra.
Questa grazia voglio che pretendiate a qualunque costo dallintercessione
di Maria. Sapete che cosa voglia dire cadere in peccato mortale?
La seconda
grazia che chiedere dovrete è di conservare la santa e
preziosa virtù della purità.
Quindi nasce la necessità della terza grazia ed è
quella appunto di fuggire i cattivi compagni. Felici voi, o miei
figliuoli, se fuggirete la compagnia de malvagi».3
Nel libretto
del 1868 (Maraviglie della gran Madre di Dio invocata sotto il
titolo di Maria Ausiliatrice), come dicevamo, lo sguardo di Don
Bosco si allarga anche su altri aspetti della vita cristiana:
Maria, è presentata:
* come il modello dellunione
perfetta con Dio nellAnnunciazione;4
* come esempio di azione
santificatrice verso il prossimo nella Visita a Santa Elisabetta
(santificare nel servizio);5
* come maestra di tenera,
misericordiosa, sollecita, diligente attenzione alle necessità
dei fratelli nelle nozze di Cana;6
* e come madre dei credenti
tra i dolori del Calvario.7
Ma laccento
è posto soprattutto sul fatto che Maria favorisce chi
lavora per la fede.8
Dunque: lotta contro il peccato e orientamento a Dio, santificazione
di sé e del prossimo, servizio di carità, forza
nel portare la croce e impegno missionario nella Chiesa e nel
mondo. Sono questi i tratti salienti di una devozione mariana
che ha ben poco di devozionalistico e di sentimentale, nonostante
il clima dellepoca e i gusti popolari che, comunque, Don
Bosco valorizza.
Dio al centro
della vita
Riflettiamo
ora sul significato spirituale di questa prospettiva. Don Bosco
sapeva che il precetto di Amare Dio sopra ogni cosa
significa, innanzitutto, convertirsi in profondità e consegnarsi
totalmente a Lui (usava frequentemente espressioni come: è
necessario darsi a Dio per tempo; darsi
totalmente e senza
riserve a Dio).
Insegnava che
si deve vivere il proprio Battesimo giorno per giorno, facendo
un lavoro costante e profondo di sradicamento dallegoismo,
di morte al proprio orgoglio, di purificazione delle intenzioni
che ci guidano nellazione, in un amore di carità
che gioiosamente si consegna a Dio.
Lo aveva imparato
facendo gli esercizi spirituali nello spirito di SantIgnazio
di Loyola, e lo aveva assimilato dal suo santo preferito, Francesco
di Sales, maestro di carità gioiosa: il quale insegna
che la vita è veramente devota quando, trasfigurata
dalla carità, non misura quanto dà, fa tutto con
gioia, con ardore, con libertà di spirito, con generosità
e facilità, con amorevolezza e brio.
Come si vede, questa è una prospettiva che richiede conversione
decisa, costantemente ripetuta: un sì radicale detto a
Dio, nella conformazione al Cristo obbediente e crocifisso, capace
di ribaltare il no detto un giorno dai nostri progenitori nel
giardino dellEden.
Un cuore che
ripete esistenzialmente, vitalmente, la stessa risposta di Maria:
«Eccomi. Sono la serva del Signore: si compia di me secondo
la tua parola». La stessa risposta di Cristo al Padre:
«Io ho detto: eccomi, manda me».
Tale generoso atteggiamento di offerta lo vediamo in Don Bosco,
lo cogliamo nei giovani da lui formati alla santità, come
Domenico Savio, ma è latteggiamento fondante di
ogni forma di santità cristiana nella storia.
I veri credenti,
i santi operando questa conversione di mentalità,
mettendo in Dio il proprio centro di unificazione interiore (spirituale
e psicologico) vengono rigenerati dalla carità
e vedono tutto da un punto di vista diverso e nuovo: sono uomini
nuovi nel Cristo e in Maria. In loro, a ben guardare, la devozione
mariana, anche nelle sfumature della sensibilità ottocentesca
affettuosa, romantica, fervida e zelante , ha questa
radice e porta a questeffetto di conversione totale, di
Battesimo fatto proprio fino alle ultime conseguenze.
Nella vita
e nella spiritualità di Don Bosco, dunque, Maria è
una presenza che stimola un cammino di santità. Una presenza
da lui percepita nella fede, una presenza operativa: colei che
lo ha accompagnato, sostenuto, guidato, e incoraggiato nel suo
cammino di conformazione a Gesù; colei che sostiene la
Chiesa nella sua missione e che accompagna, consola, conforta
e guarisce i credenti che si sforzano di vivere una devozione
non separata dalla conversione del cuore e dallimpegno
di vita cristiano.
Ed è
una presenza che stimola a vivere consapevolmente sotto gli occhi
di Dio, in tensione di dono totale. Così Don Bosco la
proponeva ai suoi giovani, ai collaboratori e agli amici, come
vediamo anche da questa breve invocazione da lui scritta ai piedi
di una sua fotografia mandata agli amici nel 1878:
Al pensier
di Dio presente
fa che il labbro, il cuor, la mente
di virtù seguan la via
o gran Vergine Maria.
Sac. Gio Bosco
1 G.
Bosco, Maraviglie della Madre di Dio invocata sotto il titolo
di Maria Ausiliatrice, Torino, Tip. dellOratorio di San
Francesco di Sales 1868.
2 Ivi, p. 7.
3 G. Bosco, Il giovane provveduto, pp. 51-54.
4 G. Bosco, Maraviglie, pp. 20-25.
5 Ivi, pp. 25-26.
6 Ivi, pp. 31-37.
7 Ivi, pp. 37-41.
8 Ivi, pp. 55-61.
(2 continua) Aldo Giraudo sdb
IMMAGINI:
1 Maria indica a Don
Bosco il luogo dove costruire la Basilica in suo onore.
2 ll sogno dei nove anni
segnerà la vita di Giovannino Bosco. Da allora, la Vergine
Maria sarà sempre riferimento educativo della sua opera.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2007 - 2
VISITA Nr.
