DON BOSCO, UN EDUCATORE
MARIANO:
La devozione mariana nella prospettiva di D.
Bosco
Don
Bosco, come tutti i santi della Chiesa, ha vissuto unintensa
pietà mariana e ha ritenuto la devozione a Maria uno dei
cardini spirituali nella vita dei cristiani. Quali sono gli aspetti
che qualificano e caratterizzano la devozione mariana vissuta
e propagata da Don Bosco? Che riflessi
possono
avere sulla nostra vita?
La formazione
mariana di Don Bosco
Maria è
presente nella vita di Don Bosco fin dai suoi primi anni di vita.
Nato il giorno successivo alla festa dellAssunta del 1815,
fu educato da mamma Margherita a quellamore tenero e spontaneo,
tipico della devozione popolare, verso questa Madre, Consolatrice
e sostegno del popolo cristiano. La donna «di maestoso
aspetto, vestita di un manto, che risplendeva da tutte le parti»,1
da lui descritta quando ci racconta il sogno fatto a nove anni,
nel quale è preannunciata la sua missione di educatore
e pastore dei giovani, è la Madonna raffigurata secondo
la rappresentazione tradizionale e comune nel suo ambiente. Di
essa Don Bosco sottolinea soprattutto la maternità amabile
e sollecita, lintercessione potente presso Dio. Questo
aspetto è quello più consono al suo animo, che
lo accompagnerà fino allultimo respiro di vita.
Nelle sue Memorie,
raccontando la propria formazione, ci ricorda molti degli aspetti
e delle devozioni tipiche della religiosità popolare:
rosario in famiglia, Angelus tre volte al giorno, novene e tridui,
invocazioni e giaculatorie, consacrazioni, visite ad altari e
a santuari, feste mariane (Maternità, Nome di Maria, Madonna
del Rosario, Addolorata, Consolata, Immacolata, Madonna delle
grazie...).
Nel primo libro da lui pubblicato, i Cenni storici sulla vita
del chierico Luigi Comollo (1844), in cui
tratteggia
la figura spirituale del suo compagno e amico di seminario morto
in giovane età, Don Bosco illustra i tratti che caratterizzavano
la sensibilità spirituale e la devozione del buon seminarista.
Luigi, «quando discorreva della Madonna tutto si vedeva
compreso di tenerezza, e dopo davere raccontato o udito
raccontare qualche grazia concessa dalla Madonna a favore del
corpo, egli sul finir tutto rosseggiava in volto, e alle volte
rompendo anche in lagrime esclamava: se Maria cotanto favorisce
questo miserabile corpo, quanto non saranno i favori che sarà
per concedere a pro delle anime di chi la invoca?».2
E ci racconta
che nella malattia finale Luigi fu consolato dalla visione di
Maria che lo prendeva per mano: «Oh! se gli uomini potessero
essere persuasi qual contento arrechi in punto di morte essere
stati divoti di Maria, tutti a gara cercherebbero nuovi modi
con cui offrirle speciali onori. Sarà pur dessa, che col
suo figlio tra le braccia formerà la nostra difesa contro
il nemico dellanima nostra allora estrema; sarmi
pure tutto contro di noi linferno, con Maria in nostra
difesa, nostra sarà la vittoria. Guardati però
dallessere di quei tali, che per recitare a Maria qualche
preghiera, per offrirle qualche mortificazione credono di essere
da lei protetti, mentre conducono una vita tutta libera e scostumata».3
Questo soprattutto
è laspetto che caratterizza la pietà mariana
per il giovane Don Bosco formatosi nella meditazione degli scritti
mariani di SantAlfonso: la vera devozione a Maria garantisce
la
protezione
più potente che si possa avere in vita e in morte.
Lo scriverà anche nel Giovane provveduto nel 1847: «Se
sarete suoi devoti, oltre a colmarvi di benedizioni in questo
mondo, avrete il paradiso nellaltra vita».4
È il
tratto più caro alla cultura, ai gusti e alla devozione
del tempo. Tuttavia cè, scavando in profondità
nella fisionomia spirituale di Don Bosco, una dimensione che
va oltre le sensibilità storiche e culturali della pietà
popolare e, proprio per questo, può offrirci nutrimento
interiore e stimolo, se necessario, ad una revisione critica
della nostra pietà mariana.
Maria modello
educativo
Nel libretto
Il mese di maggio consacrato a Maria SS. Immacolata ad uso del
popolo (1858), Don Bosco inquadra esplicitamente e insistentemente
la devozione mariana in un contesto che ha come obiettivo un
concreto e serio impegno di vita cristiana vissuta con fervore
e amore.
«Tre
cose da praticarsi in tutto il mese:
1. Fare quanto
possiamo per non commettere alcun peccato nel corso di questo
mese: sia esso tutto consacrato a Maria.
2. Darsi grande sollecitudine per ladempimento de
doveri spirituali e temporali del nostro stato.
3. Invitare i nostri parenti ed amici e tutti quelli che da noi
dipendono a prendere parte alle pratiche di pietà che
si fanno in onore di Maria nel corso del mese».5
È significativo
che i trentuno Fioretti, uno per giorno del
mese
di maggio, suggeriti nel volumetto, consistano essenzialmente
in esercizi pratici per alimentare lunione con Dio, il
fervore spirituale e lesercizio delle virtù nel
corso del vissuto quotidiano.6
Nel seguito
del libro, Don Bosco distribuisce una serie di letture o piccole
meditazioni giornaliere, le quali non riguardano come
ci si aspetterebbe le glorie di Maria , ma
presentano una sintesi motivante delle verità che devono
nutrire e illuminare la vita del cristiano: Dio creatore - Anima
- Redenzione - Chiesa - Capo della Chiesa - Pastori della Chiesa
- Fede - Sacramenti - Dignità del cristiano - Preziosità
del tempo - Presenza di Dio - Fine delluomo - Salvezza
dellanima - Peccato - Morte - Giudizio particolare - Giudizio
universale - Pene dellinferno - Misericordia di Dio - Confessione
- Confessore - Messa - Comunione - Peccato di disonestà
- Virtù della purità - Rispetto umano - Paradiso.
Si tratta di
temi comuni nella letteratura spirituale e nella predicazione
del tempo (che era preoccupata di istruire e di catechizzare);
però vengono ripresi da Don Bosco con le accentuazioni
che caratterizzano la sua pedagogia spirituale. La cosa che più
pare preoccuparlo è lurgenza di insegnare ai giovani
e al popolo che la celebrazione del mese di Maria, che la vera
devozione mariana, è un modo efficace per operare una
conversione continua, una crescita di impegno cristiano, simultaneamente
sul piano morale, spirituale e dei doveri
quotidiani:
«Ella ci ottenga da Gesù suo Divin Figliuolo la
grazia di poter conoscere, amare, servire Iddio in questa vita
e andarlo poi un giorno a godere eternamente in Cielo».7
Mi pare significativo
luso di queste espressioni, che nel Catechismo indicavano
il fine ultimo delluomo, e qui vengono riportate per riassumere
e finalizzare la devozione mariana.
Laltro tema, ereditato da tutta una tradizione devota,
è il collegamento tra devozione mariana e salvezza eterna:
«Poiché il più bellornamento del cristianesimo
è la Madre del Salvatore, Maria Santissima, così
a Voi mi rivolgo, o clementissima Vergine Maria, io sono sicuro
di acquistare la grazia di Dio, il diritto al Paradiso, di riacquistare
insomma la perduta mia dignità, se Voi pregherete per
me: Auxilium christianorum, ora pro nobis».8
Don Bosco è
convinto che Maria interviene come avvocata efficacissima e mediatrice
potentissima presso Dio per aiutarci a raggiungere quella perduta
dignità di figli, quellimmagine e somiglianza
di Dio nelluomo che i nostri progenitori hanno compromesso
col loro peccato, per se stessi e per la loro discendenza. Dunque,
recuperare, attraverso linserimento in Cristo Salvatore,
un modo profondo di comunicazione con Dio capace di rigenerarci
in uomini nuovi. In questa prospettiva si comprende tutta la
sua missione educativa e il suo modello formativo.
Aldo Giraudo sdb
(1 continua)
1 G. Bosco,
Memorie dellOratorio di San Francesco di Sales dal 1815
al 1855. Introduzione, note e testo critico a cura di A. da Silva
Ferreira, Roma, LAS 1991, I, 154-155.
2 G. Bosco, Cenni storici sulla vita del chierico Luigi
Comollo morto nel seminario di Chieri, ammirato da tutti per
le sue singolari virtù [1844], in [A. Caviglia,] Opere
e scritti, vol. V, Torino 1965, p. 40.
3 Ivi, p. 55.
4 G. Bosco, Il giovane provveduto per la pratica de
suoi doveri negli esercizi di cristiana pietà..., Torino
1847, p. 51.
5 G. Bosco, Il Mese di Maggio consacrato a Maria SS. Immacolata
ad uso del popolo, Torino 1858, p. 8.
6 Ivi, pp. 9-11.
7 Ivi, p. 80.
8 Ivi, p. 63-64.
IMMAGINI:
1 Foto di Don BOsco
2 Fin dal sogno dei nove anni, Giovanni
Bosco comprese il ruolo che la Vergine avrebbe avuto nella sua
vita.
3-4 La prima devozione mariana che Don
Bosco insegnò ai suoi ragazzi presso lOratorio di
Valdocco, fu indirizzata alla patrona della città di Torino,
la Vergine Consolata. A sinistra una copia della statua della
Madonna che Don Bosco pose nella Cappella Pinardi a cui i suoi
giovani si rivolgevano nelle preghiere.
5 Don Bosco mostra lAusiliatrice
ai giovani, Giuseppe Crida, Torino-Valdocco. / Don Bosco amava indicare ai suoi ragazzi
la costante presenza di Maria nella vita.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2007
- 1
VISITA Nr. 