MARIA NELLA MUSICA
/ 4
LA
PRIMA AVE MARIA
Proseguendo
nella ricerca dei testi mariani nelluniverso dellopera
lirica, si individuano ora due brani di elevata qualità
musicale e spirituale. Questo secondo aggettivo non può
essere ovviamente accolto nel suo senso consueto, perché
le pagine musicali di questo genere non sono state pensate per
laiuto e il progresso dellanima, ma per il successo
teatrale e in base allevoluzione della cultura.
Il ritorno
dellelemento spirituale
Lelemento spirituale
troverà enorme spazio nel Romanticismo, con i foschi e
sovente potentissimi drammi di Goethe (1749-1832), Schiller (1759-1805),
Scott (1771-1832), Coleridge (1772-1834), Byron (1788-1824),
Hugo (1802-1885), fino ad approdare in Italia con il suo maggior
pensatore: Manzoni.
Da tutti questi autori, nessuno escluso, i musicisti romantici
attingono per la stesura dei loro capolavori e prestano alla
cultura un servizio preziosissimo: consentono cioè alle
masse di accostarsi ai grandi temi del Romanticismo, trasmettendo
il messaggio dei grandi pensatori attraverso la bellezza avvincente
del suono.
Giuseppe Verdi e i suoi predecessori immediati permettono la
conservazione e la diffusione del culto del sentimento e delle
passioni contro il razionalismo, e laffermazione di una
religiosità concreta e confessionale contro lateismo
e il deismo. Questo pur senza rendersene conto, e magari, talvolta,
senza vivere loro stessi quei valori: ma il contributo al riaccostamento
al messaggio cristiano, soprattutto a livello popolare, è
tuttaltro che indifferente.
Un confronto
fra due opere
Prova ne sia un capolavoro
come Nabucco (Teatro alla Scala, 9-3-1842), che, pur nella irrinunciabile
teatralità della vicenda, trasmette un episodio biblico
ed evidenzia lintervento divino nelle vicende umane, oltre
al ben noto messaggio patriottico. Il razionalismo che inizia
dal XVII secolo e al quale la fede avrebbe pagato e continua
a pagare un tributo molto pesante, guarda certo con sufficienza
unopera in cui un re, Nabucco, da pagano diviene credente;
e altrettanto unopera come I Lombardi alla prima crociata,
in cui addirittura la protagonista osa rivolgersi alla Madonna
con una preghiera colma di fiducia e di amore.
Il soggetto dei Lombardi fu tratto da un poema epico scritto
nel 1826 da Tommaso Grossi (1790-1853), amico di Manzoni e scrittore
tra i più ammirati del suo tempo. I suoi Lombardi, tipico
prodotto del tempo, vorrebbero travestirsi da grande romanzo
storico di taglio patriottico. Vi è anche lelemento
spirituale, cioè un malvagio che diventa santo, la storia
è rispettata nel senso che non si cerca di attenuare le
atrocità dei crociati in Antiochia e zone limitrofe o
di nascondere i dissidi e le marachelle dei loro capi.
Come per Nabucco, La Scala affidò lelaborazione
del libretto a Temistocle Solera, che fece del suo meglio per
ridurre i personaggi ed enucleare una vicenda troppo corposa
per le esigenze melodrammatiche. Non ci riuscì appieno,
e ne venne fuori un insieme sgangherato e aggrovigliato da far
sorgere molte perplessità nel lettore.
Verdi, per lunica volta nella carriera, tenta di replicare
il successo di Nabucco, ripercorrendo la stessa impostazione
musicale. Daltronde vi è uno sfondo patriottico
e religioso, vi è un risvolto sentimentale, vi è
un assassino che si redime, vi è un grandioso coro strutturato
come il va pensiero: o Signore, dal tetto natìo,
commovente preghiera dei lombardi disorientati e assetati. Ma
il coro del Nabucco costituisce il vertice dellopera, mentre
qui non è altro che un particolare nella visione di una
tela musicale vasta e assai complessa. Nabucco è unopera
destrema compattezza, è unentità omogenea
fonte di melodie purissime; i Lombardi è un agglomerato
didee eterogenee, alcune di grande rilievo, altre ordinarie
e perfin banali.
La più
bella preghiera teatrale
Lopera si apre con un
fosco preludio che introduce nella complessità della vicenda.
Subito dopo il coro, riunito sulla piazza di SantAmbrogio
in Milano, narra lantefatto, cioè il delitto di
uno dei due fratelli condottieri, il perdono dellaltro,
la loro riconciliazione. Motivo della lite era lamore della
stessa donna. Ora che il colpevole si è pubblicamente
pentito, tutto sembra andare bene e lanimo di ognuno è
rivolto alla Terra Santa. Ma la moglie del fratello che ha troppo
facilmente perdonato è oppressa da uninquietudine
che non sa spiegare, e, insieme alla figlia, pronuncia il voto
solenne di recarsi a piedi scalzi a Gerusalemme in pellegrinaggio.
La figlia, che per necessità diviene protagonista, si
inginocchia ed eleva la prima e la più bella preghiera
a Maria del primo Ottocento teatrale (i Lombardi andò
in scena il 1° febbraio 1843):
Salve, Maria
- di grazia il petto
tempie il Signore - che in te si posa;
tuo divin frutto - sia benedetto,
o fra le donne - lavventurosa!
Vergine santa - madre di Dio,
per noi tapini - leva preghiera
ondEi ci guardi - con occhio pio
quando ne aggravi - lultima sera.
È questa la prima Ave
Maria operistica di tutto il patrimonio musicale europeo. Secondo
la consuetudine del tempo, laria è preceduta da
un recitativo, affidato non alla protagonista ma
alla madre, sostenuto da una melodia di raccolta intensità.
Non è improbabile che il giovane Verdi abbia seriamente
pensato alla figura della Madre di Dio, non per soli motivi artistici,
durante la composizione di questo brano. Nella sua maturità,
quasi tutti i giorni lo si vedeva prostrato ai piedi della Vergine
nella Basilica dellAnnunziata in Genova, durante i suoi
inverni liguri.
Per la preghiera di Giselda (il nome della protagonista dellopera),
il Maestro prescrive otto violini, due viole, un contrabbasso,
flauto e clarinetto soli, cioè un organico cameristico.
Tanta accurata orchestrazione non la riserva, proporzionalmente,
nemmeno per il grande coro dei lombardi tormentati dalla sete.
Si avverte in questa Ave Maria (il Salve Maria venne inserito
da Verdi stesso, timoroso che la censura austriaca potesse adombrarsi)
una dolcezza inedita: la melodia è semplice, regolare,
basata su di una tonalità che va sempre più elevandosi
fino a raggiungere il vertice alle parole Vergine santa.
Nel considerare questo straordinario pezzo musicale, una delle
più strane arie di sortita mai affidate ad un soprano,
il pensiero va alle tante Ave Maria composte da altrettanto autorevoli
musicisti. Questa può certo essere considerata una delle
minori, ma costituisce un esempio eloquente della venerazione
della Madre di Dio, regina dogni cultura e sede dogni
sapienza.
I Lombardi non conobbe il medesimo successo del Nabucco, pur
essendo accolta strepitosamente alla Scala e in tutta Europa.
Fu inoltre la prima, tra le prime opere di Verdi, ad essere rappresentata
negli Stati Uniti. Nel 1865 Arrigo Boito scriveva che mentre
Rigoletto rimaneva eternamente giovane, i Lombardi già
mostravano i loro anni. Circa 45 anni dopo, unaltra
Ave Maria veniva elaborata dal genio verdiano, con laiuto
proprio di Boito: più fedele al testo biblico, più
intensa, più vera. Una preghiera accorata, elevata da
un animo afflitto ma fiducioso, da un cuore sofferente e puro:
lAve Maria di Otello.
Franco Careglio
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2004-4
VISITA Nr. 