IL SOGNO DELL'AMORE
Ciascuno di noi porta nel cuore limmagine
di chi ama. Ciò che si crede amore a prima vista
è, in effetti, lappagamento di un desiderio, la
realizzazione di un sogno. Lantico filosofo greco Platone
diceva che ogni conoscenza è il ricordo di qualcosa già
conosciuto in precedenza. Oggi, certo, non possiamo più
affermare questo, ma rimane pur vero che in noi possediamo un
ideale formatosi secondo il nostro modo di pensare, le nostre
abitudini, le nostre esperienze e i nostri desideri. In breve,
desideriamo ciò a cui siamo stati educati nei primi anni
della nostra infanzia. Così, quando incontriamo un determinato
tipo di persone, sappiamo di amarle perché esse corrispondono
ad un modello interiore forgiato dalla nostra storia. Questo
modello è il sogno che abita ogni anima e la vita raggiunge
la sua contentezza terrena, quando questo sogno si anima e diventa
realtà e suscita unattrazione istantanea che attendeva
nel cuore da lungo tempo. Taluni, non incontrano mai lideale
che essi aspettano.
E sarebbe una ben grave delusione
se questo non esistesse. Per fede, sappiamo che lideale
a cui tende in modo assoluto il cuore umano è Dio e ogni
amore umano è solo
unintroduzione
allamore di Dio. Ma se luomo tende a Dio quale fine
supremo della propria esistenza, qual è il modello umano
che Dio ha in mente? Ciascuno di noi è un modello unico
ed irripetibile pensato, voluto ed amato da Dio. Ma la realtà
di questo modello, cioè la nostra realtà storica,
non sempre corrisponde alla pienezza del modello desiderato da
Dio. Quanto noi riusciamo a realizzare di noi stessi nella storia
che ci è data, è poca cosa rispetto a ciò
che Dio ha pensato per noi. Lesercizio della nostra libertà
non coincide sempre con la legge del nostro essere perché
il peccato ci impedisce di essere tutto quello che Dio vorrebbe
che noi fossimo.
In tutta lumanità vi è una sola persona nella
quale vi è conformità perfetta fra ciò che
Dio ha desiderato e ciò che ella è, e questa persona
è Maria. Lei è precisamente come è stata
prevista, progettata e sognata. Lei è ciò che Dio
desiderava che noi tutti fossimo.
La santità di Maria non è stata un dono impostole
da Dio, bensì una realtà che lei ha accolto e fatta
sua. La sua grandezza non consiste solo nei favori che Dio le
ha riservato in vista della maternità divina, quanto nella
sua libera adesione allamore di Dio, ossia nella sua fede.
Maria è beata in quanto ha creduto, e ha fatto suo ciò
che Dio le ha proposto.
Per questo è maestra
di fede per noi che fatichiamo a credere.
La mentalità che impregna il nostro spirito moderno è
segnata dal carattere dellindipendenza. Siamo cresciuti
in un ambiente in cui libertà significa essere indipendenti
per non appartenere a nessuno. Per questo finiamo asserviti ad
un ideale distorto e annoiato, prodotto dal nostro io, istigato
da una società che sollecita laffermazione di sé
e il piacere quale modello e scopo di vita. Non stupisce se partendo
proprio dalla volontà di libertà ed indipendenza,
luomo contemporaneo finisce per ritrovarsi nella solitudine
e nella noia.
Maria, invece, vuole appartenere
a Dio. Sa che la sua libertà consiste nellaccogliere
il dono che Dio le offre. E Dio, a Maria, offre se stesso, ossia
la sua infinita libertà. Accogliendo Dio nella sua vita,
Maria, accoglie la sconfinata libertà che la rende generatrice
di vita e quindi prototipo di comunione e anti-tipo di quel tedio
della vita che caratterizza la nostra civiltà fatta di
solitudini contigue che si rasentano quotidianamente senza mai
incontrarsi.
Guardare a lei e invocarla, anche mediante la semplice preghiera
del Rosario, significa riconoscere il nostro bisogno di accogliere
lInfinito, così come ha fatto lei, e permette a
noi di realizzare la nostra vera identità che si ritrova
solo in Dio poiché è conosciuta da Lui solo. Significa
purificare le immagini falsate ed inquinate damore che
portiamo in noi e che ci impediscono di sognare i desideri che
Dio ha per noi.
Giuseppe
Pelizza SDB
IMMAGINE:
Madonna col Bambino, di G.B. Sassoferrato
- Pinacoteca del Vaticano
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2002-9
VISITA Nr.
