CON MARIA ARTEFICI
DI PACE La
lettera apostolica di Giovanni Paolo II Novo Millennio Ineunte
presenta alcune sfide odierne che ci interpellano da vicino:
il pericolo del dissesto ecologico, il problema della pace, il
vilipendio dei diritti umani fondamentali (cf n. 51). Il mondo
è minacciato da situazioni che ne mettono in pericolo
la stessa sopravvivenza. Eppure linizio del cosmo e dellavventura
umana è caratterizzato da bellezza e bontà. Dopo
aver creato, Dio vide che tutto era buono (cf Gen 1,4). Il suo
sguardo di compiacenza rivela la corrispondenza delle cose e
della vita umana allarmonia e allequilibrio della
loro natura, cioè al suo progetto di Creatore.
La pace, come pienezza di vita e armonia, è un costitutivo
essenziale del mondo voluto da Dio. La rivelazione biblica narra
lappassionata ri-offerta alla creatura umana, dopo il peccato,
della possibilità e responsabilità di aderire al
regno di Dio, cioè al progetto di costruire la storia
umana come storia di pace.
Questa offerta è stata accolta con cuore semplice e puro
da Maria, la creatura in cui Dio torna a compiacersi. In lei
si riflette la divina bellezza. Per il suo sì, Dio diventa
uno di noi. Gesù, lEmmanuele «è la
nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo»
(Ef 14-16).
Quale madre di Gesù e madre dellumanità,
ricevuta in consegna sul Calvario, Maria svolge la sua missione
di Ausiliatrice: contribuisce a generare in noi limmagine
di Gesù (cf Gal 4,19) e a far emergere dallintimo
della nostra personalità il nome nuovo che nessuno conosce,
quel nome col quale il Vivente, il Cristo risorto ci ha rigenerati
(cf Ap 2,17). 
Collaborare alla costruzione di una cultura di pace per noi credenti
vuol dire assumere come punto di partenza il nome nuovo dei figli
e delle figlie di Dio, certi della mediazione di Maria.
Don Bosco, Maria Domenica Mazzarello, i nostri santi, lo avevano
ben compreso. Erano convinti che dove è Maria, là
è Gesù e dovè Gesù cè
il vero senso della vita e della storia.
Come persone appartenenti alla Famiglia salesiana e devoti di
Maria Ausiliatrice, siamo chiamati non solo a riconoscere la
missione di Maria, ma a diventare come lei «ausiliatrici»
per un mondo di pace.
Linvocazione della pace assume un rilievo particolare nel
clima di incertezza, di diffidenza, di paura e di guerra che
sta caratterizzando in maniera imprevedibile lalba del
nuovo millennio.
Sono molte le voci che oggi si levano in favore della pace, convinte
che essa è un bene da perseguire con ogni sforzo, se si
vuole assicurare un futuro allumanità.
La pace ha bisogno dei suoi profeti e dei suoi artefici, diceva
il Papa in uno dei discorsi per la Giornata mondiale della pace.
Chi per carisma svolge una missione educativa è particolarmente
interpellato da questa esigenza. Sentiamo che non è semplice,
ma anche che non siamo soli.
Maria è lAiuto in questi tempi difficili. Lei, che
ha affrontato la fatica del cuore nel pellegrinaggio della fede
dallAnnunciazione al Calvario; che ha conosciuto le difficoltà
dellesilio nellesodo in terra egiziana, è
solidale con le nostre fatiche e sofferenze, con le nostre attese
e speranze, con la nostra scommessa sulleducazione.
La sua partecipazione alle nozze di Cana ce la presenta esperta
nellarte del prendersi cura. La sollecitudine di Maria,
nellottica del servizio educativo ai giovani, diventa audacia,
intraprendenza. Permette di giocare danticipo per
dirla con unespressione di Tonino Bello perché
la nostra presenza non sia dingombro e il nostro intervento
fuori stagione rispetto alla domanda educativa.
Il problema della pace, infatti, è anche problema di accompagnamento
formativo dei giovani. Essi hanno bisogno di presenza, di amicizia,
di dialogo, di guida e orientamento.
Hanno bisogno di quellamore reso percepibile che don Bosco
chiamava amorevolezza.
Penso che un più profondo recupero, nella vita di ciascuno
di noi, nelle nostre famiglie e comunità del rapporto
vitale con Gesù, potrà aiutare a riappropriarci
della funzione di padri e madri di tanti giovani che attendono
chi li accompagni a scoprire, alla luce della fede, la loro più
profonda identità, per vivere la vita come vocazione.
Una vita per gli altri, che si esprime in atteggiamenti di accoglienza,
di comunione, di solidarietà, è premessa alla pace
e la promuove concretamente.
Ci aiuti Maria ad essere operatori e operatrici di pace; di una
pace fondata solidamente in Gesù, nostra pace. Madre della
Chiesa, Maestra nel cammino di santità salesiana, Maria
ci doni il gusto dellascolto della Parola perché
essa possa inserirsi nelle nostre parole e nei nostri gesti trasformandoli
in gesti e parole di pace.
Suor Antonia Colombo FMA
Madre
Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice IMMAGINE: Maria Auxiliadora,
presso il CCS di Madrid RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2002-5 VISITA Nr. 
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