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    SPIRITUALITA' MARIANA -
  MARIA, DONNA DELLA PIENEZZA DEL TEMPO

Maria è la donna che segna il “punto alfa” e il “punto omega” della storia della salvezza (ne abbiamo parlato in precedenza). Ma la Bibbia ci dice di più. Maria segna anche la svolta, il centro di questa storia. Lo attesta il passo mariano più antico del Nuovo Testamento: “Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge” (Gal 4,4).

In questo testo di Paolo, Maria non è presentata con il nome proprio, ma nella sua identità di “donna”, alludendo alla presenza misteriosa della donna nella Genesi (3,15) e nell’Apocalisse (12,1-2). Da questa donna è nato il Figlio di Dio. Maria è il “luogo” in cui Dio si incontra e si unisce all’uomo in modo nuovo e definitivo.

Questo incontro avviene nella “pienezza del tempo”, cioè nel momento disposto dalla divina sapienza, un momento preparato con amore, con saggezza pedagogica, preannunciato da promesse ripetute e preceduto da secoli di attesa.

“Termine fisso d’eterno consiglio”

Mentre Paolo descrive questo momento decisivo con il sostantivo astratto di “pienezza” del tempo, i Vangeli lo fanno in modo narrativo. Ad una lettura superficiale la lista degli antenati di Gesù, all’inizio del Vangelo di Matteo, può apparire una pagina arida, un catalogo di nomi strani presentati in forma monotona. In realtà, si tratta di una mappa di storia molto vivace, una polifonia armoniosa. Dietro ad ogni nome si nasconde un volto, una vita, una storia. Ci sono storie famose come quelle dei grandi patriarchi, storie di personaggi ignoti, storie di giusti e di peccatori, storie intessute di gioie e di dolori, di vittorie e di sconfitte. Tutto viene assunto come materia per l’incarnazione di Dio. Tutte le storie hanno un’unica radice, seguono un unico progetto, e si dirigono verso un unico fine: la pienezza del tempo, in cui Dio si fa uomo.
Luca sottolinea la coincidenza della nascita di Gesù con il censimento di Cesare Augusto. Mentre sulla terra si conta il numero degli uomini, il Figlio di Dio discende dal cielo a mettersi tra loro e si fa registrare come uno di loro.
Nella pienezza del tempo Gesù entra nella storia umana e nasce da Maria. Se tutti gli antenati, tutti i contemporanei di Gesù hanno un ruolo nella storia della salvezza, il ruolo di Maria è singolare. È Maria che introduce sull’orizzonte della salvezza “la pienezza del tempo”, come l’aurora che precede il sole. Maria è il “termine fisso d’eterno consiglio” come canta Dante. Ella stessa è la Buona Novella dell’avvento della pienezza del tempo. Con la sua presenza, la sua persona, la sua vita, Maria annunzia: è giunto il tempo della salvezza!

L’incarnazione mistero sorprendente

Dopo aver parlato “in molte tappe e in molti modi” (Eb 1,1), Dio parla ora in un modo nuovo, per mezzo del suo Figlio “nato da donna”. L’irrompere del nuovo inizio della salvezza ha portato a compimento tutte le promesse del passato. Si tratta di un cambiamento di epoca, una svolta nel destino di tutta l’umanità. Con l’incarnazione del Figlio di Dio il tempo raggiunge la sua pienezza, la storia il suo culmine. E Maria si trova protagonista e testimone di questo momento singolare, tanto atteso e denso di mistero.
Maria riassume tutto il passato. In lei avviene il passaggio dal tempo della promessa al tempo della realtà. In questo senso il teologo medievale Ruperto di Deutz scrive: “Il Verbo di Dio nell’Antico Testamento prendeva corpo e voce nella bocca dei profeti, in attesa di prendere carne nel seno di Maria”.
La pienezza indica non soltanto compimento delle attese, ma anche novità inedite. L’Incarnazione è un mistero sorprendente, una novità inaudita, una pienezza traboccante, eccedente. Nel Magnificat Maria percepisce questa pienezza realizzatasi in lei. Con umiltà e riconoscenza ella prende coscienza del suo posto in questa storia guidata da Dio e si rende conto di dover guardare a se stessa con stupore. Dio l’ha resa terreno di novità, luogo dove egli compie “grandi cose”. Indicando Maria Dio potrebbe ripetere ciò che ha detto una volta a Israele tramite il profeta Isaia: “Ecco, faccio una cosa nuova, proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?” (Is 43,19).

La nascita di Gesù
riempie il tempo di eternità

La nascita di Cristo da Maria segna la pienezza del tempo non nel senso che il tempo da sé si fa pieno per accogliere Cristo, ma perché Cristo «in cui abita ogni pienezza» (Col 1,19) riempie con la sua presenza il tempo cronologico. Il tempo ha consistenza e contenuto soltanto quando in esso si realizza un’idea, si attua un progetto, si adempie una promessa; quando è animato dalla vita, dall’amore, da Dio, altrimenti rimane vuoto.

In Gesù, Dio fatto uomo, lo schema formale del tempo raggiunge il suo massimo contenuto. Con l’incarnazione, Dio riempie il tempo di eternità. Ha un significato molto profondo il fatto che noi abbiamo preso l’anno della nascita di Gesù come punto di riferimento del nostro sistema universale di organizzare il tempo. È altrettanto significativo celebrare la festa di Maria, Madre di Dio, nel primo giorno di ogni anno, perché è per mezzo suo che possiamo sincronizzare il nostro tempo e il nostro calendario con quello di Dio.
Buon anno 2011 dalla nascita di Gesù, dunque! Sia un anno segnato dalla “pienezza”.

                                                                                                                     Maria Ko Ha Fong fma


      RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2011 - 01  
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