Beati i poveri in spirito.
Gesù ha voluto iniziare il suo primo discorso (Mt 5-7)
in forma poetica, felicitandosi con coloro che entreranno
nel regno dei cieli, cantando la bellezza e la gioia dei
figli di Dio.
È un momento suggestivo:
il Maestro descrive limmagine del discepolo ideale, che
egli ha nel cuore, il Cristo rivela i lineamenti che ama vedere
nei cristiani. Ma Quale altro ideale può avere il cristiano
se non quello di essere «conforme allimmagine di
Cristo» (Rm 8,29)? Quale altra bellezza può vantarsi
chi vive nella sequela di Cristo se non quella di assomigliare
a Lui? Cristo, dipingendo il volto dei suoi discepoli, rivela
il suo stesso volto.
Il Catechismo della Chiesa
Cattolica lafferma esplicitamente: «Le beatitudini
dipingono il volto di Gesù Cristo e ne descrivono la carità;
esse esprimono la vocazione dei fedeli associati alla gloria
della sua passione e della sua risurrezione; illuminano le azioni
e le disposizioni caratteristiche della vita cristiana; sono
le promesse paradossali che, nelle tribolazioni, sorreggono la
speranza; annunziano le benedizioni e le ricompense già
oscuramente anticipate ai discepoli; sono inaugurate nella vita
della Vergine e dei santi» (n. 1717).
Nelle beatitudini, quindi,
si riflette una catena di volti, il volto di Cristo e i volti
della moltitudine dei santi di diverse epoche e razze, con diversi
cammini di vita e diverse forme di santità, rifulgono
dello stesso splendore. In questa festa dei volti, emerge con
particolare bellezza Maria, il volto più vicino e più
simile a quello di Cristo, suo Figlio.
La qualifica di beata
si addice proprio a Maria. La prima a proclamarla tale è
stata Elisabetta: «Benedetta tu fra le donne... Beata colei
che ha creduto nelladempimento delle parole del Signore»
(Lc 1, 42-45). Una seconda proclamazione esce ugualmente dalla
bocca di una donna, la quale, dopo avere ascoltato Gesù
parlare, «alzò la voce di mezzo alla folla e disse:
Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai
preso il latte» (Lc 11,27).
Questo riferimento, pur se
implicito, è rivolto a Maria. Già in questa occasione
Gesù si unisce a lodare la madre. La sua risposta: «Beati
piuttosto coloro che ascoltano la Parola di Dio e la osservano»
mette a fuoco la beatitudine più autentica e più
profonda di Maria, il cui atteggiamento di ascolto e di contemplazione
è costante ed esemplare. Come emerge ora il volto di Maria
nelle beatitudini proclamate da Gesù nel discorso della
montagna?
Cerchiamo di rilevarne alcuni
tratti:
Beati i poveri in spirito
- Nel suo canto del Magnificat Maria, lumile
serva in cui il Signore ha fatto grandi cose, ha fissato i tratti
che caratterizzano per tutti i tempi i «poveri in spirito»
secondo il cuore di Dio. «Maria primeggia tra gli umili
e i poveri del Signore, i quali con fiducia attendono
e ricevono da lui la salvezza» (LG 55). Il suo vuoto di
sé, la sua apertura e disponibilità totale lhanno
resa «piena di grazia», degna dessere «proclamata
beata da tutte le generazioni».
Beati gli afflitti - Maria, madre dolorosa, ha sperimentato
la spada che le trafigge il cuore e fino alla croce, ha sofferto
in profonda unione con il suo Figlio. Ella conosce bene il mistero
di morte e risurrezione, è la consolata e la consolatrice
degli afflitti.
Beati i miti - Accanto a Gesù, mite e umile
di cuore (Mt 11,29), Maria appare nel Vangelo come madre
tenera e buona, discreta e delicata. La proclamiamo da secoli
alla conclusione della «Salve Regina»: «O clemente,
o pia, o dolce Vergine Maria».
Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia - Maria
viveva in continua tensione alla piena realizzazione del piano
di Dio su di lei e su tutto il mondo per mezzo di lei, anche
se spesso questo piano le si presentava incomprensibile. Ella
ha vissuto nella «peregrinazione della fede» con
il desiderio di compiere sempre meglio la volontà di Dio.
Beati i misericordiosi - Il riconoscere Maria come madre
di misericordia è una tradizione antica ed ininterrotta
nella Chiesa. Dante conclude il suo Paradiso mettendo in bocca
a S. Bernardo questa preghiera a Maria: «In te misericordia,
in te pietate, in te magnificenza, in te saduna quantunque
in creatura è di bontate».
Beati i puri di cuore - Maria è la purissima, la
tuttasanta, limmacolata. In lei lumanità viene
ricondotta nella sua iniziale bellezza e innocenza. Maria manifesta
la dignità e la vocazione umana pensata da Dio fin dalla
creazione. Ciò che Adamo e Eva avrebbero dovuto realizzare
ora rifulge in lei in pieno splendore e purezza.
Beati gli operatori di pace - Maria è mediatrice
e regina della pace. Il Vaticano II ha affidato a lei «lintercessione»
affinché «tutte le famiglie dei popoli ... in pace
e concordia siano felicemente riunite in un solo popolo di Dio»
(Lumen Gentium 69).
Beati i perseguitati per causa della giustizia - Maria
visse la beatitudine dei perseguitati soffrendo profondamente
con Gesù e offrendolo come sacrificio al Padre. È
la regina dei martiri, forza e sostegno per chi soffre con e
per il suo Figlio.
Infine, è Maria stessa
che si sente beata, ricolma di gioia e inondata dallamore.
Ella canta nel Magnificat: «Dora in poi tutte le
generazioni mi chiameranno beata» (Lc 1,48).
Maria Ko Ha Fong fma
IMMAGINE:
I Nelle beatitudini si riflette
la moltitudine dei santi di tutte le epoche e razze. E la prima
beata è Maria, definita così dalla
cugina Elisabetta. - Maria Regina Pacis, di Giorgio Szoldatics