UN ANNO CON MARIA :
IL CAMMINO DI FEDE
DI MARIA
Dopo aver dato uno sguardo
a tutti i racconti mariani dei Vangeli, vogliamo ora sintetizzare
Il cammino di fede compiuto da Maria. La sua vita,
così come si presenta a noi nel Vangelo inizia con un
atto di fede: Ecco io sono la serva del Signore, avvenga
in me quello che tu hai detto. Con queste parole Maria
ha accolto lannuncio dellAngelo, che le parlava a
nome di Dio, e si è resa disponibile alla volontà
di Dio.
Prima di concepire il Figlio,
Maria ha creduto che poteva concepirlo rimanendo vergine. Prima
di
generare
il Figlio, Maria ha accolto la Parola di Dio. Prima cè
stata la fede nel cuore e poi il Figlio nel grembo. Da quel momento
la madre e il figlio cammineranno insieme nella vita fino al
Calvario, fino al compimento della salvezza. E come ogni cammino
umano, anche il loro sarà intrecciato da armonia e incomprensione,
dalla gioia e dal dolore, più dal dolore che dalla gioia,
ma tutto sarà vissuto nella fede, in unassidua adesione
alla volontà del Padre.
Limmagine che
abbiamo di lei dopo lannunciazione è quella di una
persona in cammino:
Si mise
in viaggio verso la montagna e raggiunse una città di
Giuda (Lc 1,39). Chi ha accolto la Parola (e in lei questa
Parola si è fatta carne) deve donarla e deve fare della
sua vita una donazione. Ed ecco: appena giunge da Elisabetta,
la Parola che è in lei si fa voce, comunicatrice di gioia,
vibrante e modulata in modo tale da far trasalire chi lascolta.
Elisabetta sembra dire: Ecco, appena la voce del tuo saluto
è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia
nel mio grembo.
Maria si sente capita a fondo
da Elisabetta, sente che il suo segreto che non aveva osato dire
a nessuno (fuorché a Giuseppe probabilmente), e non sapeva
come dirlo senza timore di essere
tacciata
di follia, Elisabetta mossa dallo Spirito lha capito, accolto
e stimato: A che debbo che la Madre del mio Signore venga
a me?. Ancor più Elisabetta già sa perché
Maria è divenuta Madre: per la sua fede, per aver accolto
la Parola di Dio. E glielo dice: Beata colei che ha creduto
nella Parola del Signore (Lc 1,43).
Allinizio della storia
della salvezza cè Abramo, il Padre della fede; allinizio del definitivo compimento
della salvezza cè Maria la Madre della fede. È una fede che si fa subito
servizio del prossimo e osservando la manifestazione
di Dio nella casa di Elisabetta, noi scopriamo che il Dio di
Maria è raggiungibile là dove cè qualcuno
che abbia bisogno di noi. Nelle necessità del prossimo,
nelle urgenze che risultano familiari sta aspettandoci il Dio
che ci ha chiamati al suo esclusivo servizio.
La notte
di Natale
Se nella casa di Elisabetta
tutto era uno scoppio di gioia, non così la notte di Natale;
per Maria fu una notte che ebbe un inizio assai duro. Era giunto
il momento di dare alla luce il bambino e cercò di essere
sola in una grotta o in uno sgabuzzino del caravanserraglio dove
cera tanta gente. Non cera posto per loro,
non perché erano rifiutati da altri, ma perché
Maria si accorse che quello non era il posto adatto; aveva bisogno
di tranquillità e di silenzio. Ma che cosa sente una mamma,
e sono la maggioranza oggi nel mondo, che non hanno un luogo
decente e bello per accogliere il figlio?
Ebbene tale
fu lesperienza di Maria. Ci fu sofferenza in lei. Aveva
una certa esperienza di Dio, più di quella che possiamo
avere noi, ma non conosceva tutto il suo piano di salvezza. Eppure,
quella notte Dio non era lontano e Maria lo scoprì in
modo nuovo: quella notte Dio si rivelò agli umili, agli
emarginati dalla società.
Tali erano i pastori, gente
giudicata incapace di osservare la Legge di Dio; e invece Dio
si rivelò proprio a loro e li mandò a Betlemme
a contemplare il Salvatore, perché così aveva loro
detto langelo. E appena giunti osservarono il bambino:
davvero era lì in una mangiatoia; il Salvatore aveva come
culla una cosa a loro familiare. Poi raccontarono quello che
era stato detto a loro.
Il Vangelo annota:
Maria
conservava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
Per lei tutto ciò che
capitava , anche il fatto di far nascere il bambino in estrema
povertà e quello che i pastori dicevano di lui, tutto
era per lei Parola di Dio. La meditava meglio: confrontava tutto
quel che avveniva e quel che si diceva e cercava di capire, di
entrare a poco a poco nel mistero del Figlio: era Dio che le
parlava, Dio che la evangelizzava per mezzo dei pastori, Dio
che nella concretezza del suo agire le faceva capire le sue scelte.
La presentazione
al Tempio
Il Vangelo parla prima dellofferta
del Figlio a Dio e poi dellincontro con lanziano
Simeone. Dice però che questo incontro avvenne mentre
entravano nel Tempio. Quindi prima dellofferta. E qui tocchiamo
con mano lagire di Dio che prepara la creatura allatto
che sta per compiere, basta ascoltare Dio che silenziosamente
ci va preparando al compito che ogni giorno ci affida.
Maria, mentre osservava Simeone
e il bambino nelle braccia dellanziano è allo stesso
tempo di fronte a una rivelazione. Lanziano parla, mosso dallo Spirito
Santo, quanto
dice devessere
accolto
con fede. Nellannunciazione Maria, stando al Vangelo, solo
poteva pensare al suo popolo, come fa anche nel Magnificat. Qui
sente Simeone che definisce il bambino gloria di Israele, perché
è salvezza per tutti i popoli, luce delle genti. E poi
ode qualcosa di negativo. Lanziano le parla di una spada
che le trapasserà lanima, perché il figlio
che ha generato e lì per la rovina e la risurrezione
di molti in Israele, sarà segno di contraddizione.
Maria capisce che il Figlio
è il Salvatore, ma che non sarà accolto da tutti,
e che la sorte del Figlio sarà per lei fonte di dolore,
di immensa sofferenza.
Con questa coscienza Maria entra nel Tempio e offre il Figlio:
ogni maschio primogenito e sacro al Signore. Luca
sottolinea solo questo, non dice che Giuseppe riscatta il Figlio,
mentre la continua sottolineatura del compimento della Legge
dice che Maria vive lobbedienza della fede. Ora, Maria
è veramente cosciente dellavvenire che lattende?
Egitto e
Nazaret
Dopo la venuta dei Magi, Maria
insieme al bambino deve fuggire in Egitto sotto la premurosa
protezione di Giuseppe, perché Erode stava cercando il
bambino per ucciderlo. Maria sfugge alla furia dei potenti...
E va in Egitto perché con Giuseppe ubbidì alla
parola di Dio: Prendi
il bambino e sua madre e fuggi in Egitto e rimani là finché
non ti avverta.
Maria e Giuseppe accolgono
la Parola di Dio, e in Egitto vivono in attesa di unaltra
parola che Dio rivolgerà loro quando dallEgitto
chiamerà suo Figlio. Il Figlio che viene fatto uscire
dallEgitto è limmagine del nuovo popolo di
Dio che inizia un nuovo Esodo e Maria già appare come
Madre di
questo
nuovo popolo che siamo noi.
Si ritorna
in terra di Israele e vanno ad abitare a Nazaret per paura di
Archelao. Ha inizio la vita nascosta di Gesù e
dice il Papa usando una frase di Paolo (Col 3,3): La
vita di Maria è nascosta con Cristo in Dio mediante la
fede. Non fu una vita facile quella di Maria... Non sempre
capiva il Figlio. Lo dimostra quanto avvenne il giorno che condussero
il figlio a Gerusalemme al tempio.
Oramai era il Bar Mitzwah,
il Figlio del precetto, della Legge; umanamente era a pieno titolo
membro di Israele; si sentiva maggiorenne il dodicenne, e subito
dimostra la sua libertà, che vive amando e ascoltando
la Parola di Dio letta e comunicata dai maestri dIsraele;
il suo ascolto e le sue domande meravigliavano tutti. Maria e
Giuseppe lo incontrano così, dopo averlo smarrito e ricercato
per tre giorni.
La parola della Madre suona
come un delicato rimprovero:
Perché
ci hai fatto questo?
Tuo
padre e io, angosciati, ti cercavamo.
Il dodicenne accetta il dialogo,
ma risponde con una domanda:
Perché
mi cercavate? Non sapevate?.
Maria doveva sapere. Non laveva
forse offerto a Dio nel tempio? Sì, e laveva fatto
con fede, ma era duro anche per lei trarne e capirne le conseguenze.
Per lei cera il fatto che aveva perso Gesù, era
una mamma che non sapeva dovera finito suo figlio e non
poteva non sentire angoscia.
E la risposta del Figlio le
fa prendere atto che non riesce a capirlo: Non compresero quello che diceva
loro. Il bambino
tornò a casa con loro ed era loro sottomesso. Però
la mamma che viveva sotto lo stesso tetto continua ad avanzare
nella sua peregrinazione della fede. Non è difficile notare
dice il Papa una particolare fatica del cuore,
unita a una sorte di notte della fede, quasi un velo attraverso il quale
bisogna accostarsi allInvisibile e convivere nellintimità
con il mistero.
La vita
pubblica
Durante la vita pubblica di
Gesù, il cammino di Maria va verso la maturità
della fede, una maturità che consiste nella carità
e nella sapienza della croce. Di carità perché
si apre ad altri. Pensate a Cana. Ma prima pensiamo un altro
triste episodio riportato dai tre Sinottici: assai duro in Marco
3,21.31-35; più soavizzato nei passi paralleli di Matteo
12,46-50 e Luca 8,19-21.
Di Gesù si diceva, secondo
il solo Marco, che era fuori di sé e i
suoi avendo udito ciò uscirono per impadronirsi di lui
e si trascinarono dietro la Madre, e giunti sul luogo mandarono
a chiamarlo. Cè senso di potere nel loro agire;
cè di mezzo lonore della famiglia.
Gesù parla di unaltra
famiglia, dice: Chi
è mia madre e chi sono i miei fratelli?. E guardando coloro che gli sedevano
intorno dice:
Ecco
mia madre e i miei fratelli. Chi fa la volontà di Dio,
egli è mio fratello, sorella e madre.
Per Gesù lascolto
di Dio è lunica occupazione che vale la pena, fino
al punto di convertirsi in amico e familiare di coloro che considerano
la Parola di Dio come causa della loro vita e il suo compimento
come compito di tutta la vita. Maria, ascoltando Gesù,
quel giorno, imparò che doveva diventare sempre di più
discepola della Parola di Dio per essere sempre di più
parte della nuova famiglia. È Maria che con sforzo deve
subire difficoltà familiari per essere fedele alle sue
scelte
e mettere lamore a Gesù e alla sua Parola al di
sopra di ogni impegno familiare.
Lepisodio di Cana è
illuminante. Maria a un certo punto si avvicina a Gesù
e gli dice: Non hanno più vino. Non dice:
manca il vino, non cè più vino, ma non
hanno più vino. Questo è segno di carità;
qui cè attenzione alle persone, non alle cose, e
cè attenzione al Figlio: non gli chiede nulla, non
si impone, solo espone il caso. E si sente dire una parola che
non si sarebbe aspettata.
Si è avvicinata a Gesù
come Madre e si sente chiamare Donna. Gesù nel pieno della
sua missione messianica, in attesa della sua ora, indica a Maria
di non agire come Madre ma come Donna, le indica il cammino per
essere associata alla sua missione. Maria laccetta, anche
se la sua missione nella comunità la capirà meglio
sul Calvario, quando il Figlio di nuovo la chiamerà Donna.
Maria si mette subito ad agire
come Donna di casa e va incontro alle necessità degli
sposi dicendo ai servi (ai diaconi): Fate tutto quello che vi dirà. Li manda da Gesù, coinvolge
il Figlio, che subito si mette sulla linea tracciata dalla madre
e avviene il miracolo. Però notate che i servi, ubbidendo
a Maria si mettono subito in ascolto di Gesù e accolgono
la sua parola e che i discepoli, visto il miracolo credettero
in lui. Maria si presenta a noi come colei che porta gli altri
allascolto di Gesù e i discepoli alla fede. Oggi
dice a noi: Fate tutto quello che vi dirà.
Calvario
e Cenacolo
Veniamo alla scena del Calvario.
Maria è di nuovo chiamata Donna e come Donna si sente
affidare i discepoli: Ecco tuo figlio. Maria riceve
la missione di fare da Madre ai discepoli del Figlio, perché
Gesù non li vuole orfani. Aveva promesso loro: Non
vi lascerò orfani e compie la sua promessa affidandoli
a Maria.
Maria laccoglie
e, dopo lAscensione di Gesù, la contempliamo nel
Cenacolo riunita con i discepoli in attesa dello Spirito Santo:
la Madre che prega con i figli. Così si presenta la prima
comunità cristiana. Non ci può essere una vera
immagine della comunità cristiana, senza Maria.
Nel Cenacolo, con Maria, la
Madre di Gesù e loro Madre, si stanno preparando insieme,
pregando, alla missione che li attende. Anche Maria è
oramai unita allintera missione della Chiesa. Essa che
è già colma di Spirito Santo lo chiede in continuità
per i suoi figli, e siamo noi. Maria è nostra Madre e
perciò Madre della Chiesa.
Preghiamo
O Maria, compi
in me la tua missione di madre, stammi vicina nelle difficoltà
e donami il tuo coraggio nella fede e nellubbidienza alla
Parola del Figlio tuo, per formare con te, Gesù e i miei
fratelli di fede una vera famiglia. Donami slancio nellapostolato
per realizzare la missione che Gesù mi ha affidato nella
sua Chiesa. Amen!
D. Mario Galizzi sdb
IMMAGINI:
1 © Elledici / Pietro Favaro / La vita di Gesù
si inserisce in un periodo storico preciso, quello delloccupazione
romana della Palestina. Facendosi uomo come noi, Dio ha accettato
di vivere pienamente ogni aspetto della nostra condizione umana..
2 Albrecht Dürer (1496) Fuga in
Egitto, Dresda. / Maria ha accettato di vivere totalmente nelle
mani di Dio qualunque avvenimento della sua esistenza. Anche
quelli più difficili e misteriosi.
3 © Elledici / Nino Musio / Maria, portando Gesù al Tempio,
lo offre al Padre, affinché la sua vita ordinaria sia
totalmente impregnata della sua missione sacerdotale, profetica
e regale.
4 © Elledici / Pietro
Favaro
/ A Nazaret, Gesù trascorre la sua giovinezza, totalmente
sottomesso agli usi e costumi del suo tempo.
5 © Elledici / Nino
Musio / A
Cana, Maria apprende ad essere discepola di suo Figlio. In questo
modo viene associata alla missione di Gesù.
6 © Elledici / Nino
Musio / Presso
il Calvario, Maria riceve laffidamento dei discepoli, perché
là dove vi è Maria, vi è la Chiesa.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2006 - 9
VISITA Nr.
