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      ALLA SCUOLA DI MARIA


La festa di Maria Ausiliatrice è un momento di lode, di ringraziamento, di affidamento a Lei come nostra Madre. Questo incontro «di Figli con la propria Madre», con Maria Ausiliatrice, è qualcosa che abbiamo ricevuto come una preziosa eredità dal nostro comune padre Don Bosco. Fu Lei infatti ad indicargli il campo del suo futuro impegno apostolico.

Fu Lei a proporre la via per prepararsi ad un particolare lavoro apostolico. Fu Lei a sostenerlo, spesso anche con segni prodigiosi, nella realizzazione della sua opera. Fu Lei ad indicare un metodo e uno stile di formazione che preparasse i Salesiani alla missione giovanile. Fu Lei a suggerirgli la costruzione di questa Basilica e al tempo stesso un «monumento vivente» quale l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Maria, una presenza viva

La convinzione di Don Bosco circa la presenza viva di Maria nell’Oratorio e in ogni Casa salesiana e delle FMA è testimoniata dalla commovente parola rivolta con insistenza alle Figlie di Maria Ausiliatrice nella sua ultima visita a Nizza Monferrato: «La Madonna è veramente qui, qui in mezzo a voi!».
Questa presenza di Maria nella casa di Don Bosco è percepita come la presenza di una Madre. Essa è la Madre dell’Oratorio, la Madre di tutti i giovani: così, anzitutto, Essa è invocata; le biografie dei giovani oratoriani, in particolare quella di Domenico Savio, lo mettono bene in evidenza.

È particolarmente significativa la preghiera che sgorga spontanea dal cuore di Don Bosco quando, dopo la morte di mamma Margherita, si reca a sfogare la piena del suo dolore ai piedi della Vergine nel Santuario della Consolata: «O pietosissima Vergine, io e i miei figlioli siamo ora senza madre quaggiù: deh, siate voi per lo innanzi in particolar modo la Madre mia e la Madre loro». Anche sul letto dell’agonia Don Bosco invocherà Maria col dolce nome di Madre: Madre, Madre... Maria Santissima, Maria, Maria ...
Noi che veniamo a questa Basilica per onorare Maria Ausiliatrice viviamo dello stesso spirito di Don Bosco. Da lui siamo nati come Famiglia Salesiana e da lui siamo ispirati nel nostro amore a Maria.

Contemplare e ringraziare

In questa celebrazione cosa ci proponiamo? Anzitutto un atteggiamento di contemplazione e una preghiera di ringraziamento.
Come cristiani, riconosciamo che Maria, per disposizione del beneplacito di Dio, «occupa un posto singolare nella storia della salvezza» e nella costruzione della Chiesa lungo i secoli, posto perfettamente descritto in sintesi nell’ultimo capitolo della Costituzione Lumen gentium. In quanto è stata la prima redenta e la prima cristiana, Maria si presenta a noi come il modello più perfetto dopo Cristo stesso, e quindi noi troviamo in Lei il modello più riuscito della santità.
Con una sintesi, che si richiama ai momenti principali della vita di Maria, le Costituzioni propongono gli atteggiamenti che dobbiamo «contemplare» e «imitare» in Lei:

– la sua fede, il suo modo cioè di «accogliere la Parola» e di custodirla nel cuore: questa verità ci rimanda al mistero dell’Annunciazione e al «fiat» della «serva del Signore»;
– la sua «gioia per le meraviglie operate dal Padre»: questo ci richiama il «Magnificat»;
– la sua «sollecitudine per i bisognosi»: pensiamo alla Vergine della Visitazione e alla sua presenza materna alle nozze di Cana;
– la sua «fedeltà nell’ora della croce», momento decisivo della sua partecipazione alla «salvezza» del mondo: «Presso la croce stava sua Madre» (Gv 19,25);
– la sua apertura al dono dello Spirito: nel Cenacolo «Tutti questi erano assidui e concordi nella preghier
a, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui» (Atti 1,14).

Maria rappresenta un modello perfetto di ciò che è il vero rapporto con Dio. Contemplare la sua fede, la sua preghiera di lode, la sua carità, la sua fedeltà nel momento del dolore è scuola di vita cristiana. Per chi tra noi ha assunto un impegno religioso Maestra e Guida. Per tutti voi, Carissimi Giovani, è messaggio di speranza e garanzia di una vita, come è effettivamente desiderata da voi, nel segno della qualità e della gioia. Ecco perché ringraziamo.

«Figlio ecco tua madre!» (Gv 19,27) non è dunque una parola che indica al discepolo Giovanni una richiesta di attenzione e di protezione per la propria Madre, ma è piuttosto un’indicazione spirituale attraverso la quale Gesù ci dice da Lei dovete «nascere», da Lei dovete apprendere il cammino di discepoli, come Lei vi dovete lasciare riempire dallo Spirito Santo.
La devozione mariana non è dunque un vago ed edulcorato atteggiamento religioso. È piuttosto sequela di Gesù, fedeltà sostenuta da Lei, da Maria, impegno e passione per la Chiesa e per il mondo con Lei, con Maria!

Intercediamo come Maria

Il secondo atteggiamento che oggi portiamo nel cuore è quello dell’intercessione: il Vangelo di oggi ci propone il brano di Cana. Attraverso questo episodio, al tempo stesso storico e anche simbolico Maria, nella sua vita terrena, compì la sua funzione in favore degli sposi e dei discepoli, il suo intervento benefico che ora dalla gloria dei Cieli compie in favore di tutta la Chiesa: sollecita del bene dell’umanità prega il Figlio perché venga incontro alle nostre necessità e ci invita a mettere in pratica ciò che il Signore Gesù ci ha insegnato nel Vangelo.
Non hanno più vino (Gv 2,3). Anche oggi è questa la preghiera di Maria. La particolare devozione a Maria Ausiliatrice è stata giustificata anche dai tempi difficili nei quali Don Bosco si trovava a vivere. Nondimeno noi, oggi, siamo immersi una situazione di difficoltà.

Pur riconoscendo il bene che è sempre presente ed operante (anche oggi) non possiamo dire di non essere turbati da quella che è una forte caduta della tensione ideale e spirituale...
Oggi l’Europa è spesso tentata da un offuscamento della speranza. Il tempo che stiamo vivendo, infatti, con le sfide che gli sono proprie, appare come una stagione di smarrimento. Tanti uomini e donne sembrano disorientati, incerti, senza speranza e non pochi cristiani condividono questi stati d’animo (cf Ecclesia in Europa 7).

A questo smarrimento della memoria cristiana si accompagna una sorta di paura nell’affrontare il futuro. L’immagine del domani coltivata risulta spesso sbiadita e incerta. Del futuro si ha più paura che desiderio. Ne sono segni preoccupanti, tra gli altri, il vuoto interiore che attanaglia molte persone, e la perdita del significato della vita (cf Ecclesia in Europa 8).

Alla radice dello smarrimento della speranza sta il tentativo di far prevalere visione della vita dell’uomo senza Dio e senza Cristo. Questo tipo di pensiero ha portato a considerare l’uomo come «il centro assoluto della realtà, facendogli così artificiosamente occupare il posto di Dio e dimenticando che non è l’uomo che fa Dio ma Dio che fa l’uomo (cf Ecclesia in Europa 9).
Questi ed altri segni, come la mancanza di pace, la sempre grande diffusione di fenomeni legati alla povertà e le tante debolezze a livello morale ci dicono che oggi più che mai la preghiera di Maria ha senso.

Agire come Maria

Ma con Maria dobbiamo muoverci anche noi!
La devozione a Maria, all’Ausiliatrice comporta, come necessaria conseguenza, un atteggiamento d’impegno operativo instancabile e coraggioso che è stato, in Don Bosco, uno degli aspetti più caratterizzanti della sua devozione mariana. Il «senso della Chiesa» si traduce quotidianamente in una coscienza attiva di «membro» con una profonda spiritualità dell’azione.
Ciò comporta non solo un atteggiamento costantemente generoso di operosità apostolica in genere, ma un vero e proprio impegno «ecclesiale»; ossia, una operosità esplicitamente guidata dalla chiara coscienza di essere e di agire come membri corresponsabili di quel Corpo di Cristo che è la Chiesa.
Un impegno, quindi, particolarmente definito dalla concretezza storica e dalle situazioni in cui viviamo. Per l’umanità di oggi, per la gente di oggi; per i giovani di oggi; per i poveri di oggi.

Consegnarsi a Maria

Per vivere una fede profonda, una religiosità vera, un impegno costante e onesto, non ideologizzato, nel segno del Dio Amore non ci resta che metterci alla sua scuola. Affidarci a Maria e chiedere che ci guidi con la sua testimonianza, con il suo amore di Madre. Ogni giorno Lei sarà al nostro fianco suggerendoci con dolcezza, ma anche con fermezza il suo invito. «Fate quello che Lui vi dirà» (Gv 2,5).
In questo banchetto eucaristico, dove lo sposo dell’umanità, Gesù è presente con il suo corpo, anche Lei è presente. Lei accoglie la nostra preghiera: «Non hanno più vino». E noi accogliamo il suo invito: «Fate quello che vi dirà!».
                                                             
 Don Adriano Bregolin
                                                       Vicario del Rettor Maggiore SDB

 IMMAGINI:
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Don Adriano Bregolin, Vicario del Rettor Maggiore, durante il suo intervento nella Basilica di Maria Ausiliatrice.
 Maria, nello spirito salesiano, è l’ausiliatrice della Chiesa ma specialmente dei giovani.
 
Maria è il modello perfetto per il cristiano che vuole realizzare il suo rapporto autentico con Dio.
4 Maria è la donna che ha compiuto pienamente l’ascolto della Parola di Dio e l’ha realizzata nella sua esistenza.
5  La gioia del sentirsi amati e voluti si esprime, nel sistema educativo di Don Bosco, con tutti i mezzi che permettono ai giovani di manifestare la loro felicità. Maria li accompagna in tutti gli ambiti della loro crescita.

         RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2007 - 7  
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