TUTTI I SECOLI MI CHIAMERANNO BEATA
Non fa certo meraviglia che una donna avanzata negli anni, vedendo la bellezza di Maria varcare la soglia della sua casa, abbia esclamato: «Benedetta sei tu fra le donne».
Rimaniamo invece sorpresi che questa giovane donna in attesa di essere madre, non solo non rifiuti questo complimento, ma lo trascenda affermando qualcosa di inaudito e di temerario:
«Tutte le generazioni mi chiameranno beata».

Come può costei, che abita in un’insignificante città posta ai limiti dell’Impero di Roma, asserire qualcosa del genere? Come osa questa sconosciuta ragazza di provincia porsi al livello di Giulia, figlia dell’imperatore Augusto e futura moglie di Tiberio, o di Ottavia sorella dell’Imperatore o di Cleopatra, la preferita di Antonio? Queste sì che erano donne celebri e potenti! Peccato che in quel tempo non vi fossero le cartacce dei pettegolezzi che infieriscono ai giorni nostri, altrimenti, sul loro conto avremmo potuto saperne di tutto e di più.
Ma quelle donne sono solo ricordate sui libri. Nessuno si rivolge a loro, nessuno le considera come modello, nessuno le ama.
Non così per Maria. Se si ricercano le ragioni di questo amore universale per Maria, bisogna ricercarle in quattro istinti profondamente radicati nell’uomo: il desiderio della bellezza, l’ammirazione per la purezza, il senso di riverenza e l’amore per una madre. Orbene, tutti questi sentimenti convergono in Maria come nel loro punto focale, e animano gli uomini di ogni tempo.

Il bello: chi ha smarrito l’amore alla bellezza ha già perso la propria anima.
Purezza: persino quelli che l’hanno perduta ammirano sempre coloro che conservano l’ideale al quale essi vorrebbero aspirare.
Riverenza: il cuore umano desidera sempre un amore tanto al di sopra di sé da potersi sentire indegno in sua presenza e inchinarsi al suo cospetto. «Non sono degno» è il linguaggio di ogni amore.
Madre: potremmo essere traditi da tanti amori, ma quello di una madre e per la madre non ci abbandona mai. Una sposa è immersa nel tempo, e nel tempo, da sposa, può diventare vedova, ma una madre è compenetrata d’eternità poiché sarà madre sempre, anche dopo la morte.

Tutte le donne possono avere alcune di queste caratteristiche, ma solo Maria le ha tutte insieme.
Quando il cuore umano scopre Maria, vede la realizzazione di tutti i suoi desideri ed esclama: «Ecco la Donna!».
Maria, in quanto donna pienamente compiuta, assolve un compito speciale nell’alleviare le sofferenze del mondo, tanto dell’Oriente quanto dell’Occidente. In Oriente il dolore ha il nome di timore, in Occidente indossa le vesti della paura.
L’uomo orientale è dominato dal timore degli spiriti maligni. Ogni albero che oscilla, ogni fiore che muore, ogni malattia si devono a uno spirito maligno. Quando si attraversa un valico montano occorre fare un dono al diavolo, ma poiché si crede che questi sia cieco, ci si limita a gettare una pietra.

In Occidente, l’uomo moderno ha un profondo senso di colpa. Sebbene egli neghi il peccato, non può sottrarsi agli effetti del peccato, che si manifestano all’esterno sotto forma di guerre, e all’interno di sé sotto forma di tedio per la vita. L’uomo occidentale si è liberato di Dio per farsi Dio, poi si è stancato della sua stessa divinizzazione.
L’Oriente non può ancora comprendere l’Amore Incarnato di Gesù Cristo per l’eccessiva importanza che attribuisce agli spiriti maligni. L’Occidente non è preparato ad accettarlo perché paventa la penitenza, che è la condizione etica del suo ritorno. Chi non ha mai conosciuto Cristo ha timore, ma chi Lo ha conosciuto e Lo ha perduto, ha paura.

Maria può togliere il timore perché il suo piede ha schiacciato il serpente del male e può nel contempo allontanare la paura perché è stata ai piedi della Croce quando la colpa degli uomini fu cancellata e noi rinascemmo in Cristo.
Per questo, coloro che mancano alla fede vanno raccomandati in modo particolare a Maria che è mezzo per trovare Cristo, perché il mondo non può restare insensibile all’amore di una Madre.
Là dove Gesù non è ancora entrato, Maria è intenta a preparare i cuori alla grazia, perché lei è sempre là dove l’uomo incontra la vita e lei è sempre presente quando l’uomo invoca la gioia, la bellezza, la verità.

                                                                                        Don Giuseppe Pelizza


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2004-9
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