SANTUARI MARIANI DELLE MARCHE / 2

FANO (PS)


Santuario Beata Vergine della Colonna / Diocesi: Fano - Fossombrone - Cagli - Pergola. / Indirizzo: Via Chiaruccia, 14/A.
Calendario: La festa del Santuario si celebra la prima domenica di maggio. Inoltre si cura la devozione al Cuore Immacolato di Maria con la recita, il primo sabato di ogni mese, del Rosario meditato e la Santa Messa.

Il Santuario della Beata Vergine della Colonna sorge sul nuovo tempio di San Francesco da Paola, dove è stata collocata l’antica immagine mariana. Quest’ultima, chiusa in un’edicola e posta su di una colonna, era meta di numerosi pellegrini che qui si recavano ogni anno nella prima domenica di maggio. La chiesa venne fatta edificare, su progetto dell’architetto Prospero Severoli, per volere di Don Pietro Ricchi nel 1796, un anno prima dell’invasione napoleonica. Il Santuario fu demolito nel luglio del 1940 per permettere l’ampliamento dell’aeroporto, così la venerata effigie venne portata con solenne processione nella chiesa di Santa Teresa delle Carmelitane dove rimase fino al febbraio del 1944. Finita la guerra fu costruito il Santuario, in località Treponti.
Il tempio possiede una linea moderna con una sola navata ed è arricchito da vetrate. I mattoni ricoprono sia l’interno che l’esterno della costruzione.


FERMO (AP)


SantuarioSanta Maria del Pianto / Diocesi: Fermo.
Indirizzo: Via Garibaldi, 23 / Tel. 0734/22.82.22
Calendario: Si festeggia la Madonna del Pianto a metà gennaio.

Il 10 gennaio 1546 avvenne un fatto miracoloso in una via di Roma: da un’immagine della Madonna Addolorata iniziarono ad uscire copiose lacrime. La notizia del prodigio si diffuse oltre Roma e raggiunse Fermo, dove si decise di fondare la Confraternita del Crocifisso e di Santa Maria del Pianto e si pensò all’edificazione di una Chiesa, aperta al culto il 28 marzo 1609, chiamata appunto chiesa della Madonna del Pianto.
Il tempio è in stile gotico e risale al 1700. L’effigie della Madonna velata, fu modellata in cartapesta speciale dallo scultore Sebastiano Sebastiani di Recanati (1612) e la pittura della statua venne realizzata dal pittore Pompeo Bagnoli nel 1613. La Madonna, posta sotto un artistico baldacchino di legno è seduta in trono e ha un’espressione molto tenera e dolce di dolore rassegnato. Ai suoi piedi si trovano due angeli in argento, il primo risale al 1849 e venne richiesto dall’arcivescovo Filippo De Angelis e l’altro è del 1855 e fu richiesto dalle autorità e dal popolo per lo scampato pericolo del morbo asiatico.
Il simulacro fu portato da Recanati a Fermo nel 1614 e deposto sull’altare maggiore. Da allora, ogni anno si celebra una festa religiosa preceduta da un settenario della Madonna del Pianto. Il simulacro fu trasferito dalla Chiesa di Santa Chiara alla vicina Chiesa di San Francesco, fino alla costruzione di una Chiesa dedicata alla Madonna del Pianto. Il tempio fu consacrato il 7 aprile 1681 (poi trasformata nel 1739) e l’effigie della Madonna, il cui cuore era trafitto da sette spade, venne posto definitivamente in una nicchia sopra l’altare maggiore.

FIASTRA (MC)


Santuario Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra
Monaci Benedettini Cistercensi / Diocesi: Macerata - Tolentino - Recanati - Cingoli-Treia. / Indirizzo: Abbazia di Fiastra.
Calendario: Si celebra la festa di San Benedetto l’11 luglio e di San Bernardo il 20 agosto.
Note: Le visite guidate devono essere prenotate nei periodi in cui l’Abbazia è chiusa al pubblico, al mattino dei mesi invernali, telefonando alla Fondazione: 0733/20.21.22. L’Abbazia è aperta tutti i giorni dell’anno nel pomeriggio (ore 15-18) e da marzo a settembre anche al mattino (ore 9-12). Vengono periodicamente organizzati concerti, convegni internazionali e mostre d’arte dalla Fondazione Bandini-Giustiniani.

Questa straordinaria abbazia venne costruita a cominciare dal 29 novembre del 1142 su iniziativa di un gruppo di monaci Cistercensi provenienti dall’Abbazia di Chiaravalle di Milano.
La chiesa è dedicata a Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra. Si tratta di una monumentale costruzione che risale al periodo di transizione fra il romanico e il gotico. Sulla lineare facciata troneggia un rosone, la cui raggiera è formata da dodici colonnine con un portale in marmo grigio, terminante in un arco a tutto sesto. L’interno è a croce latina, a tre navate, suddivise in otto campate.
Un suggestivo ciclo di affreschi arricchisce il presbiterio e risalgono al XV secolo. A metà parete della navata destra c’è una Madonna con Bambino fra San Nicola di Bari e San Sebastiano, datata 1539. Nel Presbiterio, sotto il rosone, domina una Crocifissione, affresco di Giovanni Boiccati del 1473: ai piedi della Croce, la Vergine che indica il Cristo; Maria Maddalena che abbraccia la Croce e San Giovanni a mani giunte; ai lati troviamo due nicchie con San Benedetto e San Bernardo.
Il chiostro, nucleo dell’Abbazia, venne costruito secondo gli schemi cistercensi come un grande quadrato (XV secolo) di 37 metri di lato, con archi a sesto ribassato. Monumentale risulta il refettorio dei Conversi: il locale più importante del complesso insieme alla Sala del Capitolo.
Nella Sala delle oliere si conserva l’olio genuino in grandi brocche prodotto dalla stessa Abbazia e qui è stato allestito un museo, dove troviamo reperti archeologici rinvenuti nella vicina città romana di Urbs Salvia, e anche una mostra permanente sulle abbazie delle Marche.
Sul piazzale antistante l’Abbazia sorge l’antico Hospitium e cioè la Foresteria dove si accoglievano i viandanti e i pellegrini.
Nel 1974, Alessandro dei marchesi Giustiniani-Bandini ne fece una Fondazione riconosciuta come Ente morale. Nel 1984 tre Monaci, provenienti dall’Abbazia di Chiaravalle Milanese, vi si insediarono, riprendendo, dopo 361 anni, la vita di preghiera e di lavoro. Nello stesso anno la Fondazione e la Regione Marche diedero vita alla Riserva naturale Abbazia di Fiastra.

                                                                                Cristina Siccardi


IMMAGINI:
1 -2 Santuario della Vergine della colonna a Fano /
3 La Vergine del pianto di Fermo /
4  Interno del monastero cistercense di Fiastra

RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2003-5
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