SANTUARI DEL LAZIO - 2


BAGNOREGIO (VT)

Santuario dell’Annunziata Fraternità della SS. Vergine Maria - Diocesi: Viterbo.
Indirizzo: Piazza Sant’Agostino, 7.
Calendario: Vengono celebrate le feste della Madonna del Buon Consiglio e del Bambino Gesù di Praga nella seconda domenica dopo l’Epifania.
Note: Sulla piazza antistante il santuario si erge una grande statua di san Bonaventura, la cui festa si celebra il 15 luglio.

Il convento risale all’anno Mille, mentre la chiesa venne eretta nel 1200. Nel 1540 fu aperto il noviziato del Convento degli Agostiniani che fu posto sotto la protezione della Vergine del Buon Consiglio.
La facciata barocca del tempio venne ristrutturata nel 1700 in seguito ai danni procurati da un infausto terremoto.
Il coro ha la volta a crociera, separato dalla navata da un grande arco in pietra grigia, mentre la navata è costruita con blocchi di tufo uniti con malta di calce. Fino al 1933 l’interno della chiesa era rivestito d’intonaco e di stucchi, secondo l’usanza barocca, ma un gruppo di amici del seminario volle ridare alla chiesa il suo vero aspetto: sotto
l’intonaco vennero scoperti affreschi della Madonna con il Bambino Gesù, di Santi dell’ordine agostiniano e altri santi, che risalgono al 1400-1600.


         CASTEL SANT’ELIA (VT)

Santuario Santa Maria ad Rupes - Padri Michaeliti - Diocesi: Civita Castellana.
Indirizzo: Piazza Cardinal Gasparri, 2.
Calendario: La festa del santuario si celebra il 12 settembre.
Note: Nella casa del custode si trova il museo dei paramenti sacri d’Italia, appartenuti in parte all’antico cenobio di Sant’Andrea.

Le origini di questo santuario risalgono al VI secolo, quando alcuni eremiti che seguivano la Regola di San Benedetto si rifugiarono in alcune grotte scavate lungo la rupe, tuttora esistenti. I Benedettini nel 520 costruirono sulle rovine di un tempio dedicato a Diana un Cenobio e la basilica di Sant’Elia. Dopo cinque secoli di abbandono, fra Giuseppe Andrea Rodio, terziario francescano, diede nuovo impulso al complesso.

Nel 1892 Santa Maria ad Rupes fu affidato ai Frati Minori della provincia di Santa Croce in Sassonia che impressero al santuario l’aspetto attuale.

Il 15 agosto 1912 la chiesa fu elevata a titolo pontificio. Dal gennaio 1982 subentrarono i Padri Michaeliti, congregazione di San Michele Arcangelo.
In 42 anni della sua permanenza nella grotta fra Andrea da Rodio migliorò la piazzetta antistante e la «via dei Santi».
Inoltre, per facilitare l’accesso alla grotta, scavò nel tufo una galleria di 144 gradini.

Le origini della grotta santa, lunga 15 metri, larga 9 e alta 4, risalgono al VI secolo e in essa si venera l’immagine della Madonna che risale al XVI secolo. È molto probabile che l’attuale quadro abbia sostituito l’affresco impresso sulle pareti tufacee della grotta stessa. La Madonna ad Rupes è una delle poche immagini al mondo dove la Vergine adora il Figlio che dorme sulle ginocchia materne. L’opera venne restaurata nel 1896 dal pittore romano Gonella, trasportata su altra tela e racchiusa nell’artistico trittico, opera di Szoldatics. L’altare della Madonna è costruito con marmi provenienti dalle rovine di Falerio.


FARFA SABINA (RI)

Santuario Santa Maria di Farfa - Monaci Benedettini Cassinesi - Diocesi: Sabina-Poggio Mirteto.
Indirizzo: Via del Monastero, 1.
Calendario: si celebra la festa dell’Assunta il 15 agosto, patrona del Santuario.
Note: nel Santuario sono conservate le reliquie del beato Placido Riccardi, mentre nella cripta è custodito un sarcofago romano del III secolo. La biblioteca del monastero, collocata in una vasta sala con volte a botte, conta 40 mila volumi di grande valore (manoscritti, incunaboli, cinquecentine), mentre nel museo del santuario si trova un prezioso cofanetto in avorio di scuola amalfitana dell’XI secolo.

La fondazione originaria di Farfa risale al V secolo ad opera di san Lorenzo Siro, vescovo della Sabina, che creò un cenobio. La costruzione, distrutta dai longobardi nel VI secolo, verso la fine del VII venne ricostruita per volere di san Tommaso da Maurianne (Savoia), come Santuario mariano. Poco dopo divenne abbazia imperiale. Dopo molte traversie e vicissitudini nel 1919 la chiesa del complesso monastico venne riedificata dalla Congregazione cassinese.
Il Santuario che ci appare risale alla ricostruzione del 1492 per ordine del Cardinale Orsini.

La facciata è tripartita, con portale gotico e sulla lunetta un affresco di scuola umbra della fine del Quattrocento, che rappresenta la Madonna con il Bambino e i Santi.
L’interno della chiesa è a tre navate, sostenute da tre colonne romane di granito e cipollino; il soffitto ligneo è decorato in oro e in azzurro a cassettoni della fine del Quattrocento. Un affresco ad olio raffigura il Giudizio Universale ed è opera del fiammingo Beker (1561), riprodotto sul modello di quello del Michelangelo.
Nel transetto si trovano mosaici carolingi e cosmateschi.

La decorazione pittorica del coro è della Scuola degli Zuccari (XVI-XVII secolo), come pure quella delle pareti; fra gli archi della navata centrale i dipinti rappresentano storie della vita della Vergine e dei profeti. Inoltre sono presenti un’opera di Vincenzo Manenti, che rappresenta san Tommaso da Maurianne e tre tele di Orazio Gentileschi.
Su di una tavola del XIII secolo è raffigurata la Madonna di Farfa con Bambino e due angeli, essa è ricoperta da una lamina d’oro sbalzata che lascia scoperti soltanto i volti. Il campanile romanico conserva affreschi dell’ XI secolo, mentre alle spalle della chiesa si trovano due chiostri, quello piccolo longobardo e quello seicentesco più grande.
                                                                                             
Cristina Siccardi


IMMAGINI:
1 SANTUARIO DI SANTA MARIA AD RUPES - VITERBO /
2 Quadro di Santa Maria ad Rupes /
3 Santa Maria di Farfa: Giudizio universale
4 Particolare del quadro di Santa Maria di Farfa - Rieti

RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2002-8
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