SANTUARI DI SICILIA - 5

Nicosia (EN)


Santuario Madonna del Carmine / Diocesi: Nicosia.
Indirizzo: Via Giambattista Li Volsi.
Calendario: 16 luglio, si celebra solennemente la festa della Madonna del Carmine.

Note: il santuario sorge dove i Carmelitani ebbero uno dei primi e più importanti conventi, probabilmente fondato verso il 1250. All’interno, sul ricco e solenne altare maggiore si conserva il gruppo marmoreo dell’Annunziata di Antonello Gagini del 1527.

Palermo


Santuario di Santa Rosalia / Diocesi: Palermo
Indirizzo: Monte Pellegrino
Calendario: il 4 settembre si celebra la festa solenne di Santa Rosalia
Note: è disponibile una casa di accoglienza con 40 posti letto, con stanze a più letti, sala pranzo che funge anche da sala incontri. Cucina autogestita.

Il santuario sorge sul Monte Pellegrino che domina la città e la Conca d’Oro. Santa Rosalia visse nel XII secolo. Appartenente ad una nobile famiglia, era figlia del duca Sinibaldo. Educata cristianamente, si ritirò a vita di preghiera e penitenza in una grotta a Santo Stefano Quisquina.

In seguito passò sul Monte Pellegrino, dove rimase fino alla morte (1166). La sua esistenza di pietà e penitenza attirò l’attenzione dei palermitani che già in vita la proclamarono santa. Dopo la sua morte e sul finire del secolo, sorsero molte cappelle e chiese in suo onore. Il culto a santa Rosalia esplose con forza solo nel 1624, anno in cui furono ritrovate le sue ossa, dimenticate, nella grotta del Monte Pellegrino. Un cacciatore, Vincenzo Bonello, salì il Monte con intenzioni suicide perché era morta sua moglie, di peste.

Lungo il cammino gli si avvicinò una giovane Romita. Lo rincuorò rivelandogli che quella grotta, dove erano giunti, era stata la sua dimora in vita e tomba in morte. Gli disse di essere Rosalia e lo incaricò di far sapere al vescovo di Palermo che, se le sue ossa fossero state portate in processione, la peste sarebbe cessata.

Le ossa vennero esaminate e si riscontrò che appartenevano ad una donna vergine. Furono allora portate in processione nel capoluogo siciliano. La peste cessò realmente e santa Rosalia fu proclamata patrona di Palermo.
Nel 1625 fu costruito il Santuario, composto dal convento e dalla grotta-cappella. Il tempio ha una facciata seicentesca, sormontata da un’edicola con la statua di santa Rosalia (1700). In fondo al santuario si trova l’ingresso della grotta, profonda 25 metri, dalle cui pareti stilla acqua miracolosa. Sotto l’altare, coperto da baldacchino, si trova l’urna con la statua giacente della santa, opera di Gregorio Tedeschi del XVII secolo: è di marmo bianco, rivestita in lamina d’oro. Si tratta di un dono di Carlo III di Borbone, re delle Due Sicilie.

Siracusa


Santuario Madonna delle Lacrime
Diocesi: Siracusa

Indirizzo: via del Santuario 33

Note: Il Santuario più famoso della Sicilia, in questi ultimi tempi è divenuto il Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa. Inaugurato da Giovanni Paolo II in occasione della sua visita il 1° maggio 1994.

Il 20 agosto 1953, in una modesta casa di Siracusa, un’immagine di gesso, raffigurante il Cuore immacolato di Maria iniziò a piangere: le lacrime uscirono per tre giorni consecutivi. Seguirono fatti miracolosi, finché il 12 dicembre dello stesso anno l’episcopato di Sicilia accertò la realtà dei fatti e decise di edificare un santuario in onore della Madonna delle Lacrime.

Gli architetti francesi incaricati costruirono un tempio modernissimo: una struttura verticale, alta 135 metri, a pianta centrale con unica navata del diametro di 90 metri. Intorno all’altare maggiore 36 cappelle.

Scala Ritiro (ME)


Santuario Santa Maria della Scala detta “Badiazza”
Diocesi: Messina, Lipari, Santa Lucia del Mela.
Indirizzo: Contrada Badiazza.
Calendario: 2 agosto, anniversario della consacrazione del tempio.
Note: il Santuario si trova alle porte di Messina, ad un chilometro dal torrente Badiazza, ai piedi del Colle San Rizzo.

Negli anni 370-381 i monaci Basiliani si insediarono in un modesto cenobio circa 200 metri più in basso dell’attuale santuario. Fra il 680 e il 690 ottennero da papa Leone II, messinese, l’assenso a costruire un santuario di forma cubica e, adiacente, un piccolo monastero. Le incursioni arabo-saracene distrussero tutto. Su quelle macerie il conte Ruggero I d’Altavilla, normanno, ricostruì il santuario che divenne Cappella reale. La guerra dei Vespri siciliani distrusse nuovamente la costruzione (1347). Il degrado attraversato da sei re normanni, due svevi, uno angioino, quindici aragonesi, fu tale da far assumere ai resti del luogo il titolo dispregiativo di Badiazza (1600), riferito non al tempio, ma al monastero, abbandonato dalle suore Benedettine nel Cinquecento.
Ogni modello plastico della chiesa segue un programma teologico. Il programma costruttivo comprende la scienza dei numeri, della geometria e ottica arabe. L’antico quadro della Madonna della Scala, del XII
secolo, che veniva portato in processione, non esiste più ed è stato sostituito da una pittura moderna.

Tindari (ME)


Santuario Madonna del Tindari / Diocesi: Patti

Calendario: 8 settembre, festa della Madonna nera

Note: Il tempio venne costruito al tempo delle lotte iconoclaste, quando fu trafugata dall’oriente una statua della Madonna bruna che approdò a Tindari e fu consegnata dai marinai a degli eremiti.

                                                                                                    Cristina Siccardi   


IMMAGINI:
1 Palermo : Santuario di Santa Rosalia
2 Statua di Santa Rosalia
3 Siracusa . Santuario della Madonna delle Lacrime
4 Tindari : Santuario
5 Tindari : Madonna del Tindari
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2000-8
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